SperaACTA

Ha l’espressione corrucciata e gli occhi che guardano l’aria di fronte a loro, come accade a chi è spesso (forse troppo) sovrappensiero. Glielo facciamo notare, ma il picernese Roberto Spera, 45 anni, amministratore unico, già presidente del cda, di Acta Spa (l’ Azienda per la Cura e la Tutela dell’Ambiente, controllata del Comune di Potenza) ci risponde che la sua prima partita Iva l’ha aperta a 18 anni, e che da allora non si è fermato un giorno.


Come giustifica la sua esistenza?
Sono poco fatalista: in questo mondo bisogna esserci, per poter dare seguito al genere umano.
Subito dopo la sua nomina a presidente dell’Acta ci sono state polemiche piuttosto feroci. Come ha vissuto quel momento?
Lavorando. Perché ho pensato che le risposte bisogna darle coi fatti. Non ho risposto a nessuna delle varie provocazioni, non sono mai voluto uscire sulla stampa e non ho querelato nessuno, nonostante qualche legale mi abbia consigliato di farlo (perché i presupposti c’erano). Le posso dire che ha funzionato: qualcuno ha presto cambiato “rotta” sul sottoscritto.
Una delle polemiche verteva sul fatto che il servizio di manutenzione dei parcometri è stato affidato a un suo ex socio.
La prima commissione consiliare del Comune, inclusa la persona che aveva detto quelle cose, ha valutato la procedura come più che regolare. Inoltre si sono risparmiati un bel po’ di soldi pubblici, infatti c’è stato chi ha chiesto più del doppio, rispetto all’aggiudicatario. Poi, che il titolare di quell’azienda sia un mio ex – e sottolineo “ex”- socio, è innegabile. E’ nelle carte. Ma eravamo soci in tutt’altra attività.
Lei è “un imprenditore vicino a Speranza”?
“Imprenditore” anche sì; “vicino a…”, non so cosa voglia dire. Certo, Roberto è un amico, perché negarlo? Ma potrei dirlo di tante altre persone di natura politica diversa. Basta fare una cosa: andare a vedere le carte e accorgersi che io non ho mai partecipato a una gara pubblica, non ho mai preso soldi pubblici.
Quindi non è “in quota” di nessuno?
Visto che lei entra nel merito, se c’è una persona che mi ha fortemente voluto all’Acta, quella è Dario De Luca, e lo ha pure detto a tutti. Si badi che con lui non avevo condiviso nulla, tantomeno un percorso politico.
Come amministratore unico dell’Acta lei percepisce 73.997,00 euro lordi all’anno. Confermo. Si sente un privilegiato?
Beh, sì, non è da tutti oggi prendere tremila euro (netti) al mese. Tuttavia, se andiamo a vedere i compensi di dieci anni fa, ci si accorge che il mio è meno della metà. Va anche tenuto conto del modo in cui io affronto il lavoro: mi troverete sul posto (in azienda o sul territorio) dalle sei e mezza di mattina alle otto e trenta di sera. Il sabato me ne vado alle due e trenta. Per non parlare delle enormi responsabilità, civili e penali.
Veniamo sul pratico. La raccolta differenziata a Potenza ha raggiunto quota 80% del territorio (e 75 % della popolazione). Ci sono però diverse segnalazioni dell’utenza. In primis: va bene differenziarli in casa, i rifi uti, ma perché non è possibile depositarli nei cassonetti tutti i giorni?
Perché bisognerebbe raccogliere tutte le frazioni tutti i giorni ed è tecnicamente impossibile: richiederebbe un esercito. Il calendario di conferimento è fatto apposta e il progetto Anci-Conai, al quale Potenza ha aderito, è fatto su misura.
L’ACTA dovrebbe rispettare il Regolamento di Servizio adottato dal Comune, ma –ci segnalano- alcune delle voci non trovano pratica attuazione nella realtà, come, ad esempio, la pulizia delle scritte sui muri.
Su questo tipo di problemi stiamo creando un archivio, del “prima e dopo”; sì, perché le operazioni vengono fatte, noi “camminiamo” molto (penso anche all’operazione “Città Pulita”), ma ahimè c’è subito chi torna a imbrattare, scrivere o sporcare e il cittadino ha la sensazione che il nostro intervento non ci sia stato. Un giorno renderemo pubblico tutto quanto. E’ inutile dire che un sistema sanzionatorio deve essere comunque presente.
Per quanto concerne il calendario dei ritiri del rifi uto differenziato, vengono segnalati ritardi. Si sono verifi cati numerosi “salti”.
E’ vero. E’ stato così anche nella precedente zona attivata, la “8-9-10” (Gallitello, Zona Industriale, Rossellino etc.), ma ora da quelle parti quei disagi non ci sono più. Mi spiego: noi abbiamo istituito un turno metropolitano che la città non aveva: i rifiuti li facciamo sparire di notte. Lavorando di notte, e per di più a turnazione, capita però di “saltare” delle zone (e di coprirle la settimana dopo). In sostanza, ci vuole un mese e mezzo circa, prima che tutti gli operatori imparino tutte le postazioni. Il 18 aprile scorso, per esempio, è partita la zona “5-6-7” (Macchia Romana, Parco Aurora, etc.) e a oggi le segnalazioni sui disservizi si sono già ridotte dell’80%. Per questo, noi chiediamo pazienza e collaborazione.
La settimana scorsa si è molto parlato delle multe.
Avremo la mano pesante con chi lascia i rifiuti per strada: ci sono già dei verbali molto duri in corso e ci sono state già quattro denunce penali per abbandono di rifiuti ingombranti e pericolosi (lavatrici, frigoriferi etc).
