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La Consigliera regionale di parità, Avv. Ivana Enrica Pipponzi, ha aderito ai contenuti dell’appello del movimento potentino NI UNA MENOS (NON UNA DI MENO) che, nato in Argentina, ha contaminato 40 paesi e tante associazioni e movimenti per dire NO ALLA VIOLENZA MASCHILE sulle donne l’8 marzo.
Si tratta di uno sciopero nazionale - anzi, globale, dato che coinvolgerà più di 40 stati nel mondo in occasione della giornata internazionale della donna e che risulta in linea con il tema che nel 2017 l’ONU ha stabilito: le donne nel cambiamento del mondo del lavoro: verso un pianeta 50-50 nel 2030.
“Il mondo del lavoro sta cambiando, con implicazioni significative per le donne”, dichiara la Consigliera regionale di parità, “la globalizzazione e la rivoluzione digitale e tecnologica creano nuove opportunità, così come le nuove politiche fiscali e commerciali e di impatto ambientale hanno un ruolo decisivo nel potenziamento sviluppo economico delle donne. Per realizzare l'obiettivo 50-50 entro il 2030 è necessario un nuovo impegno da parte dei governi per favorire una effettiva parità di genere, l’empowerment delle donne e dei diritti umani delle donne”.
In un momento storico in cui l’attacco ai diritti del lavoro e di cittadinanza vede soccombere soprattutto le donne sul piano del salario e del ruolo sociale, la mobilitazione mondiale è un segnale profondo in cui l’attenzione deve essere focalizzata nel nostro paese per combattere la violenza alle donne che si concretizza con molteplici forme: la tragica inapplicazione della legge sull’aborto, la pesante discriminazione di ogni genere nei luoghi di lavoro, la precarietà e la privatizzazione del welfare, maltrattamenti, stupri, femminicidi, da un lato e la chiusura dei centri antiviolenza dall’altro e allora : 'SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, SCIOPERIAMO!
Si chiede: sostegno economico per quelle donne che denunciano le violenze subite; la realizzazione di tutte quelle misure volte a promuovere l’educazione alle differenze come formazione culturale e scolastica sin dall’asilo nido per rendere la scuola pubblica un nodo cruciale per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e tutte le forme di violenza di genere; pari opportunità prive dei modelli stereotipati di femminilità e maschilità; la corretta rappresentazione delle donne e del loro corpo rovesciando linguaggio e immaginario sessisti e misogini.