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Continua ad essere quasi un mistero quello dell’inspiegabile chiusura del sito archeologico “Necropoli di Crucinia” a Metaponto.

Dopo aver intervistato il soprintendente ai beni culturali della Basilicata, Francesco Canestrini (come riportato nell’articolo della scorsa settimana), abbiamo sentito la dottoressa Carbone che ci ha aggiornato sulla questione in sostituzione del direttore del Polo museale della Basilicata, Marta Ragozzino, impegnata in cerimonie di rappresentanza. La Carbone ha precisato che la competenza sull’area della Necropoli Crucinia non è del Polo Museale in quanto l’area archeologica non è sotto la loro tutela. Stando a quanto riferito da Carbone l’area archeologica non sarebbe stata trasferita dal Ministero dei beni culturali al Polo museale, dunque sarebbe ancora sotto l’egida della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata. “La gestione e la valorizzazione della necropoli Crucinia - aveva invece affermato la scorsa settimana Canestrini- non rientra purtroppo nelle nostre attività istituzionali. Come Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata abbiamo il compito istituzionale di tutelare il patrimonio culturale nell'ambito della regione Basilicata e di cooperare con la Regione e gli altri enti territoriali. Ad occuparsi della valorizzazione del sito è il Polo museale della Basilicata”. Il Polo Museale lucano, dal canto suo, respinge al mittente le responsabilità, invocando il vuoto normativo lasciato dalla recente riforma dei beni culturali (D.M. 23 gennaio 2016 n. 44) e dietro la cronica carenza di personale. Dunque non si sa bene chi debba occuparsi di questa area in degrado che sembra la cenerentola della Magna Grecia metapontina Messi da noi a confronto diretto telefonico, circa la competenza sulla gestione dell’area, Carbone (Polo Museale della Basilicata) e Canestrini (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio) si sono rimpallati le responsabilità ed i rispettivi ambiti di competenza, chiamando in causa addirittura l’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, proprietaria dell’area. Insomma un vero e proprio minestrone di dichiarazioni e responsabilità nel quel è difficile orientarsi per sapere come stanno effettivamente le cose (cioè capire a chi tocca la competenza). Per dirimere la questione abbiamo chiesto spiegazioni certe al Ministero dei beni culturali attraverso una nota ufficiale. Attendiamo di avere risposta nella speranza che la questione di competenze venga superata e l’area in questione riaperta.