primarioLuzi

“Da oggi siamo nella nuova era delle valvole biologiche, e questa rivoluzione parte proprio dall'Ospedale San Carlo”. Con grande entusiasmo, è il primario della Cardiochirurgia, Giampaolo Luzi, a raccontare i benefici di questa nuova tecnica, al termine dell'operazione effettuata nella mattinata di oggi.


“Con questa tecnologia migliora sensibilmente la vita dei pazienti, soprattutto quelli più giovani; infatti, l'impianto di una valvola cardiaca biologica permetterà al paziente di tornare a fare tutto quello che faceva prima dell'intervento e non doversi sottoporre per tutta la vita a terapia anticoagulante”.
A beneficiare della nuova tecnica, un 44enne campano, in seguito ad una sincope per una calcificazione della valvola aortica del 25 aprile in un momento di gioco con il figlio. L'uomo, che non aveva mai sofferto di problemi cardiaci, era peraltro un grande sportivo.

posizionamento della valvola opt
“Abbiamo già altri giovani pazienti da sottoporre alla stessa tecnica, la stavamo solamente attendendo. Ho il piacere di dirvi che l'azienda San Carlo di Potenza è la prima struttura pubblica ad impiantare questa valvola, si tratta dunque del primo paziente in Italia. È inoltre una valvola innovativa il cui costo è di pochissimo più elevato rispetto al normale, proprio perché il procedimento strutturale è lo stesso. Le valvole biologiche attualmente hanno una vita media di 10-15 anni, con la possibilità di effettuare, se necessario, un successivo intervento Valve in Valve, senza sottoporre il paziente ad un ulteriore intervento chirurgico”, ha affermato il primario Luzi.
Grande soddisfazione anche nel resto del team, composto dal dr. Pittella, primario cardioanestesista, dr. Fabio Costantino, cardioecografista, la caposala Enza Vomero e tutta l'equipe.
“Va considerato che ogni anno gli interventi di sostituzione valvolare sono circa 35.000 in tutto il mondo e circa il 55% effettuati su pazienti al di sotto dei 60 anni. Con questa nuova tecnologia biologica, oggi possiamo dare a questi pazienti l'opportunità di non essere sottoposti alla schiavitù della terapia anticoagulante e di avere una vita assolutamente normale grazie ad una valvola che promette una durata estremamente più lunga”, ha concluso il dr. Giampaolo Luzi.

 

MagliettaLuzi

Presente al termine dell'intervento, anche il dg Rocco Maglietta: “Si parlava di spesa, ma a volte per un'Azienda ospedaliera non è un problema sopportare costi maggiori, quando si tratta di migliorare i servizi da offrire ai nostri pazienti. È un grande successo per noi, ma il merito va attribuito in particolar modo al primario Luzi e a tutta l'equipe coinvolta. Oggi possiamo parlare anche di una nuova era per la Cardiochirurgia, e per tutto il Dipartimento che ha voglia di rimettersi in discussione”.

 

il finale opt

 

DETTAGLI TECNICI SULLA VALVOLA


La Edwards INSPIRIS Resilia™ è la prima di una nuova generazione di valvole cardiache biologiche, oggi diventata disponibile per l’uso clinico dopo 12 anni di ricerche e di studi clinici condotti nel rigoroso rispetto dei criteri imposti dai maggiori Enti internazionali per la tutela della sicurezza e della salute dei pazienti, e realizzata sulla base dell’esperienza maturata in questo campo, dal 1960 ad oggi, dall’azienda produttrice.
Le valvole biologiche, costruite con tessuto animale, non richiedono come le valvole meccaniche che i pazienti assumano quotidianamente farmaci anticoagulanti, contribuendo così al miglioramento della qualità di vita, ma hanno una durata limitata a causa di processi di calcificazione, e devono essere sostituite: per questa ragione, fino ad oggi, non sono state considerate la prima scelta per i pazienti più giovani.
L’innovativa e rivoluzionaria tecnologia utilizzata per produrre il tessuto Resilia™, con cui è costruita questa valvola, la rende resistente ai processi di calcificazione, essendo basata sulla precisa identificazione delle principali sedi di legame del calcio e sulla loro definitiva neutralizzazione; un trattamento finale, chiamato glicerolizzazione, la preserva poi in modo ottimale fino al momento dell’impianto.
Inoltre, se a distanza dall’impianto si dovesse presentare la necessità di trattare nuovamente il paziente, la valvola incorpora una seconda tecnologia rivoluzionaria, chiamata VFit™, che la predispone ad accogliere in maniera ottimale una seconda protesi inserendone una nuova all’interno dell’altra, senza effettuare un nuovo intervento chirurgico.