pranzoTedesco

Da un paio di mesi, Pancrazio Tedesco, tessera Pd, assessore all’agricoltura, commercio e attività produttive del Comune di Tricarico, è presidente del Forum dei Giovani di Basilicata. Ha la parlantina svelta e la “mosca” sul mento (oltre che sul naso).

Come giustifica la sua esistenza?
Don Luigi Sturzo diceva: “Ho sentito la vita politica come un dovere e il dovere dice speranza”. Cerco di applicare questa massima, impegnandomi per coloro che, come me, hanno deciso di rimanere nella loro terra.
“Dovere” e “speranza”: come abbinarli al discorso Basilicata?
Entrambi i concetti partono dal rispetto per la propria terra e verso se stessi. In questi tempi di spopolamento, nulla più ci è dovuto: certi servizi vengono a mancare, le comunità locali ne vengono depauperate. Di conseguenza, se non diventiamo noi stessi i guardiani della nostra terra, è difficile venirne fuori.
Due parole sull’organo che presiede e sulla sua funzione.
Il Forum Regionale dei Giovani è organo consultivo –in ambito politiche giovanili- della Regione Basilicata, istituito 16 anni fa con la legge regionale 11 del 2000. E’ una norma ormai datata, però, che ci proponiamo di cambiare, e abbiamo ottenuto ampie rassicurazioni dal Presidente Pittella. Dopo 16 anni, abbiamo ottenuto un risultato storico: superando un modello di organo consultivo “passivo”, abbiamo preso parte al tavolo di partenariato in ambito fondi europei e siamo stati inseriti nel Comitato di Vigilanza degli stessi. Abbiamo trovato un ottimo interlocutore nel Governatore e per la prima volta, inoltre, avremo una sede ufficiale, in via di definizione.
Lei prende un compenso per il suo ruolo di Presidente?
No. Fino a tre anni fa noi componenti della giunta del Forum percepivamo un’identità chilometrica, ma in seguito ai ben noti fatti di “Rimborsopoli” abbiamo voluto dare un segnale: basta con i rimborsi chilometrici, in favore di una vera resilienza.
Lei è anche assessore a Tricarico, ma c’è chi dice che ruoli come quello di Presidente del Forum Giovani siano in realtà una prima “tappa” in un cammino fatto di “postazioni” regionali. O almeno ci si spera.
Ritorno con la mente a qualche anno fa. “GEL - Giovani Eccellenze Lucane”, “Worskshop formativi”, “Patto per i Giovani”, “Un Ponte per l’Occupazione”: in tempi non sospetti dicemmo che erano delle mere “cure palliative”. In sostanza, nonostante la giunta del Forum dell’epoca fosse “filo-governativa”, non esitammo nel manifestare le nostre perplessità su alcune iniziative promosse dalla Regione Basilicata. Le strumentalizzazioni ci sono e ci sono state (penso ad alcuni interventi a mezzo stampa di Gianni Rosa, ad esempio), ma alla fine parlano la concretezza e la serietà delle nostre iniziative.
Lei è del Pd: il Forum che lei presiede oggi non è anch’esso “filo-governativo”?
Anche. Quest’anno abbiamo raggiunto un risultato storico: per la prima volta in giunta esecutiva siedono Giovani Democratici e giovani di Forza Italia. Certo, lo scenario politico è quello che è (col Pd che la fa da padrone anche perché, forse, manca un’alternativa seria e capace di dire la sua), ma noi abbiamo sempre dialogato con le altre rappresentanze e oggi comprendiamo un po’ tutto, anche Fratelli d’Italia. Io, sì, sono del Pd e quindi “filo-governativo”, ma con uno sguardo che ritengo fornito di “paletti”.
E allora mi dica il merito più grosso dell’attuale governo regionale. Ma anche il demerito.
