gallucci

Più che una professione, si tratta di una vera e propria missione.

“Se non ci si mette passione e se ci si allontana dall’obiettivo precipuo, il supporto ai cittadini, non si affronta con pienezza il compito che ci è riservato”. Non ha dubbi in proposito, Teodoro Michele Gallucci, segretario provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), da 30 anni in Polizia, che ai nostri taccuini ha affidato alcune considerazioni.
Di che si occupa il Sap?
Ci occupiamo di mettere in atto e far rispettare gli accordi che intercorrono tra le sezioni centrali e quelle periferiche e monitoriamo che vi sia un giusto equilibrio, nell’ottemperare i diritti di tutti i colleghi e contestualmente di tutti i cittadini.
Quali sono le criticità che rinviene?
Le maggiori riguardano la carenza di personale. Si consideri che le piante organiche sono “aggiornate” al 1989. Siamo al di sotto della soglia del 20%. Per la tipologia di attività e per la conformazione territoriale, avere degli uomini in più non sarebbe affatto male. Ritengo sia compito della politica, agire propositivamente sotto questo profilo (discorso equivalente per gli organici in generale). Da noi, mi riferisco alla Polizia di Stato nazionale, ci sono 15.000 unità totali.
Quali, invece, gli aspetti positivi?
Questa è una professione meravigliosa, magari a volte ci capita di dover scegliere e dare priorità personali non comuni, e il senso del dovere ci conduce a riservare massima disponibilità a coloro che ci chiedono aiuto o ci presentano un’istanza. Non siamo eroi, siamo esseri umani ma badiamo alla sicurezza dei cittadini e quindi di noi tutti, condividendo la stessa terra. Ogni giorno può essere un’opportunità, sebbene le complessità si vivano costantemente.
Dove opera?
Nel Vulture Melfese, ma ci spostiamo anche nel capoluogo, perché siamo un corpo unico, non distaccato insomma.
Come commenta la notizia della soppressione del Compartimento lucano della Polizia Stradale ?
Se non erro già anni fa ci fu il tentativo di trasferimento del Compartimento, ma quella volta fu scongiurato. Credo si tratti dell’ennesimo pezzo della Basilicata che va via, e questa è la direzione che conduce all’impoverimento di un territorio. Le circa 20 unità che sono state rimosse, sono 20 dei nostri fi gli/fratelli che non rientrano più. A ciò si aggiunga che la nostra Basilicata, come qualsiasi altra regione, ha peculiarità che solo un Compartimento in loco può valutare. Come si procederà a ridosso del 2019, per esempio, quando a Matera, Capitale Europea della Cultura, si recheranno turisti in numero crescente? E infine, ma non per importanza, i risultati conseguiti dalle varie sezioni, dalla giudiziaria alla stradale, sono sempre stati ragguardevoli. Davvero, al direttore della Polizia Stradale Nazionale, chiederei se ancora sente di definire il Compartimento come un Ufficio Burocratico, privandolo di fatto della sua identità e perchè, premettendo che ciò fosse vero, non ha proceduto nel sopprimere quello della propria regione di competenza?! È evidente che questo sia un grave danno che noi tutti subiamo.
Ha qualche auspicio per il futuro?
Spererei che si investa di più sulla Sicurezza, perché per tanto-tempo non lo si è fatto. Non considerarlo una spesa ma la creazione di un’occasione. D’altronde, senza sviluppo non c’è sicurezza e senza sicurezza non c’è sviluppo. È un binomio inscindibile.