Denunce contro ignoti?
No, con nomi e cognomi. Le telecamere sono in grado di riprendere le facce.
E per quanto riguarda la raccolta differenziata all’interno della città?
Guardi, forse non dovrei dirlo, ma la tolleranza è massima. Adesso non è il momento di andare a guardare dentro i bidoni: questo avverrà più in là, ma ora siamo all’inizio di un cambio epocale.
Quindi è ancora la fase del “poliziotto buono”?
Sì, assolutamente. Laddove si riveleranno errori, con i trasgressori ci sarà il dialogo. Allo stesso tempo, però, vorrei che i cittadini si rendessero conto della cosa straordinaria che stiamo facendo col sindaco e l’assessore Coviello (per inciso: due lavoratori eccezionali). Basterebbe andare a guardare le foto di qualche mese fa: quelle montagne di rifiuti non ci sono più. Pensate a com’era prima Via del Gallitello! Ma, sia chiaro, c’è ancora moltissimo da fare. Di più: l’avvio della differenziata non ha comportato un solo euro in più per i cittadini, al contrario di ciò che accade altrove. Questo non lo dice nessuno. Il bilancio dell’Acta, poi… beh, abbiamo dimostrato che si possono fare le stesse cose con meno soldi. Anche questo non lo dice nessuno. Perché?
Quanti Ispettori sono abilitati ad ispezionare?
Sono dodici: otto fuori e quattro in ufficio.
Quante sono le telecamere attivate?
Al momento sono otto, entro fine maggio saranno quaranta. Le “complanari”, via Giovanni XXII …sono già attenzionate. Le postazioni stradali, dove la gente “si diverte”(c’è infatti il fenomeno dell’emigrazione dei rifiuti provenienti dal circondario) saranno tutte sorvegliate. Nei quartieri, invece, non abbiamo questo tipo di problemi.
Tuttavia nei quartieri ci sono segnalazioni circa la scarsa qualità dei cassonetti: ci sarebbero state auto danneggiate dai coperchi, rovesciatisi a causa del vento.
Non sono d’accordo. Tutto l’inverno è passato e ci sono state solo tre segnalazioni di questo genere, tutte provenienti da Rione Cocuzzo, che è notoriamente esposto ai quattro venti. Non lo ritengo un grande problema, ed è comunque risolvibile spostando alcuni cassonetti, se necessario.
Veniamo alla gestione dei parcheggi con le strisce blu. Quanti ausiliari del traffico saranno assunti, oltre ai 12 entrati in esercizio lunedì?
Dipende tutto dall’istallazione di altri parchimetri. Il progetto ne prevedeva 60 e al momento sono la metà. Istallati gli altri, è lecito pensare che ci saranno almeno altri 8-10 assunti. Quelli di adesso lavoreranno per dodici mesi, al termine dei quali c’è la volontà di indire un bando.
Fra i cittadini circolano le solite voci su raccomandazioni e simili. Quali sono stati i criteri adottati dall’agenzia interinale per scegliere questi dodici?
Non li conosco e, guardi, non so nemmeno i nomi delle persone assunte. E’ una mia scelta precisa. Il bando per scegliere l’agenzia interinale è stato regolarissimo, dopodiché la palla passava a loro. Noi, come Acta, abbiamo però un’importantissima prerogativa: chi non lavora o non lavora bene, beh... noi possiamo chiederne la rimozione immediata.
E’ finita pure l’epoca dello “spazzino” sorpreso a bighellonare nel bar o alle macchinette?
Questo è territorio mio: nelle loro sei ore e venti il caffè lo possono prendere, ma se li becco davanti alle slot, scatta il licenziamento in tronco. Sappia però che le cose sono già molto migliorate.
Ciò vuol dire che prima …
… con tutta tranquillità le posso dire che al mio arrivo ho trovato un’azienda sfi ancata.
Sfiancata per la stanchezza?
No! Sfiancata da una permeazione della politica costante, anzi permanente. Il sindaco De Luca è persona dalla forza impressionante e la sua forza è stata anche quella di darmi mano libera nel fare uscire la politica dall’Acta. Le ingerenze sono finite, quelle che ti portano a spostare, a fare e a dire. L’azienda è libera e io sono un amministratore libero. Devo dare conto solo al proprietario.
C’è qualcosa che la spaventa del suo incarico?
Mi rendo conto che ho messo le mani su un materiale molto delicato, così come è delicato uscire dal monopolio della gestione dei rifiuti, o mandare a visita oltre venti dipendenti. Ma paure non ne ho.
Ma nemici se n’è fatti?
Credo di sì.
C’è anche chi “rema contro”?
Le posso dire questo: non tutti sono “contenti” del lavoro che sto facendo. Traghettare l’azienda verso una condizione di libertà, in cui l’Acta è sempre di più una “Spa” -una multi-servizi che magari produce utile- e sempre di meno una “succursale” della politica, può fare paura e dare fastidio.
Insisto: c’è chi rema contro?
Diciamo che c’è stato qualcuno, in questi mesi, che ha buttato calci. E non escludo che di calci ce ne saranno altri. Ma li so prendere e pertanto li so anche dare.
Siamo in chiusura. Il libro che la rappresenta?
A pari merito: “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov e “L’Idiota” di Dostoevskij.
La canzone?
Non si discute. “Mama” di Freddy Mercury
Il film?
“C’era una volta in America” di Sergio Leone.
Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide? Azzardo: «Non sporcate l’aiuola »?
(Ride). No, preferirei: «Un uomo che ha svolto bene il suo ruolo di cittadino».