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Si è svolta ieri mattina, nell’aula di udienza della sede della Corte dei Conti -inViale del Basento a Potenza- la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2017 della Sezione giurisdizionale per la regione Basilicata.

Come sempre, non sono mancati spunti piuttosto “interessanti”, alla presenza di un pubblico che definirei “delle grandi occasioni” (ehm). Nel 2016 sono aumentate in Basilicata le “denunce di danno”, con 655 procedimenti aperti (circa 150 in più rispetto al precedente anno), con un dato che «manifesta un incremento di disfunzioni nell’attività amministrativa, e un rinnovato interesse per l’attività della Procura» regionale della Corte dei Conti. Sono invece diminuite le denunce provenienti dall’autorità giudiziaria (da circa 200 degli anni scorsi a 113 del 2016) e va detto che spesso «le denunce dei cittadini sono prive dei necessari requisiti di specificità e concretezza, oltre a essere frequentemente anonime» per la serie, non sempre è vero che a pensar male ci si coglie, e che quell’ “io so” di pasoliniana memoria, ha un disperato bisogno delle prove (che lui non aveva). Però il segnale c’è comunque ed è forte: il cittadino si è rotto tutto quello che si poteva rompere, e tac!, inizia a denunciare, seppure in forma anonima, magari. Un buon segnale di risveglio di un popolo bue a cui, come diceva il direttore nel suo ultimo “Contro-Lettori”, le corna cominciano a pesare un po’ troppo.

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Questo è quanto si evince da uno dei passaggi della relazione che il procuratore regionale della Corte dei Conti, Luigi Cirillo, ha illustrato ieri mattina a Potenza nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. L’anno scorso, ha spiegato il procuratore regionale Cirillo, ci sono state circa 150 denunce in più rispetto al precedente, il che ha richiesto un’attività istruttoria molto maggiore, anche da parte delle forze di polizia delegate. Un quadro di diffusa “elusione”, se non di violazione, aperta, delle regole: è questa la fotografia, scattata sull’amministrazione pubblica in Basilicata, di cui ha parlato Cirillo; in seguito alle 150 denunce citate, i procedimenti che sono stati aperti sono 655, un dato che –sottolinea il Procuratore- manifesta un incremento di disfunzioni nell’attività amministrativa. In aumento anche le deleghe di indagine: alla sola Guardia di Finanza ne sono andate 140, rispetto alle 25 dell’anno precedente. L’importo dei danni erariali segnalati dalle fiamme gialle, tuttavia, si riduce: 10 milioni di euro contro i 26 milioni del 2015. E questa è una buona notizia, sintomatica del fatto che il malato è grave, sì, ma dà segni di ripresa. Speriamo bene, le “ricadute”, si sa, sono sempre dietro l’angolo, anche perché non è certo una di quelle “influenze” (e la Corte dei Conti è molto attenta) che si possono curare -come la tradizione folklorica vuole- col brodo di “pollo” (specie animale che, fra i cittadini-sudditi lucani, ahinoi, abbonda). Le indagini, principalmente, hanno riguardato mancanza di controlli sull’uso di fondi pubblici, spese di rappresentanza illegittime, incarichi e consulenze esterne, debiti fuori bilancio, costruzione di opere inutilizzate, tutte questioncelle che, secondo Cirillo, rilevano anche gravi criticità nel sistema generale di gestione e di controllo. Come si vede, pertanto, ce n’è per tutti i gusti.

Alla prossima, amici, col vostro sempre satirico, ma altrettanto incazzato, Tore Sparmia.

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