pranzoscalise

E’ stata per tre anni commissario Regionale della Croce Rossa (più altri due nel Vulture). Attualmente (oltre a essere docente) è Presidente regionale della Società Italiana Protezione Beni Culturali ed è membro del Rotary di Potenza. Soprattutto, però, è il nuovo sindaco di Ruoti. Anche se, il suo predecessore, Angelo Salinardi, in un video tragicomico che ormai conoscono anche le pietre, ha detto (nel comizio finale della campagna elettorale) “Votate lei, ma il sindaco, comunque, sarò sempre io”. Ma la bella Anna Maria Scalise, 40 anni, a fare la parte della “testa di legno” proprio non ci sta.

Come giustifica la sua esistenza?
Mia madre mi diceva sempre “Fai bene e scorda, fai male e pensa”….
Preferisce sindaco o sindaca?
Sindaco, nella forma istituzionale.
Lei è nativa di Castellaneta, originaria di Ginosa e residente a Potenza da 23 anni. Com’è che ora si trova a fare il sindaco di Ruoti?
Perché conosco da tempo i Sindaco uscente Salinardi. Ho accettato una sfida.
E a Ruoti non c’era nessuno del posto adatto a fare il sindaco?
Il contrario: tutti volevano farlo. Ognuno si sentiva pronto, e nessuno voleva rinunciare.
Tagliando la testa al toro, quindi, si è deciso di mettere una persona esterna.

Esatto, e nel fare il mio nome è tornata la pace all’interno della lista. E poi mi scusi, io sono stata Commissario regionale della Croce Rossa per tre anni, ma nessuno ha mai obiettato che fossi pugliese.

Facciamo un passo indietro, nella vita, lei di cosa si occupa?
Sono docente alla Leopardi di Potenza (Lettere), e sono anche docente a contratto presso l’Unibas, insegno Storia della Chiesa medievale.
Le sue esperienze pregresse in politica?

In senso stretto non me ne sono mai occupata, però fare politica significa essere al servizio dei cittadini, e io posso dire di esserlo stata: come Commissario regionale della Croce Rossa mi sono occupata di tutte le problematiche sociali e assistenziali della regione. Sono volontaria da quando avevo 18 anni.

