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Italia dei Valori è nettamente contraria all’utilizzo di soldi pubblici per pensioni e assegno di fine mandato a consiglieri regionali e parlamentari. E’ quanto si legge in una nota della segreteria regionale dell’ Italia dei Valori della Basilicata ricordando che da 864 giorni è ferma in Parlamento una proposta di legge depositata da IdV per “ l’abolizione dei privilegi della Casta”.

Quanto alla motivazione del provvedimento adottato dal Consiglio Regionale secondo il quale si sanerebbe “un’evidente ingiustizia nei confronti dei consiglieri in carica nella IX legislatura” – è scritto nella nota – non è certamente l’aspetto formale a diventare questione predominante. Di fatto si allarga la possibilità di usufruire del vitalizio e né può diventare un’ alibi la clausola di “invarianza finanziaria” nell’ingente spesa sostenuta oggi dalla Regione perché riteniamo vergognoso che pesino sul bilancio regionale centinaia di migliaia di euro l’anno. Poi, si rimane perplessi sul fatto che i cittadini rifuggono dalla politica e abbiano sfiducia nelle istituzioni come riprova la bassa affluenza alle urne anche nelle recenti amministrative. Ci impegneremo affinché si abbia sfiducia di questo modo di far politica e non in generale di un impegno che se fatto, dalla parte dei cittadini e per il bene comune può davvero far crescere la nostra terra. La Basilicata – continua la nota Idv -è tra le regioni più povere e invece di investire magari queste risorse per la creazione di lavoro, di opportunità per i giovani, adeguare l’assistenza socio-sanitaria ad anziani e disabili, non si trova di meglio da fare che pensare al vitalizio dei consiglieri.

Italia dei Valori non si arrende e prosegue nella sua azione per l’abolizione dei privilegi della Casta. Per questo, abbiamo depositato una proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi, sia per i parlamentari nazionali che per i consiglieri regionali, anche per chi già la percepisce. Tanto per il passato quanto per il futuro, noi chiediamo che il vitalizio sia calcolato unicamente sulla base dei contributi effettivamente versati dal parlamentare. E’ anche questo – è scritto nella nota – un argomento discriminante del nuovo centro sinistra che intendiamo costruire in regione e nel Paese con una chiara e netta connotazione di rifiuto di ogni privilegio per chi fa politica nelle istituzioni con il mandato dei cittadini.