mollicaricordo

Ci fu anche un lucano tra le vittime della tragedia delle foibe.

Lo ha ricordato il presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica, che a Marconia ha partecipato ad un incontro con gli studenti per il “Giorno del Ricordo”, istituito con una legge dello stato per ricordare il 10 febbraio di ogni anno “le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. “Questo lucano si chiamava Vito Lorusso – ha detto Mollica –nato ad Avigliano il 20 settembre 1923, un soldato prigioniero delle milizie titine, che non rispettarono le convenzioni internazionali di guerra, lo uccisero dopo un processo farsa il 10 maggio 1945 e infoibarono isieme ad altre persone a Cava Cise vicino Montona ora in Croazia. Al ricordo di quelle vittime è stato istituito un parco della Rimembranza”.

“Per oltre 70 anni – ha proseguito Mollica -, una pagina della nostra storia è stata inghiottita nel silenzio, annullata, cancellata. Proprio come migliaia e migliaia di persone: inghiottite, cancellate, annientate in quelle foibe della Venezia Giulia e della Dalmazia diventate il simbolo di un eccidio. È proprio lì, in quelle voragini carsiche tipiche dell'Istria, che fra il 1943 e il 1947 furono gettati dalla furia dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, vivi e morti, migliaia di italiani. Centinaia di migliaia di persone costrette all’esodo dalle proprie terre della Venezia Giulia e della Dalmazia. Costrette a fuggire in altre città italiane o all’estero: chi in America, chi in Australia”.

“La verità, diceva Gramsci, è sempre rivoluzionaria; tenerla nascosta non è solo un inganno e una truffa – ha aggiunto il presidente -, ma un inquinamento che avvelena e tarpa la vita di tutti, anche di chi la reprime. L'istituzione del ‘Giorno del Ricordo’ è un modo per affrontare in maniera condivisa le cause e la responsabilità di quanto è accaduto e per superare tutte le barriere di odio, diversità e discriminazione. La memoria non è mai un risarcimento pieno. Il ricordo, oggi, è un dovere, è un monito per tutti noi perché siamo tenuti ad impedire che l'ignoranza e l'indifferenza prevalgano e perché tali orrori non si ripetano mai più e restino un ammonimento perenne contro ogni persecuzione e offesa alla dignità umana”.

A parere di Mollica “la scuola, che è il luogo della conoscenza e dell’istruzione, ha il compito di formare i giovani per la vita, di favorire lo sviluppo del senso civico, di educarli ai valori della cittadinanza, del gusto per il lavoro, della pace, della solidarietà, dell'amicizia e del rispetto della persona nella verità. Valori universali. Conoscenza e comprensione sono le basi da cui partire per sentirsi integralmente cittadini italiani europei custodi della terra. La nostra presenza stamattina, e soprattutto la vostra attenzione, stanno a testimoniare che non dimentichiamo. Voi studenti siete quelli che anche in futuro non dovranno dimenticare, al di là delle sentenze. Le sentenze si rispettano, ma è importante il senso di vicinanza e di testimonianza. Sono aspetti fondamentali che le istituzioni hanno il dovere di mantenere vivi, ma che soprattutto in quanto cittadini abbiamo il dovere e l’interesse di coltivare”.