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Domenico Senzatela – piccolo, ma barbuto e con voce tonante- già rappresentante dei lavoratori della Uil, è da un paio d’anni presidente del Comitato regionale Inps di Basilicata. E’ lui stesso un pensionato.

Come giustifica la sua esistenza?
Dopo aver lavorato per 38 anni e 7 mesi nell’industria, penso di aver prodotto sufficiente ricchezza da giustificare ulteriori quarant’anni di pensione. Nel frattempo, nel comitato regionale INPS, provo a fare quello che la nostra legislazione –carente- ci consente di fare.
Per il suo ruolo c’è un’indennità?
30 Euro lordi ogni riunione di comitato. In un anno sono al massimo otto. Alla fine è tutto volontariato.
Che cos’è il Comitato Regionale Inps?
È una struttura che deriva da quando la gestione dell’istituto era di fatto sindacale. I comitati provinciali –che noi coordiniamo- oltre a vigilare sull’attività dell’Inps e dare indicazioni o gestire le lamentele, sono il terminale delle parti sociali. La funzione principale del comitato regionale è poi quella di esaminare il Bilancio Sociale dell’istituto che a sua volta è l’attività che l’Istituto ha svolto nell’anno precedente. È importante perché, nei trimestri o nei semestri, il Comitato guarda le attività e può premere sui ritardi o le anomalie. Chiaramente, il Bilancio diventa il momento di sintesi, ma anche la fotografi a vera della regione, perché si vedono in assoluto quali sono le prestazioni dell’istituto erogante.
Alcuni dati?
In Basilicata l’Inps gestisce 208.056 pensioni, 32.434 prestazioni assistenziali; 23.798 Naspi; 6.312 CIG. Indicativamente, su 572.000 – circa- abitanti della Basilicata, saranno solamente 12.000 a non avere rapporti con l’Inps.
Dunque un terzo dei lucani sono dei pensionati.
Esatto. Ovviamente, qui c’è qualche pensione che è “duplicata”, se si pensa a chi ha la pensione più la reversibilità, perché è un superstite. Ma alla fine quanti sono? Prevalentemente donne, che campano di più.
Quindi che “fotografia” ne scaturisce della Basilicata?
Sicuramente non molto piacevole. Si è fatto anche qui un uso spropositato dei voucher, il che è anomalo per una regione che avrebbe dovuto dare del lavoro più stabile, data la presenza di grandi aziende come FCA, Eni, Total ecc. Ovviamente c’è anche lavoro nero e lavoro sommerso. È questa una regione, dunque, che –tolti pensioni e pubblico impiego- sul piano produttivo non è proprio il massimo.
Un terzo dei lucani è costituito da pensionati, ma risulta anche che il 41% degli anziani lucani ha ridotto i pasti (dati Spi-cgil e Auser).
Sì, perché è vero che abbiamo tanti pensionati, ma tantissimi sono al minimo. Perché si è lavorato meno, e anche se in passato si andava in pensione con il sistema retributivo e non con il contributivo, era sicuramente un retributivo basso. Chi faceva le giornate in agricoltura, che retributivo poteva avere?!? È già una fortuna averla integrata al minimo: qui poi non dipende più dall’Inps, ma dalla legislazione nazionale, che dovrebbe decidere di aumentare queste pensioni al minimo. Se infatti 10 anni fa una pensione al minimo di 500 euro –FORSE- poteva consentire di vivere, oggi non è più così.
Non dipende dall’Inps, ma forse dalla politica sì.
Di recente sono tornato in Trentino: ho trovato una super strada meravigliosa che da Cavalese porta in Val di Fassa, fatta nella montagna senza deturpare il paesaggio. E si viaggia. L’altro giorno mi è capitato di andare a Maratea: ho impiegato due ore e un quarto. La prossima volta, ci penso due volte. Vede, questo fenomeno porta tutto dietro. Vogliamo puntare al turismo, ma mancano le infrastrutture!!!
