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Si è conclusa con grande soddisfazione da parte dell’ordine degli Psicologi di Basilicata, presieduto dalla dott.ssa Luisa Langone, una giornata di studio e confronto sul tema della Medicina di genere.

Primo evento di fattispecie che ha visto la multidisciplinarietà come cardine. Tre infatti sono state le categorie di professionisti che si sono incontrate: gli Psicologi, i Medici e i Farmacisti.
Dopo i saluti introduttivi, a cura del dott. Gianni Razza, vicepresidente dell’ordine degli Psicologi lucano, della dott.ssa Mariarosaria La Becca, consigliere dell’ordine, della dott.ssa Magda Cornacchione, presidente dell’ordine dei Farmacisti di Potenza, le relazioni della dott.ssa Elena Carovigno, dirigente medico UOC Ostetricia e Ginecologia San Carlo Potenza e della dott.ssa Fulvia Signani, Psicologa, Psicoterapeuta Azienda USL Ferrara, Professore incaricato Università degli Studi di Ferrara e in collegamento skype del dott. Luigi Milella, Professore Aggregato del Corso di Studi in Farmacia dell'Università degli Studi di Basilicata.
Così la dott.ssa Signani: “Il fattore genere è stato ufficialmente riconosciuto dall’Oms, come fattore che determina salute, consapevolezza che dovrebbe diventare patrimonio culturale di tutti i professionisti della cura. Plaudo all’iniziativa odierna che applica in concreto l'interdisciplinarietà. Ritengo che sia opportuno che gli psicologi curino una formazione in ottica di genere, la psicologia di genere, appunto, che non si trova ancora nelle università italiane con le diverse connessioni con le altre discipline. È un orientamento che certamente aiuterà a personalizzare l’approccio con il paziente. A sostegno della necessità ormai inevitabile di conoscere le differenze sessuali e di genere, vi sono ormai numerosi dati scientifici. Pensiamo al peso del ruolo di genere nel vissuto di malattia nelle donne, sempre preoccupate per i famigliari, figli e anziani, anche in momenti di patologie acute che richiederebbero loro di aiutare se stesse. Le diverse espressioni di depressione di uomini e donne, inoltre, costituisce un atto riconoscimento recente in ambito scientifico e psichiatrico e mette in luce quanto sia importante contrastare lo stereotipo che la depressione è donna, e prestare attenzione a facilitare l'accesso ai servizi per tutti, maschi e femmine”.
La dott.ssa Carovigno: “La medicina di genere è una nuova dimensione trasversale della medicina e rappresenta una prospettiva per il futuro della salute. E’ un approccio diverso e innovativo alle diseguaglianze di salute e diventa essenziale per delineare programmi, per organizzare l’offerta dei servizi, per indirizzare la ricerca, per promuovere la salute, per informare e comunicare in modo corretto, per garantire appropriatezza e personalizzazione delle cure. Non è facile l’approccio di genere alla salute. Tanti, troppi, sono i pregiudizi, gli stereotipi, le diseguaglianze nella medicina, nella ricerca, nella sperimentazione dei farmaci, e nello studio dei fattori di rischio e delle cause di una malattia. Per aprire la strada all’appropriatezza, alla tutela della salute a misura di uomo e di donna è importante adottare un approccio multidisciplinare coinvolgendo le diverse figure professionali, lavorare a una integrazione di specialità e competenze mediche al fine di creare una reale interdisciplinarietà”.
“La dott.ssa La Becca: “Siamo particolarmente soddisfatti per aver organizzato un evento unico nel suo genere, sia per il carattere scientifico (unicum in Italia, ricordiamo che è il primo evento che si è interessato della psicologia di genere in relazione alla medicina di genere) che per la multidisciplinarietà delle figure professionali coinvolte. È di grande pregio per il nostro ordine professionale poter avere al nostro tavolo di lavoro esponenti sia dell'ordine dei Medici che dei Farmacisti di Potenza: il valore aggiunto della sinergia di diverse categorie risulta l'elemento realmente innovativo. L’associazione tra le tre discipline, in questo periodo in cui è sempre maggiore il bisogno di psicologia, ci consente di avere una modalità nuova di concepire la presa in carico dell'utente in una visione olistica e contemplando il benessere bio-psico-sociale”.
Il dott. Razza: “La Basilicata è la prima Regione del Sud Italia e la seconda in Italia che inserisce, fra gli obiettivi assegnati ai Direttori delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, la realizzazione, nell’ambito dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Aziendali (PDTA) percorsi che garantiscano la presa in carico della persona tenendo conto della differenza di genere al fine di ottenere una maggiore appropriatezza e personalizzazione dell’assistenza; attivando di fatto le politiche Woman Friendly. Questo grazie all’Assessore regionale alle Politiche della persona Prof.ssa Flavia Franconi, al Presidente della Regione M. Pittella e con la Giunta tutta, attraverso la D.G.R. n° 624 del 14/05/2015. La Medicina di Genere si pone in Basilicata quale principio di Equità delle Cure per i Bisogni di Salute della donna e dell’uomo. L’occasione di questa mattina che ha visto discutere per la prima volta tre Professioni (l’Ordine dei Medici, l’Ordine dei Farmacisti e l’Ordine degli Psicologi) conferma che la Medicina di Genere è oramai un’esigenza del Servizio Sanitario, una realtà da cui non si può prescindere, che non può e non deve svilupparsi come una specialità a sé stante, ma come una integrazione trasversale di specialità e competenze sanitarie.”