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“Il 24 febbraio 2017, ore 16.00, presso la Sala B, piano terra del Palazzo del Consiglio regionale, Via V. Verrastro n. 6, a Potenza, avremo l’onore di ricevere la Consigliera nazionale di parità, Franca Bagni Cipriani. Nell’occasione si terrà il Workshop dal titolo “Il lavoro declinato al femminile”, un’utile riflessione a più voci sul delicato e complesso tema del lavoro al femminile: un macrosistema all’interno del quale si avvicendano insidie, difficoltà ed esigenze di tutela”. Lo dichiara la Consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi (nella foto)

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Assicurare assoluta imparzialità nei processi di assunzione, eliminare stereotipi e pregiudizi sul genere femminile, contrastare la sotto rappresentazione delle donne e creare condizioni di mercato del lavoro favorevoli all’equilibrio tra vita privata e vita professionale, rappresentano le sfide per l'Europa individuate dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 13 settembre 2016.

Il Parlamento europeo, dunque, detta importanti indicazioni di politicy agli Stati Membri sul nuovo approccio da tenere per la promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne sul lavoro, al fine di raggiungere gli obiettivi della “Strategia Europa 2020”.

“Da una analisi complessiva del mercato del lavoro - prosegue la Consigliera di parità - emergono dati che impongono una seria riflessione sul crescente gender gap nel mondo del lavoro”.

L’Italia si è assestata al 50° posto su 144 Paesi analizzati dal World Economic Forum, ben 9 posizioni in meno rispetto al 2015; ed è al 127° posto quando a parità salariale. La percentuale di donne che lavorano in Italia, spesso anche in modo precario, è solo pari al 47%. Il divario cresce con l’aumentare del numero dei figli. Nel 2014 quasi la metà delle lavoratrici tra 25 e 49 anni (45,1%) con almeno tre figli ha lavorato part-time contro il 7,0% degli uomini nella stessa situazione.

Il gap diventa ancora più evidente con le lavoratrici neo mamme. I dati confermano la difficoltà di conciliare l’occupazione con la prole, tanto da spingere molte madri a dimettersi. Nel 2015 sono state 25.520 le madri che hanno presentato dimissioni volontarie (tremila in più rispetto al 2014): prevalentemente impiegate ed operaie e per metà con una anzianità inferiore a tre anni.

Cosa spinge le donne a prendere questa decisione? L’assenza di asili nido per i piccoli, la difficoltà di conciliare la cura degli anziani e dei disabili, l’impossibilità di ottenere un orario di lavoro consono alle proprie esigenze, il mancato accoglimento al nido, l’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato sono tra i tanti motivi che spingono la neo mamma a lasciare il proprio lavoro.

Purtroppo, la prevalenza di contratti a tempo determinato rende ardua la stima delle madri che smettono di lavorare dopo il parto.

Una indicazione, viene, tuttavia, dal servizio Ispettivo del Ministero del lavoro chiamato a verificare se le dimissioni presentate da una dipendente in gravidanza o nei primi tre anni di vita del bambino siano genuine e non frutto di pressioni o condotte illegittime.

In Basilicata dal Rapporto sulla situazione del personale riferite ad aziende medio-grandi si evince che l’occupazione femminile è particolarmente rara nelle aziende potentine, dove si assesta appena al 25,3%.

La sproporzione di genere tra occupanti più rilevante emerge nell’industria dove la tradizione di occupazione maschile è legata anche a caratteristiche di lavoro svolte.

Dal punto di vista contrattuale, si privilegia il tempo parziale e quasi tutta l’aspettativa per maternità è ad appannaggio delle donne, evidenziando lo scarso successo del congedo di paternità.

Il workshop organizzato dall'Ufficio della Consigliera regionale di parità avrà come suo baricentro l'analisi dei detti dati e delle connesse problematiche che evidenziano come il genere di appartenenza condiziona ancora pesantemente le opportunità economiche e di carriera, con una attenzione anche al lavoro delle imprenditrici e delle libere professioniste.

All'evento prenderanno parte Stefano Oliviero Pennesi, capo dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Potenza e Matera, Teresa Boccia, Decente universitaria e Componente AGGI (Organismo Consultivo sulle Istanze di Genere di UN-Habitat dell’ONU, Rosa Gentile, Presidente delegata Donne e Giovani nazionale Confartigianato, Clelia Imperio, Delegata Cassa Forense del Distretto di Basilicata e Margherita Perretti, Vice Presidente Confindustria Basilicata