Se potesse prendere sottobraccio Pittella, cosa gli direbbe?
Gli direi che andrebbe migliorata la spesa, meno interventi a pioggia, più interventi che creano realmente occupazione. Io ho un brutto ricordo della formazione: la sensazione che ho ricavato alla fine di questi corsi è che non vi era alcuno sbocco. Non ci siamo. Col sindacato ci battevamo per fare della forestazione produttiva, ma non l’ho vista fare. Per eliminare il disagio bisogna creare occupazione duratura nel tempo, sarà il turismo a crearla, ma solo quando riusciremo a fare otto mesi di turismo all’anno.
E invece su cosa deve lavorare l’Inps in Basilicata?
Dobbiamo puntare ad avere “punti cliente” in tutti i Comuni. Il cittadino andrebbe lì a proporre il suo quesito, e la settimana dopo potrebbe tornare e veder risolto il suo problema.
Ho qui con me alcune segnalazioni dei lettori: «Come mai l’INPS ha avviato una “voce guida” per i servizi, infischiandosene di chi non è in grado di operare con quella modalità? L’Inps non dovrebbe fornire servizi alla gente “normale”?»
Andrebbe chiesto a Tito Boeri. In Parlamento è ferma già da anni una legge di riforma che deve ridefinire il ruolo del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, che non riesce a incidere in maniera pesante sulla gestione dell’istituto, diventato ormai monocratico. Boeri sì è ormai trasformato nel nuovo ministro dell’economia, del lavoro, fa tutto lui. Se lui però non raccoglie queste sollecitazioni, che non sono solo della Basilicata, non si va da nessuna parte. L’impiegato dell’Inps, dal canto suo, è vero che prima rispondeva telefono, e quindi poi non produceva; ma con le nuove indicazioni arrivate da Roma (non bisogna più rispondere a telefono, ma c’è il risponditore unico), se uno non sa neanche come formulare la domanda...Come si fa?!?
«L’Inps non dovrebbe inviare a casa i MAV per il pagamento per badanti e colf? Perché non accade quasi mai?».
Non è più previsto, oggi viene messo sulla “cassetta previdenziale” elettronica (vi si accede tramite Pin. Quando si è consapevoli che si hanno delle scadenze bisogna andare a guardare in questa cassetta). Ma se vai a vedere, adesso che l’hanno riformata per renderla “dialogante”, ti perdi, stai delle ore vicino al computer.
Quindi è giusto chiedersi: l’anziano come fa?
Ma infatti. Perciò parlavo del “punto cliente” da istituire in ogni comune. Per la verità ne abbiamo già aperti diversi, per tutti i comuni che ce ne fanno richiesta.
E ancora: «Se una persona ha necessità di un’informazione specifica, come fa ad accedere e parlare con un addetto, dal momento che la voce guida lo blocca»?
O con la casella o con l’e-mail, o recandosi allo sportello, ma in questo caso perde tempo lui e il funzionario che lo riceve.
Come ne usciamo?
Dobbiamo sperare che il Presidente Megagalattico capisca e cominci a far studiare ai suoi tecnici delle soluzioni per i cittadini. Dal canto nostro, possiamo solo aumentare i punti cliente a livello locale, tenendo conto che in molti paesi non arriva neanche il patronato. Dico di più: molti utenti non sanno nemmeno quali sono i loro diritti. Oggi il discorso disoccupazioni è concentrato a Lagonegro, le cure termali a Villa d’Agri: i singoli istituti dovrebbero prendersi carico di sollecitare, ciascuno presso gli altri, i problemi che vengono sottoposti dall’utenza.
Qual è il libro che la rappresenta?
“La Montagna Sacra” di Alejandro Jodorowsky.
Il film?
“La città delle donne “di Fellini.
La canzone?
“Il Blasfemo” di De Andrè.
Tra cent’anni cosa vorrebbe ci fosse scritto sulla sua lapide?
“Alla fine l’ho visto, il Sol dell’Avvenire”. In effetti conto di vivere ancora molto a lungo