simonecorbo

Rassomiglia un po’ a “Harry Potter” (il suo personaggio preferito da ragazzino), ma è tutt’altro che un “mago”, anche se può apparire come tale a un qualche coetaneo scapocchione.

Il 18enne Simone Corbo, vincitore delle Olimpiadi Nazionali di Italiano (categoria “senior”: a Torino ha sbaragliato la concorrenza di circa 60mila studenti) è invece “soltanto” un ragazzo intelligente, che appare molto pragmatico e coi piedi per terra. Provenendo dalla regione in cui si legge di meno, su di lui si è scritto parecchio, ma il Nostro in realtà le “olimpiadi” le ha fatte tutte e ben figurando: Fisica (si è piazzato secondo a livello regionale), Matematica, Chimica e Filosofi a. Con la sua classe (la IV E del Liceo Scientifico “Galilei” di Potenza), ha pure vinto gli “High School Games” nazionali, con finali a Bologna e Civitavecchia. Sì, perché –ed è qui forse il segreto- Simone dice di ritrovare “la Bellezza” in tutte queste discipline, ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni.


Come giustifichi la tua esistenza?
Einstein diceva: «Solo una vita vissuta per gli altri è degna di essere vissuta».
Lo diceva anche Bob Marley.
E’ una grande verità. Non a caso Aristotele diceva che l’uomo è “un animale sociale”. Io non so ancora bene cosa voglio fare da grande, ma sono certo che lo scopo della mia vita non lo posso trovare indipendentemente dagli altri.
Chiariamo un arcano: tu sei stato premiato ed elogiato sia dal sindaco di Potenza che dal sindaco di Avigliano. In entrambi i casi, se non erro, è stata usata la locuzione “nostro illustre concittadino”.
Il poeta latino Ennio diceva di avere “tre cuori” (uno Osco, uno Latino, e uno Greco). Io abito in contrada Lavangone e frequento la scuola a Potenza, ma le mie radici sono a Possidente: di conseguenza sono Aviglianese, Potentino, Lavangonese e Possidentese.
Hai vinto –e questo ormai è un fatto noto- le “Olimpiadi della Scrittura Italiana”. E’ meno noto in cosa consista il premio.
Sono diversi. C’è un premio in danaro, duemila euro…
…come li spenderai?
Non lo so ancora. Poi c’è un viaggio-studio ad Atene (la terza settimana di ottobre), un bel mucchio di libri, e in aggiunta –la cosa che più mi sconcerta, perché non so come farò- c’è da fare il giurato al Premio Campiello Giovani.
In cosa consistevano le prove della fase nazionale?
Nella produzione di quattro testi: un riassunto, un commento (in questo caso sull’abolizione del velo integrale in Marocco), un testo a carattere informativo e uno creativo. Quest’ultimo era il più divertente: bisognava immaginare che Youtube esistesse all’epoca dello sbarco di Colombo in America.
Sono prove che ricordano molto l’esame di Stato dei Giornalisti. Che ne pensi della nostra categoria?
Ehem…
Vai tranquillo.
In tutta sincerità: a volte la “mission” del giornalista viene un po’ tradita. Si fanno le domande, ma non sempre si è interessati alle risposte.
Quando pensi al tuo futuro lo immagini in Basilicata o fuori regione?
Non voglio e non posso fare una scelta a priori. Mi piacerebbe restare, ma so bene che potrei vedermi costretto ad andare via. Non ho ancora scelto l’indirizzo universitario: mi piacciono troppe cose.
A proposito dei tuoi coetanei si parla con insistenza di bullismo, apatia e perdita dei valori. Qual è la tua versione dei fatti?
I giovani di oggi non sono diversi da quelli del passato: è mutato il contesto culturale. L’azione educativa, tuttavia, a volte è ancora troppo “unilaterale”. Tanti professori concepiscono il loro lavoro solo come “trasferimento meccanico di informazioni”, senza preoccuparsi di “come” queste nozioni vengano poi recepite. L’insegnante dovrebbe imparare a conoscere bene chi si trova di fronte. Tutto ciò è alla base del “disinteresse” di molti giovani, una vera e propria “sfi ducia” nel mondo degli adulti, come quello rappresentato dalla politica.
Tu quanti libri leggi in un anno?
Purtroppo ultimamente pochi, tre o quattro. I miei impegni di studio e tutto quanto sono aumentati. Ma ai “bei tempi” ne leggevo anche due al mese.
Ecco: quanti dei tuoi coetanei credi che leggano quattro libri all’anno?
Guardi, in realtà una quota non trascurabile.
Quindi i ragazzi lucani che leggono ESISTONO?
Sì, anche se magari leggono narrativa e cose più disimpegnate.
Ma nessuno fra i tuoi coetanei ti ha fatto mai pesare l’essere uno che legge e studia molto?
No, mai. A volte, magari, sono stato io a sentirmi un po’ diverso, ma ho sempre avuto persone fantastiche attorno a me.
Sono felice perché mi stai descrivendo un ambiente giovanile lontano da certi stereotipi negativi.
Lo vorrei ripetere: fra i giovani nelle scuole c’è una grande potenzialità umana. Tuttavia c’è quella “rassegnazione” che descrivevo. Dostoevskij diceva “La Bellezza salverà il Mondo”. Ecco, ciò che manca nella scuola è forse l’educazione alla Bellezza.
Il problema è come gli argomenti vengono posti?
Sì: a volte li si fa apparire pesanti, come se NON POTESSERO piacere. Ma se ci pensiamo bene, una cosa se non è bella non può finire in una scuola. Dietro l’arte, dietro la scienza, la fi sica, la matematica, c’è una grande Bellezza.
E dov’è il “Bello” nella vita di un Lucano?
Le carenze nei servizi, una classe politica non sempre all’altezza: i problemi ci saranno sempre. E’ statistico. Ma se rimaniamo sempre ancorati a essi, senza guardare mai la Bellezza che ci circonda, non cambierà mai niente.
Cosa chiederesti alla Politica?
Di ascoltare di più, di ritrovare il senso vero di quel ruolo: il dialogo.
In cosa si manifesta invece la Bellezza nei Lucani e nella Basilicata?
In quei valori che ci ha trasmesso la civiltà contadina. I nostri nonni non avevano niente, ma hanno avuto la forza di costruirci tutto.
La cosa meno bella?
Il campanilismo. Si parla tanto di Pace nel Mondo, ma a volte nei piccoli centri ci sono accese rivalità, anche fra vicini di casa.
Il libro che ti rappresenta?
Il Vangelo. Una ricchezza immensa che parla all’uomo contemporaneo.
La canzone?
Sono due: il “Requiem” di Mozart, e “Viva la Vida” dei Coldplay.
Il Film?

“The Passion” di Mel Gibson.
Fra dieci anni quale altro premio vorresti vincere e con quale motivazione?
L’abbraccio di un amico sincero che mi dica… “grazie”.
A te che sei un giovane appassionato di scienza, rivolgo una domanda che non faccio da un po’: credi all’esistenza degli alieni?
Non è un fatto di fede, ma di prove scientifiche. Posso dire con certezza che nel nostro sistema solare non ce ne sono. Al di fuori? E’possibile, ma noi non abbiamo ancora capito come nasce la vita e quindi non sappiamo se siamo un caso unico nell’Universo o meno.