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Il quadro che emerge dalle classifiche delle università italiane pubblicate da “Il Sole 24 Ore” è molto soddisfacente per l’Ateneo lucano, in modo particolare per gli indicatori che riguardano la valutazione degli studenti, ovvero i fruitori primari delle attività accademiche dell’Università della Basilicata (corsi, strutture, laboratori, insegnamenti e rapporti con i docenti):

l’Unibas, infatti, occupa posizioni di vertice negli ambiti che riguardano il giudizio degli iscritti (2/a nella classifica specifica che raccoglie i “voti” assegnati dai laureandi nel 2015), l’attrattività (ovvero la percentuale di iscritti da fuori regione, con l’Unibas 28/a e prima di atenei come “La Sapienza”, Milano, Padova e Torino) e la mobilità internazionale (che indica la percentuale di crediti ottenuti all’estero da iscritti all’Unibas, con un 19/o posto che colloca l’Ateneo lucano prima di Firenze, Federico II, Milano Bicocca e Padova).
Ambiti che quindi dimostrano l’apprezzamento per l’offerta formativa e per i grandi sforzi che l’Unibas sta mettendo in campo in questi che sono anni contraddistinti da varie riforme e da una forte crisi economica. Proprio in questo contesto risulta particolarmente significativo il dato che riguarda l'erogazione delle borse di studio, che colloca l’Ateneo tra le università in grado di fornire un sostegno economico prezioso per tutti gli aventi diritto, ciò naturalmente anche grazie al grande lavoro dell’Ardsu e al prezioso supporto della Regione Basilicata. Unibas promossa dagli studenti, quindi, e con voti alti. Gli ambiti che riguardano la ricerca e la produzione scientifica raccontano di un’università posizionata nella media classifica. Ma per avere un quadro più preciso, bisognerà attendere la pubblicazione dei dati completi della Vqr 2011-2014, che ha corretto già alcune interpretazione distorte dei primi parziali dati pubblicati. La classifica del “Sole 24 Ore”, per quanto riguarda la “sostenibilità” (numero medio di docenti di ruolo) descrive un numero ancora basso di professori, che colloca la Basilicata al 58/o posto su 61, con una descrizione negativa del dato, che difficilmente può essere migliorato per effetto del turnover e dei tagli all'Ffo. Un’analisi può essere fornita inoltre aggregando i dati sulla dispersione (ovvero la percentuale di immatricolati che sceglie di iscriversi al secondo anno), e sull’efficacia (media procapite dei crediti formativi ottenuti in un anno) che raccontano di un Ateneo collocato in un territorio problematico, in cui gli studenti spesso lavorano e hanno particolari difficoltà di mobilità territoriale. Il dato occupazionale è un altro degli ambiti che colpiscono l’attenzione del lettore: in base ai dati di Almalaurea (riportati dal quotidiano e riferiti ai laureati nel 2014) la Basilicata è 44/a su 61. Un posizionamento su cui pesa indubbiamente la difficoltà di trovare al Sud un posto di lavoro per chi non vuole emigrare all’estero o al Nord. A cui si aggiunge però la scelta del 95% dei laureati triennali di proseguire gli studi nel percorso magistrale, posticipando quindi l’ingresso nel mercato del lavoro. In sintesi, quindi, le classifiche del “Sole” secondo molti indicatori premiano le attività dell'Unibas. Ma serietà vuole che sia i dati che possiamo considerare - dato il contesto e il periodo storico - positivi, ma anche quelli che ci vedono in posizione di particolare criticità, meritano di essere letti con maggiore attenzione, e alla luce di un quadro interpretativo più ampio e che tenga conto di diversi fattori. E questo sarà il compito dei prossimi giorni e settimane di tutta la comunità dell'Unibas.