viggiano monte

In contemporanea con l’attenzione di tutti – istituzioni, politica, società civile – a questa delicata fase per la Val d’Agri legata alla sospensione dell’attività del Cova di Viggiano, le notizie diffuse dall’Ente Parco Nazionale Val d’Agri sul buon andamento delle presenze registrate per Pasqua e Pasquetta, persino con il tutto esaurito registrato dalle strutture ricettive, gli agriturismi e i ristoranti, testimoniano che oltre il petrolio c’è un’altra strada di sviluppo da perseguire.

Lo sostiene la segreteria regionale di Italia dei Valori Basilicata aggiungendo che il nuovo attrattore “Il Ponte alla Luna” di Sasso Castalda, all’interno del territorio dello stesso Parco, ha segnato il maggiore successo di visitatori a conferma della ricerca di emozioni e di novità all’insegna dell’ambiente. Il turismo naturalista e culturale, come quello enogastronomico – si legge nella nota di IdV – possono dunque rappresentare l’autentica alternativa ad una strategia che sinora ha puntato solo ed esclusivamente sulla risorsa energetica che, tra l’altro, come tutti sanno, non è eterna con il rischio di lasciare nel futuro il nostro territorio con presenze ingombranti di impianti fermi. Tenuto conto che il Parco Appennino Lucano è uno degli ultimi istituiti nel Paese e pertanto non può godere di un’adeguata conoscenza l’incoraggiamento che viene dalle presenze per il turismo pasquale – a parere di IdV – va colto per accrescere ed intensificare campagne di promozione e pacchetti di soggiorni di breve e media durata. Non si sottovaluti che la domanda di vacanza “green” espressa da sempre nuovi e più consistenti target di eco-turisti è una delle caratteristiche del BelPaese e nell’area della Val d’Agri come in quella del Pollino ha tutte le opportunità e le potenzialità di produrre benefici all’economia dei piccoli paesi. Il rapporto da tenere in considerazione è che per ogni posto di lavoro nel distretto petrolifero (diretto o indiretto) ce ne sono almeno sei in quello del turismo e dei servizi al turista. Quello che ci manca, insieme ad una maggiore convinzione suffragata da un’adeguata programmazione – si legge nella nota di IdV – è un più efficace coordinamento tra tutti gli attrattori presenti sui territori, gli operatori del settore, i Comuni, l’Ente Parco, l’Apt e la Regione. Anche su questo terreno bisogna “stanare” l’Eni e la Fondazione Mattei che pure in più occasioni hanno manifestato la volontà di investire nel nostro patrimonio turistico e culturale ma che non sono andati al di là di azioni ed iniziative sporadiche. Specie per i giovani è questa la possibilità più concreta di lavoro.