Il merito: ci hanno ascoltato. In passato, avendo avuto a che fare con cinque diversi assessori alla formazione, incontravamo reali difficoltà a interfacciarci. Oggi abbiamo potuto “bypassare” questo passaggio e, come le dicevo, abbiamo trovato in Pittella un buon interlocutore. Il demerito: nel quadro normativo serve più continuità a livello di gestione. E’ impensabile cambiare assessore ogni anno per meri giochi politici.
Bene, lei mi ha risposto da Presidente del Forum dei Giovani. Adesso mi risponda anche come lucano: un merito e un demerito del governo Pittella.
Il merito: la Basilicata è conosciuta in tutto il mondo. C’è stato un lavoro certosino (a cui hanno partecipato tanto il Forum quanto il comune di Tricarico) sugli attrattori e sulle bellezze e siamo potuti arrivare a Matera 2019, al Capodanno Rai, alla fiction “Sorelle” e così via. Il demerito: la scarsa chiarezza su alcuni temi. Mi riferisco alle visite di Descalzi (Eni) in Basilicata o a quelle del ministro De Vincenti: “Tutto bene Madama la Marchesa”, e poi ci ritroviamo nei casini col Cova. O ancora: deve venire Pinuccio di “Striscia la Notizia” perché si dica che quelle (del Pertusillo – ndr) sono solo alghe? Un po’ di chiarezza in più su certi temi tranquillizzerebbe il cittadino e non lo spingerebbe a pensare alla politica come a una cosa “strana”.
Non a caso, ora che Pittella ha fermato il Cova, qualcuno ha parlato di “risveglio tardivo”.
Però va detta una cosa, un dato che spesso sfugge: il nostro welfare, e cioè l’Università, gli ospedali, i poli specialistici, sono cose su cui il petrolio incide non poco. E allora, come cittadini, dobbiamo sapere che sì, è possibile pensare a uno stop delle estrazioni, ma anche che questo comporterebbe una riduzione di determinati servizi. Fermo restando che salute e ambiante vanno sempre e comunque salvaguardati.
Il Pd è indubbiamente un partito litigioso, con diverse anime in perenne guerra fra loro, un partito che dà spesso l’impressione di essere abbarbicato sul traffico delle postazioni e degli incarichi. Come si recupera questo handicap –tangibile- di credibilità?
Bisogna ripartire dalle sezioni: io sono convinto che tutto quello che di buono si fa provenga da lì. A Tricarico io sono stato segretario della Sinistra Giovanile, un luogo “attivo”, di confronto, di discussione. Con la nascita del Pd, e dei Giovani Democratici, questo si perse e si cominciò a pensare un po’ più alle “convention” e non alla “base”. Non è un caso che molti dei giovani di allora, che hanno vissuto questo “abbandono” da parte di chi li rappresentava, oggi me li trovo nel Movimento Cinque Stelle. Per riacquistare credibilità, inoltre, ci vuole maggiore chiarezza sui riferimenti locali: il cittadino che vede alla stessa convention del Pd anche persone che fino a poco tempo prima erano di tutt’altra parrocchia, è normale che si chieda cosa sta succedendo.
Come minimo. Ripeto: bisogna tornare alle sezioni, perché chi lavora sui “temi”, non ha nulla di cui avere paura. Mobilità sostenibile e “bike sharing”; abbattimento del “digital divide” con cinque punti “hotspot” wi-fi in paese; il sito “La Civita”: sono tutti risultati che a Tricarico abbiamo ottenuto lavorando sui “temi”. Questo per dire che se il Pd chiude qualche “finestra” e qualche “corrente” vien meno, forse è un bene; noi i concetti ce li abbiamo, non possiamo sempre passare per quelli “degli scontrini” o per quelli di “Parentopoli”. Nei paesi, in sostanza, c’è chi si fa un mazzo tanto sui temi, anche se poi qualcun altro se li sbandiera.

