mediciAfricaCUAMM

Una vita appena nata, per una vita che nascerà, in Africa.

È stato questo il tema affrontato nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso la palazzina uffici dell’Ospedale San Carlo, in cui è stato presentato il progetto “Una vita per una vita”, promosso da Medici con l'Africa Cuamm e il Dipartimento della Donna e del Bambino del San Carlo.

L’idea è quella che una madre che ha appena dato alla luce una nuova vita, con un piccolo aiuto, può garantire ad un’altra donna africana, la stessa possibilità.
Abituati a considerare l’assistenza ospedaliera una garanzia durante la maternità nel nostro Paese, ci si chiede sempre meno cosa significa nascere in Africa Sub Sahariana dove esiste una sola ostetrica ogni 20.000 abitanti e dove 265.000 mamme muoiono ogni anno durante il parto. Dati di mortalità infantile e materna impressionanti quelli presentati nella relazione di un giovane rappresentante Medici con l'Africa CUAMM, dopo aver mostrato in un video il lavoro dei volontari, che si è così espresso: “Avere l'attenzione delle istituzioni per un progetto come questo è raro, e non dovrebbe esserlo. Trovare questa sensibilità nelle realtà locali non è mai scontato, per questo ringraziamo il San Carlo e tutti i presenti”.

L’iniziativa “Una vita per una vita” mira a coinvolgere e sensibilizzare il maggior numero possibile di Reparti di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali italiani per promuovere il diritto alla salute materno-infantile e sostenere il progetto “Prima le mamme e i bambini”. Il progetto interessa gli ospedali di Chiulo (Angola), Wolisso (Etiopia), Aber (Uganda) e Tosamaganga (Tanzania) e i distretti di riferimento, con una tipologia di intervento innovativa che privilegia il rapporto attivo con le comunità locali, le autorità sanitarie pubbliche e i servizi privati non profit.

 

 

partecipanti opt

Presenti all'evento il dg Maglietta, il ds Picerno, il sindaco De Luca, l'assessore Celi, il Garante per l'infanzia Giuliano e Michele Sabia del CUS Potenza Rugby, che hanno sposato la causa.

Gli interventi.
Dr.ssa Camilla Gizzi, direttore del reparto di Neonatologia e UTIN: “Il San Carlo è il primo ospedale del Sud Italia a fare questa convenzione con il CUAMM. Il progetto ha una finalità nobile nei confronti delle donne africane che si trovano a dover partorire in condizioni di assoluto pericolo di vita sia per la mamma che per il neonato. Si tratta di una importante possibilità di informare le donne che partoriscono a Potenza, ma più in generale nel mondo occidentale dove il parto è considerato un momento fisiologico, nella maggior parte dei casi senza complicazioni. È un modo inoltre per essere informati sul fatto che in altre parti del mondo ci sono donne che hanno bisogno di essere aiutate, e con un piccolo gesto simbolico, anche le mamme dell'Africa Sud Sahariana possono partorire in assoluta tranquillità”.

Dario De Luca, sindaco: “Sono venuto qui a prendere una boccata d'ossigeno, viviamo oggi in contesto fatto di incapacità, corruzione, un contesto nel quale il nostro Paese si sta perdendo. Vedere persone che si occupano così bene di chi soffre, dei valori importanti della nostra esistenza, mi fa respirare un'aria positiva. Ringrazio il dr. Salata che mi ha introdotto alla conoscenza del CUAMM, quando fui eletto circa 3 anni fa. Farò in modo che questo progetto venga divulgato anche presso il Comune di Potenza, per recuperare un senso etico della vita, che qui da noi in Occidente sembra essersi smarrito”.

Rocco Maglietta, direttore generale: “Quando si vedono situazioni come queste, ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati noi a vivere in questa parte di mondo. Tutto quello che possiamo fare è cercare di aiutare queste persone, come anche diceva il sindaco. Presso il San Carlo abbiamo una squadra composta di persone preparate che aiutano quest'ospedale a crescere sempre di più. Auguro un grande successo a questo progetto, per quanto mi riguarda cercheremo di diffonderlo il più possibile all'interno della nostra rete”.