Arriviamo al famoso episodio del comizio “dello scandalo”. Il sindaco uscente Salinardi è stato criticato per le cose dette, e lei per non essere intervenuta. Lei ha affermato che sapeva cosa Salinardi intendesse realmente, ma –dico- non ha pensato che sarebbe successo comunque un casino?
E’ stato un discorso infelice: non c’è dubbio che non doveva dire quelle cose. Quando il comizio è finito, sono subito corsa da lui e gli ho detto: “Angelo, ma ti rendi conto di quello che hai detto???”. E, pensi, lui non ricordava di averlo fatto! Era la prima volta che parlava in quel modo. Era in una specie di trance, in preda alla foga. Voleva solo tranquillizzare i cittadini sulla continuità politica –una cosa normale- questo l’ho capito subito.
Non sarebbe stato più opportuno intervenire e “tamponarlo”?
In effetti al momento io mi sono chiesta “Che faccio ora?”, ma ho subito capito che se fossi intervenuta, a sangue caldo, la frittata si sarebbe allargata. Angelo andava a ruota libera, chissà cos’altro avrebbe potuto dire senza rendersene conto!
Il non essere intervenuta, a conti fatti, la ritiene una decisione sbagliata o lo rifarebbe?
La rifarei, certo. I miei programmi li ho enunciati subito dopo. Questo nessuno lo dice. In precedenza sono stata zitta perché non era il momento giusto. Fa parte del mio carattere. E’ vero, lui ha parlato male, e ciò dimostra l’importanza di saper usare le parole giuste. Non me ne voglia Angelo, ma credo che questo sarà l’esempio che porterò sempre ai miei alunni. Ho insegnato anche in carcere, tra l’altro, e ho messo sempre in evidenza come una persona riesca a difenderne un’altra attraverso l’uso corretto della parola, che è fondamentale.
Il fatto di non averlo nominato assessore è una conseguenza del “fattaccio”?
Sì. Ho preso questa decisione per far capire (a quelli che hanno voluto interpretarlo alle lettera) che non è vero che lui vuole “prendere in mano tutto”.
Però mi scusi, si potrebbe anche leggere nel senso contrario: “Allora è vero che Salinardi è una persona che sta DIETRO le quinte…”
Ma non è così. Chi conosce Angelo Salinardi, sa anche che alle volte è solo troppo impulsivo nelle cose che dice.
Quindi il sindaco è lei? Fa tutto lei?
Certamente. Sto GIA’ facendo tutto io, dal giorno che mi sono insediata. E voglio sottolineare che da parte del sindaco uscente non c’è stata alcuna invadenza.
Sicuramente la cosa più infelice detta da Salinardi è quell’ “Amica intima del presidente Pittella”.
E’ un termine che usa spesso. Sta sempre a dire “Quello è amico intimo di quell’altro…”. Dopo quel che è successo, noi lo prendiamo anche in giro per questo.
Suo marito cosa le ha detto?
(ride) E che doveva dire? Lo conosce, sa che cosa intendeva. E fortuna che Angelo si è fermato a Pittella, perché stava per continuare! Di politici ne conosco tanti.
Sì, ma perché ha detto che è “amica intima” di Pittella?
La nostra è una conoscenza che risale a quando si è lavorato sulle povertà, ma non solo con lui, bensì con tanti altri esponenti della politica locale, di ogni schieramento. Tutto qui.
Ma, al di là del gossip che abbiamo azzerato, non trova che quella sia comunque una frase di bassa lega politica?
Bisogna mettere insieme diversi fattori, tra cui la stanchezza e lo stress.
Adesso le toccherà lavorare il doppio.
Non penso. Lavorerò come sempre faccio in tutte le cose. Non devo dimostrare niente a nessuno. Quando ho gestito il campo migranti di Palazzo San Gervasio, è stato indicato come il meglio gestito in Italia.
La sua amministrazione sarà in linea con quella precedente?
Certo.
Su cosa invece ci sarà da lavorare fin da subito?
Bisognerà porre attenzione, secondo me, sull’aspetto culturale che ho trovato meno “considerato”. A Ruoti c’è la Villa Romana che veramente è di grande importanza.
E’ una domanda che faccio a tutti: se potesse prendere sotto braccio Pittella, cosa gli chiederebbe?
Di essere ancora più vicino al territorio e ai cittadini, su quelle che sono le richieste localistiche che –attenzione- non devono essere personali o particolari. E poi occorre cercare di sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dall’Europa, utilizzandole nel miglior modo possibile, per dare lavoro.
La sua posizione sul petrolio, per esempio, qual è?
Estrazione moderata sicuramente, con in primis attenzione alla salute dei cittadini. Oggi anche l’eolico diventa un problema, perciò non è semplicemente togliendo un tipo di energia, che si risolvono le cose.
Oltre a quello ambientale, uno dei problemi della Basilicata è lo spopolamento. Se dovesse fare uno spot per il suo comune, perché un giovane non dovrebbe andare via da Ruoti?
Purtroppo oggi i giovani tendono a farsi portavoce delle polemiche fatte dagli adulti. Noi non dobbiamo essere polemici, bisogna essere costruttivi. Le emigrazioni e lo spopolamento ci sono da sempre nella Storia, è nella normalità. Quello che io dico ai giovani, è di cercare di capire di che cosa hanno vissuto i vari comuni e rifarlo in un’ottica moderna. Ma se noi adulti siamo i primi a dire ai ragazzi “Qui non c’è niente”, non andremo da nessuna parte.
Il libro che la rappresenta?
“Lettere ad una professoressa”, di don Milani
Il fi lm?
“La musica nel cuore”.
La canzone?
“Albachiara” di Vasco Rossi.
Tra cent’anni cosa vorrebbe ci fosse scritto sulla sua lapide?
Quando sono entrata nel Rotary, su un quotidiano titolarono «Anna Maria Scalise: manager al servizio della Basilicata».
A me basterebbe solo nome e cognome. Lascio decidere agli altri.