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Ci giungono segnalazioni relative all’area della Stazione Centrale, dove i lavori per la creazione di una nuova piazza e la rivisitazione delle strade adiacenti sono iniziati da alcuni mesi e si avviano al completamento.

Già terminate molte opere, allargato il viale che arriva a Piazza Guglielmo Marconi, la denominazione ufficiale dello spazio antistante l’ingresso della stazione, rifatto ex novo il marciapiedi con la sostituzione degli alberi, al posto di una discarica sotto le arcate del ponte Musmeci è stato creato un parcheggio con diversi posti auto, molto utile ai clienti dell’ufficio postale che spesso lasciavano l’auto in doppia fila per sbrigare faccende alle poste, realizzato un marciapiedi lungo la bretella che collega viale Marconi alla piazza della stazione rendendo finalmente sicuro il transito dei pedoni. Da qualche giorno, per il completamento della piazza, sono stati eliminati i parcheggi presenti a destra dell’ingresso della scala mobile Basento, una decina di posti, non di più, ma è bastato questo per creare molti disagi che hanno indotto alcuni nostri lettori che utilizzano quotidianamente il treno a segnalarcelo. L’eliminazione dello spazio riservato alla sosta ha causato un notevole restringimento della corsia, per metà occupata dai taxi, non consente la sosta temporanea a coloro che si recano alla stazione per accompagnare o riprendere parenti e amici che utilizzano il treno per spostarsi. In alcuni momenti, soprattutto quando arriva un bus del servizio sostitutivo, si crea un intasamento difficile da sbrogliare. Non tutti sanno che si può utilizzare il nuovo parcheggio realizzato di fronte l’ufficio postale a circa 100 metri di distanza dall’ingresso della stazione, preferendo sostare in doppia fila paralizzando la circolazione. Qualcuno più pratico della zona preferisce lasciare l’auto in viale del Basento ed utilizzare il sottopasso che collega la stazione al terminal bus, opportunità solo teorica perché, come ci viene ripetutamente segnalato, in viale del Basento posti liberi per lasciare l’auto, anche solo per pochi minuti, non ce ne sono, in quanto il parcheggio realizzato di fronte l’ingresso del sottopasso continua ad essere utilizzato in maniera illegale da chi, ignorando l’obbligo di sostare per massimo un’ora, lascia l’auto per tutta la giornata (su Controsenso ci siamo occupati di questa criticità segnalata da molti cittadini). In particolari orari, quando oltre all’arrivo di un treno in concomitanza arriva uno o più bus al terminal, si verificano blocchi del traffico su viale del Basento perché qualche automobilista più indisciplinato degli altri si ferma fra gli stalli del terminal.

8seconda

La situazione diventa oltremodo ingestibile il primo sabato del mese quando in via della Fisica si svolge il mercato mensile che attira migliaia di frequentatori che arrivano, ovviamente, in auto e che da qualche parte la devono pur parcheggiare e non si fanno scrupoli di lasciarla nei pressi del terminal bus come meglio credono ed ecco che in queste occasioni si crea un mix micidiale che non si riesce a gestire. Diventa quindi problematico l’acceso alla stazione già di per se non particolarmente “ospitale” per anziani e portatori di handicap. Sull’argomento interviene Davide Mecca, animatore di un attivissimo comitato che si batte per i diritti dei viaggiatori del servizio ferroviario che evidenzia ancora una volta le “magagne” strutturali presenti nella più importante stazione ferroviaria di Potenza. “Oggi per prendere un treno, ogni disabile non deambulante deve chiamare (un numero a pagamento tenendo in considerazione il periodo di apertura delle Sale Blu 6:45-21:30) l'ufficio preposto almeno un paio di giorni prima e avvisare la linea ferroviaria interessata delle proprie intenzioni di prendere uno specifico treno, a uno specifico orario. I recentissimi lavori ai binari due e tre hanno consentito di rialzare il pavimento della banchina (a 550 mm) sul piano del ferro ma non hanno assolutamente risolto i problemi di barriere architettoniche. Se il disabile ritarda, non può prendere il treno successivo perchè i treni accessibili almeno con il sollevatore sono pochi. Se il disabile ha necessità ed urgenza di partire deve affidarsi alla divina provvidenza e sperare che a quell›ora ci sia un treno dotato di pedana mobile (Swing o Minuetto). Se poi, per sventura, deve prendere un treno a lunga percorrenza, il preavviso deve essere almeno di 1-2 giorni. Questo significa che, se sei un disabile potentino e hai un parente moribondo a Milano o Parigi, devi ricordare a costui che se proprio ti vuole al suo funerale, deve avere la decenza di avvisarti due giorni prima della dipartita, affinchè tu possa organizzare il viaggio con il Frecciarossa. La tristezza maggiore sta nel fatto che ancora una volta ci si è dimenticati dei meno fortunati, non si poteva pensare prima a una soluzione che fosse per tutti, davvero tutti? Auspico che RFI rispetti gli impegni presi nell›ultima riunione e realizzi i tanto sospirati ascensori entro i tempi stabiliti: 2018.”

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