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Parla il parroco, il frate francescano Mario Carmelo Gagliardi: «Ci aiuta anche la Caritas diocesana, ma sono cessati gli aiuti da parte dello Stato e della Comunità Europea»

Istituita il 7 ottobre 1962 la Parrocchia Beata Vergine del Rosario divenne giuridicamente riconosciuta il 1° gennaio 1963 e da quella data ha iniziato la sua opera pastorale. Per tutti a Potenza è la chiesa di Rione Betlemme, fino a un paio di decenni fa estrema periferia della città. Con la istituzione della parrocchia tornarono a Potenza i frati cappuccini dopo che nel 1866 vennero cacciati in seguito all’approvazione della legge sulla soppressione degli ordini religiosi ratificata dal Regno d’Italia. Anche se attorno alla chiesa e all’adiacente convento l’urbanizzazione s’è sviluppata, la chiesa di Betlemme rimane una chiesa della periferia cittadina. L’attuale parroco è il frate francescano Mario Carmelo Gagliardi, autore di un interessantissimo e documentatissimo libro, “L’anello d’oro” che tratta della religiosità popolare in Basilicata.

Frate Gagliardici vuole indicare quale territorio comprende la sua parrocchia equanti fraticollaborano con lei?
La nostra è una parrocchia di periferia, ma è frequentata da fedeli che vengono da tutti i rioni di Potenza, l’area geografica di competenza abbraccia, oltre al rione Betlemme, le contrade San Luca Branca dove si svolge quella bella festa dedicata alla Madonna delle Grazie e in cui insiste una piccola chiesa che andrebbe accomodata, Varco Izzo, Sant’Antonio la Macchia con la sua bella chiesetta e la festa che celebriamo il 13 giugno, masseria Romaniello e Tiera Tufarola. Siamo in quattro frati a operare nella parrocchia, oltre a me c’è il vice parroco e due collaboratori.
Qual è la tipologia del tessuto sociale dell’area di competenza?
La composizione sociale dei frequentatori della parrocchia comprende contadini, impiegati, professionisti, ma forse il 50% di coloro che orbitano attorno alla nostra comunità proviene da altre località cittadine in quanto qui da noi facciamo ancora le confessioni.
Qual è il programma completo delle attività svolte e/o organizzate durante tutto l’anno?
Innanzitutto l’assistenza ai giovani. Abbiamo circa 400 ragazzi che il sabato fanno catechismo, ci sono inoltre corsi per la preparazione alla prima comunione e alla cresima, ci sono poi 25 coppie che tutte le domeniche a sera che fanno la preparazione al matrimonio. Facciamo anche la preparazione al battesimo, lo scorso anno abbiamo battezzato 60 bambini. La parrocchia può contare su 30 ministranti fra ragazzi e ragazze, è attivo l’oratorio che svolge molte attività: teatro, gite, approfondimento della parola di Dio e attività sportive. Abbiamo anche il gruppo del terz’ordine francescano formato da laici che fanno incontri di formazione spirituale e di preghiera,opere di misericordia per i bisognosi, oltre all’educazione della gioventù e la catechesi. Le attività si completano attraverso il Cenacolo di Maria essendo la nostra chiesa dedicata alla Madonna del rosario. Ci facciamo carico dell’organizzazione delle festività del nostro territorio a cominciare da quella del 13 giugno in onore di Sant’Antonio, una delle più sentite in cittàe che si svolge a poche centinaia di metri dalla nostra chiesa, a Sant’Antonio la macchia, a breve organizzeremo i festeggiamenti per San Giuseppe, c’è poi la festa in onore della Madonna delle Grazie in contrada San Luca Branca e per finire, in ottobre, festeggiamo con una bella processione la “nostra” Madonna del Rosario.

Come giudica gli appelli di Papa Francesco tendenti a moralizzare la Chiesa e dare più ascolto ai bisognosi?
Come tutti i francescani abbiamo il massimo rispetto per tutti sacerdoti soprattutto per il Papa, noi facciamo il voto di povertà, castità e ubbidienza, quindi dobbiamo ubbidire al Papa, a tutti i Papi. E’ normale che il Papa debba manifestare la vicinanza ai poveri e ai più deboli.
Per quanto riguarda le opere di carità come si agisce nella vostra parrocchia? Quanti sono gli assistiti dalla parrocchia?
La situazione è diventata drammatica e, come avviene nelle altre realtà parrocchiali cittadine, anche la comunità di Betlemme ha la sua Caritas parrocchiale e la terza domenica del mese raccogliamo prodotti alimentari che poi provvediamo a distribuire alle tante famiglie bisognose, purtroppo in continuo aumento. Provengono da tutti rioni di Potenza, non sono solo nostri parrocchiani. Ci aiuta anche la Caritas diocesana, ma sono cessati gli aiuti da parte dello Stato e della Comunità Europea. Con tutte queste difficoltà riusciamo ad assistere in maniera continuativa oltre 100 famiglie, avremmo voluto contribuire al pagamento delle bollette alle famiglie più bisognose, ma non ne abbiamo la possibilità.
In merito all’emergenza migranti/rifugiati, alla luce degli ultimi avvenimenti con tanti nostri comuni che si oppongono all’arrivo di altri disperati, come si pone la sua collettività parrocchiana?
Su questa materia sono specialista, sono stato 25 anni missionario fra gli emigrati italiani negli Stati Uniti ed ho lavorato 5 anni in Vaticano su problematiche relative ai migranti e sono incaricato dal vescovo di Potenza per seguire le questioni dei migranti. Il Papa non dice che si devono far arrivare in Italia tutti coloro che lasciano le terre di origine per i problemi di cui tutti siamo a conoscenza, il Santo Padre ci dice di assistere caritativamente tutte le persone che arrivano in Italia, ogni cristiano o persona intelligente e dotata di buon senso capisce che il Papa non ha detto nulla di trascendentale. Sfortunatamente non siamo in grado di ospitare nel nostro Convento nessuno dei migranti presenti in città però diamo aiuto a qualcuno di loro e ce ne sono alcuni che frequentano regolarmente la nostra comunità parrocchiale.
Nella sua parrocchia esiste un “tariffario” (matrimoni, battesimi, funerali) applicato per sopperire alle esigenze della parrocchia?
Non esiste nessun tariffario a tutti coloro che si rivolgono alla nostra chiesa per un battesimo, un matrimonio, un funerale non chiediamo nulla, sta al loro buon cuore fare una offerta libera, è capitato anche che persone benestanti non hanno fatto alcuna offerta per la celebrazione del matrimonio.