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Questa settimana ospite della nostra redazione è stato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Nicola Benedetto. Con lui abbiamo discusso del nuovo modello di trasporti lucano, delle grandi sfide accolte e dei risultati raggiunti.


Piano regionale dei trasporti: quali le azioni messe in campo e cosa c’è ancora da fare?
È stato approvato il piano di trasporti che detta le linee e che in un certo senso copre le esigenze di mobilità dei cittadini, sia nel settore urbano che extraurbano, che accoglie in buona sostanza l’intero sistema. È chiaro che sono state apportate modifiche e cambiamenti, in visione del fatto che si registra uno spopolamento delle aree interne e che magari le richieste siano aumentate verso Melfi, che ha sostituito l’Anic piuttosto che verso Matera e fino ad ampliarsi al contesto nazionale.
Tra le novità sostanziali, quelli che sintetizzeremo come i Piani di Bacino.

In precedenza (saranno in vigore fino al 2017, ndr), nella rete dei servizi si annoveravano due piani provinciali e 48 linee dei servizi urbani. Si comprende bene come 50 indicazioni siano di estrema complessità e portino a spreco. Adesso, si parlerà di 10 Bacini; 9 urbani regionali, riorganizzati su aree di prossimità, azzardando le definiremmo metropolitane (per quanto realisticamente non ci siano i numeri delle metropoli) e uno extraregionale. La dimensione programmatica del bacino è senza dubbio più organica e per quanto sia stata definita una sorta di spezzettamento, è fattivamente un accorpamento a tutti gli effetti (da 50 servizi affidati si scende a soli 10). È in corso la gara, ma sento di dire che già potrà entrare a regime nel 2018. E infine in linea generale, si è tentato di agire sulla flessibilità dei sistemi rispetto a quanto avveniva in passato. Faccio un esempio per chiarire: se oggi capita ancora di vedere pullman pieni solo al 25%, quando in definitiva potrebbero ospitare molti più utenti, in futuro non sarà più così. Ridisegneremo in base alle utenze, per l’appunto, e disporremo percorsi su gomma per fasce di 9, piuttosto che di 30 o 54 passeggeri. Dopo l’adeguamento della Potenza-Foggia, il prossimo obiettivo è la Metaponto – Battipaglia con l’arrivo del Frecciarossa.

Contenzioso risolto sulla Bradanica?
Si! C’è stato un incontro definitivo tra Anas, Regione e la ditta Aleandri; è stato stilato il cronoprogramma e alla fine di quest’anno i lavori saranno terminati.
Quanto risulta importante porsi in ascolto dei territori?
È fondamentale. Oltre ad aver chiamato a colloquio tutti i comuni, siamo in contatto con gli ospedali, affinché il raggiungimento da più punti e in tutti i presidi sanitari sia più snello e soprattutto più facile. In più, abbiamo tentato di sollecitare la Fiat, alla quale abbiamo fornito un modello perché si possano censire i dipendenti e dunque i singoli paesi di provenienza. Ma non riusciamo ancora ad avere dei dati. Il mondo è cambiato, le esigenze sono cresciute e si sono fatte più specifiche, la disponibilità economica, contestualmente è diminuita e bisogna essere pronti a operare, aumentando e migliorando i servizi e regimentando i costi e magari facendo guadagnare le aziende di trasporti, che in questo momento sono in sofferenza.
È giunta in redazione una lettera a firma del Comitato Non Pendolari, il cui portavoce Davide Mecca sollecitava risposte su alcuni punti, già in discussione in un recente incontro con Trenitalia e Rfi.
Sulle questioni sollevate, posso dire che l’impegno è in direzione di un’attenzione sempre più dedicata ai disabili, perché possano fruire adeguatamente dei servizi, e che contempli tra le priorità la sicurezza (sono in contatto con il Ministero, a cui richiederò di intensificare il personale della PolFer) e di snellire, nel rispetto comunque dei concessionari privati, le fermate piuttosto che le tratte. La Politica è disponibile ad accogliere le istanze sotto tutti i profili, ma è anche logico che magari non riusciamo a mettere le fermate di treni o pullman sotto tutte le case!
È pur vero che la sfida Frecciarossa per quanto ambiziosa ha destato un rinnovamento in Basilicata.
Consideri che gli obiettivi previsti in estate sono stati già raggiunti. Ciò vuol dire che anche sugli itinerari piuttosto che sui cataloghi vacanze si può indicare che raggiungere le zone di mare, per esempio, sarà possibile grazie al treno. Sembra poco, ma è una grande conquista. Il costo verrà abbondantemente abbattuto visto che c’è l’incremento del flusso turistico proprio con l’approssimarsi dell’estate.
Demanio della balneazione: di recente un tavolo di confronto a Nova Siri.
Esistono 220 concessionari e generalmente la concessione regionale ha durata pari a sei anni. Nel 2010, tuttavia, l’Europa, in attuazione della direttiva Bolkestein, per eliminare le concorrenze sleali e trattandosi di beni pubblici, ha disposto la messa a bando. Ciò ha destato non poca preoccupazione in coloro (gli operatori balneari) che avevano già investito ma abbiamo rassicurato sul fatto che almeno fino al 2020 lo stato delle cose non cambierà. Vorrei sottolineare comunque che questa indicazione europea possa funzionare come stimolo a rendere più attrattive le nostre offerte turistiche. È da leggersi come un’opportunità.
A proposito del Distretto G?
Sono particolarmente orgoglioso, dopo tanti anni di fermo, di essere riuscito a contrattualizzare i lavori del cosiddetto Schema Basento Bradano, che consentirà di ottenere 13.000 ettari irrigui nei comuni di Genzano di Lucania, Banzi, Oppido e Irsina con un investimento di 65 milioni.
E infine a Matera, altro risultato storico?
Lo annuncio in anteprima: ieri (mercoledì, ndr) ho svolto personalmente con il Comune e l’Ater di Matera, un sopralluogo in 40 alloggi (costruiti con i Fondi Gescal) e le cui pratiche sono ferme al 1995 del valore di 9 milioni di euro che entro un anno saremo particolarmente felici di assegnare alle famiglie che li attendono. Sono strutture ubicate nei Sassi, particolarmente interessanti e questo risultato mi inorgoglisce.