eolico8

In questi giorni i riflettori si sono accesi sul capoluogo di regione, la città di Potenza sta subendo un vero e proprio assalto al proprio territorio e al paesaggio, basta dare un’occhiata a 360° al panorama per constatare che esso risulta sconvolto per la presenza di pale eoliche che spuntano come funghi, particolarmente presa di mira la contrada Piani del Mattino e aree circostanti, qui si cominciò a “palificare” già dal 2014 impiantando 8 torri eoliche, oggi quel territorio è interessato da un progetto che prevede la posa di altri 51 aereogeneratori, alcuni dei quali sono già stati installati.

In pratica si progettano impianti al di sotto di un Megawatt che le normative vigenti consentono di essere trattati con autorizzazioni molto snelle che avvantaggiano le società, basta una “Procedura Abilitativa Semplificata” da presentare al Comune e si opera celermente. Ad opporsi a questo nuovo assalto è il Comitato dei cittadini di Piani del Mattino e zone limitrofe, operativo già da tre anni ed impegnato in una lotta senza quartiere contro il proliferare di impianti minieolici nei territori abitati da molte famiglie oltre che di valenza paesaggistica e naturale rilevante essendo la zona interessata dalla migrazione dell’airone e nibbio reale. La protesta degli abitanti di Piani del Mattino è culminata in un’affollata assemblea tenutasi domenica scorsa a cui, oltre ai residenti, hanno preso parte alcune associazioni ambientaliste lucane che hanno deciso di rivolgersi alle Istituzioni regionali ed ai parlamentari lucani per denunciare “l’imbarbarimento a cui è stato relegato l’intero territorio regionale per l’indiscriminata diffusione di pale eoliche che, approfittando della lacunosa regolamentazione, arrecano danni all’ambiente con lavori di scavi e sbancamenti necessari per realizzare cavidotti e cabine di trasformazione, rovinano la già disastrata viabilità secondaria, causano un inutile consumo di suolo, causano danni all’avifauna, possono creare gravi problemi alla salute umana violando in maniera evidente l’articolo 32 della Costituzione in quanto il funzionamento continuo dei rotori genera un devastante rumore e il fenomeno dello sfarfallio (shadowflicker) dell’ombra che alla lunga può indurre l’epilessia”: con un appello, che verrà redatto in collaborazione fra le varie associazioni, si chiederà di fermare il proliferare indiscriminato degli impianti al di sotto di 1 Mwatt di potenza. La Regione Basilicata, nello scorso mese di marzo, con DGR 175 ha approvato, con clamoroso ritardo, le linee guide valide per gli impianti al di sotto dei 1 MW, con cui stabilisce criteri più stringenti per la posa di pale eoliche che tutelano il paesaggio, le zone ambientalmente protette e, in un certo qual modo, le popolazioni prevedendo che una torre eolica deve distare almeno 300 metri da una abitazione. Se queste norme fossero state approvate almeno due anni fa i lucani avrebbero goduto di maggior tutela. Qualche giorno fa è intervenuto il WWF con un comunicato in cui chiede che la Regione intervenga per fermare “il finto “mini” e adotti norme di sostenibilità” in quanto “ci troviamo di fronte ad uno scempio che tocca l’ambiente, il paesaggio e la vita dei cittadini. Il WWF ha sempre sostenuto il diffondersi delle energie rinnovabili e tra queste l’eolico, ma è oramai fuor di dubbio che non si possano ritenere questi impianti all’interno della categoria del mini eolico e che ci troviamo di fronte ad “un gioco delle tre carte” predisposto per aggirare la normativa vigente e creare nei fatti dei mega impianti utili solo al profitto di pochi a discapito della collettività. Le energie alternative non possono non trovarsi all’interno di un quadro di sostenibilità e di condivisione con la cittadinanza, altrimenti poco hanno di “alternativo” al modello

 

Le carenze normative

 


Strano destino quella della Basilicata, siamo la regione che da il più grande apporto energetico in Europa per quanto concerne la produzione di energia ricavata dal “fossile”, gas e petrolio vengono estratti dalle viscere della nostra regione con ricadute ambientali devastanti. Anche per quanto riguarda la produzione di energia “pulita”, ricavata da fonti rinnovabili, in special modo l’energia prodotta dal vento e dal sole, la Basilicata è diventata succube degli impianti di produzione di energia alternativa. Complice una normativa nazionale colpevolmente carente ed una legislazione regionale scandalosamente lacunosa s’è lasciato campo libero alle lobbies energetiche tant’è vero che negli ultimi due anni c’è stato un disordinato e massiccio sviluppo di installazioni di pannelli fotovoltaici e, soprattutto, di campi eolici che di fatto hanno coperto, già dall’anno 2014 (fonte Gestore Servizi Energetici) il fabbisogno di una piccola, e sulla via dello spopolamento, regione; in pratica –lamentano gli ambientalisti- sul suolo di Basilicata si consente alle società, in molti casi multinazionali, di deturpare il paesaggio e rendere agli abitanti la vita impossibile, e consente loro di incassare i generosi incentivi statali (pagati da tutti gli utenti nelle bollette elettriche per incentivare le fonti rinnovabili) per fornire energia alle altre regioni. (An. Nic.)

 

unnamed2

 

Il Comitato di protesta: «Su Piani del Mattino un disastro senza precedenti»

 


Il “Comitato di Cittadini Piani del Mattino - Costa della Gaveta” di Potenza asserisce che «una delle poche aree verdi della città non devastata dalla speculazione edilizia, dove migrano gli aironi, dove si vedono esemplari di nibbio reale, sta per essere devastata dall’invasione del minieolico. Dire minieolico non è corretto, infatti, con il solito trucco si raggira la legge: vengono presentate singole istanze di autorizzazione definite PAS al Comune. Le richieste fanno riferimento al minieolico come potenza (60 Kw) ma basta richiederne sei o sette separate in terreni confinanti e il gioco è fatto. Ecco a voi il parco eolico! Il Comitato invita i cittadini, i rappresentanti d’Istituto, le Associazioni Ambientaliste, i Comitati di quartiere a intervenire. Quello che si abbatterà come un disastro ambientale su Piani del Mattino è qualcosa che non ha uguali in Italia. Sia la Regione Basilicata, sia il Comune di Potenza non hanno la volontà di fermare il disastro. Per questo chiediamo al Vescovo, ai Parroci, alle Forze dell’Ordine di difendere il Creato come ben indica Papa Francesco nell’Enciclica ‘Laudato SI’ e alle forze dell’Ordine di indagare. Chiediamo agli studenti già sensibili su queste tematiche di non chiudere gli occhi sullo scempio procurato dall’eolico selvaggio. Tutti siamo favorevoli alle energie rinnovabili ma non alla devastazione di montagne, crinali, colline».