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A breve il Comune di Matera dovrebbe bandire una selezione per figure professionali da inserire a tempo determinato nell’organico dell’ente, fino al 2019, per far fronte ai servizi necessari a governare il ruolo di Capitale europea della cultura.

Come, dove, quando e perché sono ancora da definire, ma di sicuro vi è il documento di programmazione del fabbisogno del personale dell’ente, approvato dalla Giunta comunale della città dei Sassi, che sembra ridurre molte posizioni a tempo determinato. Attualmente, presso il Comune di Matera, con questo profilo, sono in servizio 12 agenti di Polizia locale, 5 specialisti amministrativi, 4 specialisti tecnici, 3 collaboratori tecnici e 1 psicologo provenienti da graduatorie di concorsi pubblici espletati e ancora in vigore nei Comuni della Basilicata che hanno dato disponibilità all’utilizzo dei propri elenchi. I fondi per il pagamento di questi dipendenti comunali a tempo determinato provengono interamente e direttamente da legge dello Stato, la 208 del 2015, che per loro all’art. 346 stanzia un budget complessivo di 500mila euro all’anno fino al 2019 per i servizi inerenti la gestione del ruolo di Capitale europea della cultura. Venendo alla vicende attuali, tutto questo sarà un ricordo. I contratti scadranno il 31 marzo prossimo, lasciando sguarniti innumerevoli uffici e riducendo in modo più che significativo servizi essenziali e infungibili come quello della Polizia locale. Sorgono estremi timori per la gestione della città in vista dell’invasione turistica di Pasqua e per la necessità di avere personale rodato per le prossime festività del 2 luglio. In una città che sta moltiplicando esponenzialmente le presenze turistiche, i flussi di traffico e ogni intervento di controllo connesso agli eventi e alle attività turistiche si pone uno stop ad ogni passo in avanti fatto nel controllo di una babele di attività più o meno sotterranee che strangolano chi rispetta e chiede maggiore regolamentazione. Ogni intervento, da quello delle chiamate per i rilievi di incidenti stradali a quello per il ripristino della viabilità, sarà inevitabilmente compromesso. Per il futuro l’amministrazione ha in mente di bandire questa selezione per ricoprire le figure professionali perse con la scadenza di contratto del 31 marzo, ma con sensibili riduzioni. I vigili urbani “temporanei” subiranno un taglio di circa il 70%, passando dalle previste e assunte 12 unità a sole 4, mentre rimarranno invariati gli specialisti amministrativi e tecnici. Qui nascono alcune perplessità, non certo sulla legalità, ma nelle intenzioni e nel metodo. Il bando non è stato ancora reso pubblico, ma si vocifera sui criteri che saranno adottati. Si ventila che la procedura, per contratti valevoli fino al 2019, potrebbe avvenire per soli titoli con un eventuale colloquio orale. Una scelta che seppur legittima dal punto di vista legale, ingenera forti perplessità sul profilo dell’opportunità, tema quanto mai attuale dopo l’ipotesi del commissariamento della Fondazione Matera 2019. Appare lampante, inoltre, che i 500mila euro all’anno, trasferiti al Comune, e utili al pagamento degli stipendi dei vigili non sarebbero utilizzati a pieno. Inoltre qualcuno, proprio su questo, dubita che il ministero possa continuare a dare questa somma per una nuova selezione e assunzione di queste figure professionali che sono già in forza all’organico della Polizia Locale, assunte dal 2016. Se una tale ipotesi si dimostrasse vera, potremmo assistere al paradosso di pagare di tasca nostra 4 vigili piuttosto che averne 12 gratis (per le casse comunali) per non parlare degli amministrativi e dei tecnici. Tutto questo senza considerare che gli attuali “tempi determinati” sono stati selezionati senza costi per l’amministrazione mentre questa nuova selezione sarà pagata con i nostri soldi. Ipotesi si aggiungono a ipotesi con una certa verosimiglianza. Il chiacchiericcio imperversa. Inutile dire che in città le voci già si rincorrono: in tutta questa operazione, quale è l’interesse per la città? Avere più vigili a zero spese per rispondere al crescente fabbisogno di Matera Capitale, oppure rischiare di favorire i “soliti noti” che per di più potrebbero gravare sul bilancio comunale? Il dibattito è aperto.