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Si è tenuto presso la Sala A del Palazzo del Consiglio Regionale lo scorso lunedì 15 maggio, un workshop dedicato al tema delle discriminazioni sul lavoro delle persone LGBT.

La Consigliera regionale di parità effettiva, l’Avv. Ivana Enrica Pipponzi, ha inteso strutturare un apposito evento, dal taglio pratico, per sensibilizzare, informare e formare aziende, parti datoriali, sindacati e società civile nella sua interezza, sul frastagliato percorso a ostacoli che le persone LGBT affrontano, tanto nell’accesso che nella permanenza al mondo del lavoro.
“Il lavoro rappresenta uno degli strumenti di maggiore valorizzazione e realizzazione della personalità umana”, dichiara la Consigliera regionale di parità, “è il mezzo con il quale ci si sostenta, ma è anche un nobile veicolo per esprimere le proprie competenze, i propri saperi ed è atto a costruire relazioni ed interscambi sociali. Il lavoro, tuttavia, può essere ricettacolo di discriminazioni, le quali vulnerano la dignità degli individui, incidendo altresì sulla qualità della vita e del loro benessere psico-emozionale. Secondo Eurobarometro, agenzia della Commissione Europea, l’orientamento sessuale è l’ottava causa di potenziale discriminazione quando ci si candida per un lavoro nell’Unione europea. Qualora un datore di lavoro decidesse di non assumere una persona competente e qualificata con riguardo alla posizione lavorativa per la quale si è candidata, solo perché è lesbica, gay o trans, porrebbe in essere una discriminazione, ovvero un trattamento sfavorevole e differenziato rispetto a quello che ha, ha avuto o avrebbe una persona eterosessuale in una situazione analoga. Tale accadimento va in primis portato a emersione, denunciato all’Ufficio della Consigliera di parità che opera in qualità di Pubblico Ufficiale, e infine si ricorre all’Autorità Giudiziaria. Stante anche il recepimento in Italia della Direttiva Comunitaria n. 78/2000, attraverso il D.LGS n. 206 /2003 che fa divieto di porre in essere condotte discriminatorie sui luoghi di lavoro fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, è necessario intervenire con piglio deciso anche in questi odiosi casi. Il workshop del 15 maggio rappresenta il punto di inizio di un percorso volto a creare e implementare buone pressi, sensibilizzare aziende e datori di lavoro lucani verso queste tematiche, sviluppare azioni di diversity management, ovvero approcci nella gestione delle risorse umane volti a creare un mondo del lavoro inclusivo e in grado di valorizzare le differenze; così si contribuirà alla formazione di una rinnovata coscienza sociale che valuti le persone esclusivamente in base al merito, senza pregiudizi che aprono il varco a una progressiva e pericolosa disumanizzazione del mondo del lavoro”.
Al workshop, che rientra nel programma del Basilicata Potenza Pride, sono intervenuti Avvocati, Confindustria, Sindacati, Aziende, Agenzie interinali e rappresentanti mondo universitario.
L’evento patrocinato dalla Fondazione Aiga Tommaso Bucciarelli e dal Comune di Potenza, ha ospitato anche i saluti dell’assessore comunale all’istruzione, Roberto Falotico: “Va dato merito alla consigliera di parità di affrontare in modo netto una tematica che spesso si evita nei luoghi della legislazione. Nei tempi in cui alcuni diritti sono garantiti dal giudice, vuol dire che qualcosa non funziona nelle aule in cui le leggi si fanno. Il tema preponderante è quello dei diritti che non vanno adattati alla tendenza politica o religiosa. Il cittadino è come è, e non deve essere intimidito dal sistema stato. Come invertire la rotta, se non cambia la percezione?! L’unica risposta è il rispetto per la Persona. C'è un lavoro culturale da fare, grazie a chi ci mette in condizioni di discutere. Così si esce dal Medioevo del pensiero”. Presenti inoltre al tavolo di lavoro, Francesco Mollica, Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, l’avv. Morena Rapolla, Componente Dipartimento “Persona e tutela dei diritti umani” Fondazione Aiga “T. Bucciarelli” e l’avv. Domenico Pace, Dottore di Ricerca in Diritto del Lavoro Università degli Studi di Perugia.
Così il presidente Mollica: “Un plauso a questa iniziativa della Consigliera di parità su un argomento spinoso, che si inserisce nelle attività di costruzione di ambienti inclusivi rispettosi delle differenze fisiche, etniche, religiose ed anche sessuali in una regione che di per sé ha problemi di carattere lavorativo. Credo che c’è ancora tanta strada da fare, non siamo a Londra, Berlino o Barcellona dove esistono politiche di Diversity Inclusion, qui bisogna costruirle per intero, e il consiglio regionale, grazie anche al consigliere Polese, con una mozione sull’inclusività ha buttato giù delle basi per creare un dibattito sul tema, che talvolta diventa scontro. Per effetto di quella mozione, la regione Basilicata ha assunto il principio del rifiuto di qualsiasi violazione della dignità di una persona e credo che questa sia già una grande vittoria”.
L’avv. Rapolla: “Quella umana è e resta oggi l’unica razza che continua ad aver paura dell’amore in tutte le sue forme. Rispetto a quando io ero adolescente abbiamo fatto enormi passi in avanti per un cospicuo raggiungimento in termini di vivere civile. Ci si chiede spesso cosa siano i diritti umani, siamo noi con le relazioni che si tessono ogni giorno, da cui si importano competenze e si intessono professionalità. Quando si parla di dignità umana, io penso ad un puzzle in cui il tassello più importante e luminoso è rappresentato dal lavoro: senza lavoro, al di là dell’esigenza di sostentarsi, si viene completamente depauperati di quella che è la propria libertà”.

All’avv. Pace è spettata invece la parte più tecnica relativa alle normative in materia di discriminazione sul lavoro delle persone LGBT .

 

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