de mare fausto

Tra il 2008 e il 2016 il centro storico di Potenza ha perso il 14,3% dei negozi al dettaglio, bar, ristoranti, ecc. in sede fissa (complessivamente 370) mentre nel resto della città il calo è del 9,2% (il numero complessivo è di 414 esercizi).

E' quanto emerge dalla seconda edizione della ricerca "Demografia d'impresa nei centri storici italiani", realizzata dall'Ufficio Studi di Confcommercio. In dettaglio la cessazione di imprese ha interessato in forma più accentuata gli esercizi non specializzati alimentari e non (meno 40,5% nel centro storico e -32,4% nel resto della città), seguiti da negozi di articoli culturali e ricreativi (-30,1% nel centro e -19,4% altrove), attività di telecomunicazioni e informatica (-17,1% e -15%). Anche il commercio ambulante subisce contrazioni sempre tra il 2008 e il 2016 del 18,2% nel centro e del 3,5% in periferia. In controtendenza solo bar e ristoranti che in otto anni sono cresciuti nel centro del 15,5% e in periferia del 25,7%.
L'analisi del nostro Ufficio Studi conferma come, dal 2008 ad oggi, i negozi di vicinato, che hanno sempre rappresentato un elemento caratterizzante delle città non solo nel centro stotico – commenta Fausto De Mare, presidente Confcommercio Potenza - stanno via via scomparendo. La concorrenza delle grandi catene e degli outlet, ma anche il costo degli affitti e l’eccessiva tassazione delle nostre imprese ne stanno decretando la fine, con conseguenze pesanti anche sul piano occupazionale. In questa veloce trasformazione del mercato siamo convinti che i nostri imprenditori – continua – debbano riappropriarsi di quel ruolo di consulenza personalizzata e su misura che è nel dna della categoria e che i cittadini-consumatori debbono mostrare loro più fiducia. Siamo di fronte ad una progressiva rarefazione commerciale che riduce la qualità della vita dei residenti e l'appeal turistico delle nostre città. Senza i negozi nelle città c'è meno socialità. E' un problema grave perché le città sono di tutti e per tutti costituiscono una risorsa di inestimabile valore". De Mare ricorda l’esperienza positiva della fine 2015 dell’Avviso della Regione denominato “Progetto strategico Regionale per la rivitalizzazione dei Centri Storici” che – dice – ha segnato un risveglio di interesse delle Amministrazioni Comunali per il rilancio dei centri storici che è una delle priorità che Confcommercio persegue a tutti i livelli, con iniziative e progetti che articola nei vari territori in sinergie con le Amministrazioni pubbliche ed altri soggetti. Di quel provvedimento regionale condividiamo in particolare l’obiettivo – è scritto nella nota – di innescare intorno alle attrattive dei centri urbani piccoli e grandi quei processi economici di cui soprattutto le piccole e medie imprese locali hanno bisogno per reggere la crisi conseguente al calo dei consumi. Aumentare la gradevolezza dei percorsi cittadini, stimolare un processo di riappropriazione degli antichi spazi da parte dei cittadini, favorire occasioni di socialità, facendo ricorso anche a semplici interventi infrastrutturali, sono elementi importanti. Come Confcommercio, già da tempo, abbiamo messo in campo diverse iniziative concrete per riqualificare e valorizzare le aree urbane. Ma questo non basta. Chiediamo al Governo di favorire il ripopolamento commerciale delle città attraverso un'efficace politica di agevolazioni fiscali e proponiamo alle associazioni dei proprietari immobiliari di aprire un confronto per la revisione delle formule contrattuali e per rendere i canoni commerciali più accessibili".