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Di certo è giusto salvare le Banche Venete con esborso di oltre 7 miliardi di denaro pubblico per tutelare i risparmiatori e provvedere al personale in esubero!

Ma, vedi caso, si tratta di soldi rintracciati nelle “pieghe” della spesa pubblica, pur definita rigida e non dilatabile quando si tratta delle necessità del Sud! Analogamente furono molti i miliardi per l’intervento riguardante il Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo! E persino fu esborso pubblico (20 miliardi), nel caso dell’autostrada Brebemi, già praticamente inutilizzata perché superflua, per la quale si ricorse all’espediente di un decreto Tremonti del 2007 che consente agli Enti pubblici di ottenere finanziamenti dalla Cassa Depositi e Prestiti (cioè dal nostro risparmio postale) previa costituzione in Consorzio di diritto privato (tant’è che, all’inaugurazione, per sommo d’ironia, Renzi esaltò l’opera come frutto dell’iniziativa privata). Insomma, esempi evidenti di come la spesa pubblica sostiene la parte “buona” del Paese in misura assolutamente incommensurabile rispetto a quella “malata”! A partire dai servizi di base (asili nido, trasporti etc, che fanno civiltà progresso e occupazione) e in virtù della impostazione “storica” della finanza pubblica: cioè, di quella ripartita secondo i livelli (e i vantaggi) consolidatisi nel passato, quando i Comuni del Nord disponevano in proprio dei fondi per finanziare le scuole pubbliche (mentre noi avevamo il 90 % di analfabeti). Sostenuta fino alla legge Coppini del 1881 per queste e fino al Centrosinistra per la Sanità, quella spesa si trasferì allo Stato senza però decurtarla dai bilanci comunali ricchi che avevano potuto sostenerla. Sicché tali Comuni, cioè il Nord soprattutto, conservandola, li hanno orientati sugli altri servizi socio-educativo che ancora mancano al Sud. Quelli, che “fanno progresso” e fondano la parte “buona” del Paese: si badi -quelli che fanno la base della stessa “bontà” della classe dirigente. Perché ovviamente altra è la possibilità di “qualifi carsi” per coloro che quei servizi possono “concedere” e organizzare; altra per gli amministratori del Sud, ai quali non resta che ricorrere al clientelismo o farsi eliminare da chi sul clientelismo e sui contatti misteriosi fonda la propria fortuna politica: nella cornice di una paurosa carenza d’infrastrutture e quindi di credibilità e di futuro, in mezzo ad una disperazione tanto diffusa quanto ormai cupa!! Dagli edifici scolastici, che continuano a fi nanziarsi in base al principio dei “progetti pronti” (come dagli Atti Camera, criterio sostituito con “l’indice di carenza” nel testo del Relatore del 1992, introdotto con l’approvazione del 1996,tuttora vigente!); e carenza d’infrastrutture necessarie al turismo (quale la trasversale Pecorone-Foggia di 168 km, invano approvata dall’Assemblea di Montecitorio nel 1992 e progettata dall’Anas con la spesa di 4,5 milioni di eu!) o d’infrastrutture indispensabili agli scambi Europa-Mediterraneo, che richiederebbero sia il potenziamento dei porti (a partire da Gioia Tauro, vedasi Svimez) sia un decente collegamento ferroviario, per renderli convenienti rispetto a Rotterdam ed Anversa. Invece, proprio in questi giorni, a proposito dell’Anas, questa fa girare uno spot per blandire le nostre regioni, citate per nome, con la novità-udite udite!-ch’è nata l’autostrada del…Mediterraneo: ultima sarcastica beffa nemmeno terminata (i 60 km più difficili sono rimasti senza la terza corsia!), unafregatura pagata già mille volte da Giacomo Mancini e rivendutaci di continuo! Ora addirittura con la truffa del nome. Insomma, peggio che le vacche di Fanfani, che erano sì sempre le stesse ma almeno c’erano! Di certo le opere a Sud sono infiltrate dalla malavita, ma esattamente come malavitose sono spesso le cause che portano al dissesto delle Banche! . E però, come lì non si rinuncia a intervenire,così ormai necessita per il Sud: necessita, perché non si può continuare a lasciarlo perire con tanto incredibile impudicizia!!