Ieri (martedì –ndr) la Regione ha ospitato Marcello D’Amelio, originario di Montemilone, coordinatore dell’equipe di ricercatori che ha recentemente scoperto una possibile via per la cura dell’Alzheimer.Qual è il suo primo pensiero quando vede giovani che hanno avuto successo FUORI dalla Basilicata?

Diversi lucani stanno dando molto al patrimonio culturale e scientifico mondiale: il dottor Zasa, ad esempio, è il responsabile della clinica mobile del Moto GP ed è di Tricarico. Il problema però è farli tornare, affinché possano immettere nel circuito lucano i loro talenti e le esperienze acquisite. Si potrebbe pensare a un “Polo di Eccellenze” apposito.

Ma perché i giovani se ne vanno dalla Basilicata?
La “paura” di non trovare occupazione è una “realtà”. Occorre quindi seguire, rafforzare e strutturare le cose che già ci sono: come l’agricoltura (i bandi regionali vanno bene, ma bisogna pensare anche a chi la terra non ce l’ha di suo e magari vuole fare quell’attività); occorre la formazione nei settori strategici (penso all’ingegneristica a Melfi). Insomma, è inutile fare proclami sulla banda larga, se poi ci si ritrova con le start up che si contano sulle dita di una sola mano. Queste, invece, vanno seguite e guidate, solo così non si fermano a metà strada.
I giovani, dal canto loro, si sono liberati dell’idea della politica vista come “postificio” e come “bancomat”?
Anche no, in Basilicata c’è la sindrome della “filiera corta”. In ben poche regioni un cittadino qualsiasi ha la possibilità di arrivare direttamente al Presidente o chi per lui. Nella nostra sì, ma è un discorso a perdere.
Il messaggio da lanciare ai giovani lucani?
Credete nella vostra regione e in voi stessi; mettete a diposizione di tutti le vostre conoscenze e non piegatevi al “padrone” di turno (oggi, con le nuove tecnologie, le possibilità ci sono). E se avete successo fuori regione o all’estero, non dimenticatevi di essere Lucani e di dare il vostro contributo a questa terra. Nel modo che preferite.

Se potesse prendere sotto braccio Pittella cosa gli direbbe?
Di puntare su quello che abbiamo e non farsi abbagliare dalle “sirene” strane di industrie o attrattori grandi. Il bando a sportello va benissimo, ripeto, ma i giovani vanno SEGUITI nelle loro attività. Invece di fare il corso da “erborista” (che non serve) il nascente “Lab” promuova il corso da coltivatore di nocciolo, materia prima che serve alla Ferrero.
Lei dice “valorizziamo” quello che c’è. Ma a Tricarico io non vedo un negozio specifico, uno solo, che venda (banalizzo) il tamburello tricaricese, il cubba-cubba, o libri e cd sulla straordinaria storia musicale del vostro paese. Mi sbaglio?
E’ vero, ma abbiamo iniziato a valorizzare l’esistente. Abbiamo Rocco Scotellaro, il dottor Mazzarone (che ha dato un contributo alla cura della tubercolosi), abbiamo il Carnevale, e abbiamo Antonio Infantino, il maestro per eccellenza del Tarantismo, riconosciuto a livello mondiale. Bene: è su queste cose che stiamo lavorando. Due anni fa, ad esempio, abbiamo finanziato un evento in cui hanno suonato tutti i gruppi di Tricarico, che sono nati grazie ad Antonio Infantino. Stiamo pensando a un centro fisso, antropologico, basato su quello che c’è, con una scuola di musica. Altro che Mogol!!! Il Carnevale di Tricarico è stato riconosciuto come “Carnevale Storico” a cospetto di quello di Putignano. Nascerà, inoltre, il Parco Letterario “Rocco Scotellaro”. Sulla musica abbiamo sul tavolo, come le dicevo, idee concrete e Antonio Infantino ne sarà il soggetto cardine. La cosa bella è che lui lo vogliono anche gli altri comuni coinvolti e lo vuole l’ente Regione.
Di professione lei è un ottico. Se la politica lucana avesse un problema di “vista” quale sarebbe? Miopia?
No, sarebbe troppo. E’ astigmatica, và. L’astigmatico vede, ma a volte non tanto bene e ha bisogno di un aiuto. Il mondo giovanile può essere “l’asse astigmatico di correzione” per la vista della politica.
Il film che la rappresenta?
“A beautiful mind”. Ci vedo il senso della vita.
La canzone?
“Sempre e per sempre”, di De Gregori.
Il Libro?
“Non dirmi che hai paura” di Francesco Catozzella, che ha pure parenti a Tricarico.
Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?
“E’ stato bello”.
Cosa? Lei o la vita?
Tutt’e due (ride).