pietrantuonoSECONDA

Di seguito le altre risposte dell’assessore regionale all'Ambiente Pietrantuono.

Fenice è un’altra ferita aperta in tema di smaltimento di rifiuti. E' stato approvato il piano di bonifica, ma non se ne sa nulla, il comune di Melfi ha fatto il monitoraggio nelle acque di falda che sono sotto la Sata con 6 piezometri ma pare che la rete non sia tecnicamente adeguata per svolgere il monitoraggio. Ci può fare il punto della situazione?
Stiamo cercando di mettere un po’ di ordine, esiste un progetto di bonifica, approvato, con alcune prescrizioni, circa un mese fa dalla conferenza di servizi appositamente indetta per cui a breve la bonifica all’interno dello stabilimento dovrebbe partire.
E all’esterno?
La faccenda è più complessa, i sei piezometri posizionati dal Comune di Melfi hanno individuato, a valle del sito, un’area inquinata e che non si riesce a correlare gli inquinanti individuati all’attività svolta da Fenice. C’è un altro problema che rigurda la rete dei piezoetri che venne realizzata da AGROBIOS: a seguito di un protocollo di collaborazione con ISPRA, si scoprì che questa rete piezometrica non risulta affidabile per cui si è affidato al Consorzio ASI un progetto per la verifica e la realizzazione di una nuova rete di piezometri, l’ASI si è avvalsa della comlaborazione e della consulenza di ISPRA per cui si dovrebbe finanziare questa attività, con l’approvazione del bilancio regionale si dovrebbe reperire la somma necessaria.
La Siderpotenza: si concedono nuove autorizzazioni per espandere lo stabilimento “circondato” dalla città.
L’AIA che la Regione ha concesso ultimamente è propedeutica ad allargare lo stabilimento nell’ottica di minimizzare gli impatti ambientali. Ritengo che al momento non si può far altro che operare che ridurre al minimo l’impatto ambientale perché prevedere la delocalizzazione con conseguente reperimento di ingentissime somme di denaro è, al momento, non immaginabile. Si può sperimentare una forma di compatibilità fra lo stabilimento e un’area urbanizzata attraverso un sistema di monitoraggio e controlli efficiente.

Sono anni che si ipotizza una cosa del genere ma non si è mai arrivati a concretizzare i propositi.
Faccio di nuovo riferimento al Centro di monitoraggio ambientale che vorremmo rendere operativo, infatti quando esso sarà operativo consentirà di proiettare in continuo tutti i dati, anche quelli relativi alla Siderpotenza.
Ora che il piano dei rifiuti è stato approvato, ma mancano in regione gli impianti di compostaggio, come si intende operare per renderlo efficiente? Come si possono evitarespeculazioni a S. Nicola di Melfi perchè l’area è interessante per gestire i rifiuti della Campania e della Puglia? Il Comune di Potenza si è candidato a “ospitare” un impianto di compostaggio, ci sono interlocuzioni in atto?
La Regione intende accelerare la realizzazione di quegli impianti già programmati, gli impianti di compostaggio di Venosa e Lauria, entrambi di proprietà pubblica e che sono rimasti bloccati nelle maglie della burocrazia. Essi sono impianti intermedi, Venosa tratterà 15.000 tonnellate Lauria 10.000.
Uno al nord e l’altro al sud della regione, rimane scoperto il territorio centrale dove c’è, fra l’altro, il capoluogo di regione.
La proposta di un impianto di compostaggio a Potenza è accoglibile, ma bisogna valutare dove realizzarlo, sia per quanto riguarda l’impatto odorigeno, che per la localizzazione che deve minimizzare gli spostamenti di rifiuti e, in tutti i
casi la Regione è orientata a prevedere impianti di medie dimensioni, intorno alle 15.000 tonnellate massimo, per cui insieme al Comune di Potenza cercheremo una localizzazione idonea. Per quanto concerne invece gli impianti privati siamo orientati ad autorizzare progetti che soddisfino il principio di prossimità e staremo attenti che gli impianti previsti non inducano movimentazione di rifiuti.
Si può conoscere lo stato dell’arte relativo alla bonifica delle discariche per le quali è in atto la procedura di infrazione EU e la situazione dei depuratori per i quali è previsto un investimento di oltre 100 milioni di euro?
Sulle discariche in infrazione stiamo predisponendo il programma di interventi, una buona parte di questi progetti sono finanziati con fondi ministeriali per 6,5 milioni di euro, stiamo interloquendo con il Ministero dell’Ambiente affinché queste risorse vengano sbloccate, tutte le altre bonifiche verranno finanziate con le risorse del Patto per la Basilicata i cui fondi sono già disponibili per cui si procederà velocemente. Se riusciremo a reperire risorse aggiuntive vorremmo intervenire anche su quelle discariche che stanno per essere in infrazione.
E per i depuratori cosa c’è in cantiere?
Stiamo provando per chiudere il pacchetto completo, da un lato il finanziamento di tutte le reti e i depuratori da adeguare, non soli 44 che sono in frazione, stiamo altresì completando l’apparato normativo avendo predisposto una legge che ci consentirà di utilizzare un’autorizzazione provvisoria da parte di Acquedotto Lucano in occasione della presentazione di un progetto di ammodernamento di un impianto di depurazione, inoltre porteremo in Giunta a breve l’accordo di programma per il finanziamento complessivo di tutti gli interventi.
S.I.N. Tito e Val Basento e la bonifica che non parte mai. Qual è lo stato dell’arte?
Questa è una vicenda che si trascina da tempo, in sostanza esistono 10 progetti, 4 a Tito e 6 in Valbasento, di cui 4 sono partiti avendo esperito le gare ed individuato il soggetto attuatore, per un progetto c’è l’inghippo di un ricorso al TAR che comporterà un allungamento dei tempi e riguarda la Materit di Ferrandina.
Per gli altri progetti di Tito la Giunta Regionale ha approvato i bandi di gara, ma a causa della scadenza dei termini il Governo, così come previsto dalla Legge, si è ripreso i finanziamenti stanziati che sono stati messi in un fondo unico dove oltre alle bonifiche SIN ci sono quelli per le bonifiche di discariche e depuratori, per cui bisognerà aspettare che il Ministero dell’Ambiente provveda alla riattribuzione dei fondi emanando un apposito decreto. Ad oggi il progetto che è più vicino al completamento riguarda la bonifica delle acque di falda a Tito.
Per quanto riguarda l’amianto, c’è una mappatura completa dei siti inquinati? Quale strategia per arrivare ad una completa bonifica siti pubblici e privati prevedendo incentivi?
Nel Piano dei rifiuti c’è una parte che interessa l’amianto e si fa una stima circa la presenza di questo inquinante sull’intero territorio regionale e quantifica le risorse necessarie per il risanamento spalmato in vent’anni.
Per quanto concerne le problematiche dell’elettrosmog concordiamo con l’Assessore di approfondire questa tematica in una successiva intervista.
Al termine dell’intervista l’Assessore Pietrantuono auspica che “entro il termine della consiliatura vorrei completare la stagione della pianificazione per cui il Piano Paesaggistico dovrà essere il primo tassello, a seguire spero di rendere operativo il Piano di tutela delle acque, varare finalmente il Piano dei lidi e avviare, per lo meno, la redazione del Piano della qualità dell’aria” .