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Incontriamo l’Assessore Nicola Benedetto per fare il punto sulle infrastrutture in Basilicata, vero tallone d’Achille di una regione in affanno e che tarda ad agganciare il treno, e qui la metafora è d’obbligo, della timida ripresa che interessa l’Italia.

Partiamo dalla situazione delle strade lucane. Iniziamo dalle ferrovie. In Basilicata abbiamo la rete nazionale e una rete interregionale a scartamento ridotto, lei, in occasione dell’annuncio dell’accordo con Trenitalia per l’istituzione della tratta ad alta velocità fra Taranto e Salerno, comunicò che il costo chilometrico sopportato dalla Regione Basilicata è inferiore a quello che si sopporta per far circolare i trenini delle FAL: una grande contraddizione, non crede?
Si è vero, abbiamo ereditato contratti di servizio e concessioni ministeriali che pagavano il servizio, poi il tutto è stato trasferito alla Regione che nulla ha potuto fare per modificare l’andazzo, oggi c’è la possibilità di eliminare questa anomalia ora che si sta revisionando il Piano dei trasporti regionale.
Ad essere realisti non si può fare a meno di constatare che sono due le tratte servite da FAL effettivamente utilizzate, Potenza – Avigliano e Matera – Bari. Il collegamento fra Potenza e Bari è fuori dal tempo per l’esagerata soglia di percorrenza, oltre 4 ore con stazioni intermedie lontane dai paesi attraversati dalla linea ferrata. Uno spreco di risorse.
Non si riescono ad avere dati certi sull’utenza che utilizza le FAL da Potenza a Bari, se ricevessi “segnali” secondo cui la tratta Potenza – Bari è sottoutilizzata, sarei d’accordo a mantenere solo le tratte Potenza – Avigliano e Matera – Bari, ma ci potrebbero contestare che togliamo un servizio ai cittadini…
Un servizio sicuramente non ottimale, tutte le stazioni intermedie (Pietragalla, Acerenza, Oppido, Genzano, Irsina) lontane dai centri abitati, tant’è vero che il pendolarismo si svolge esclusivamente su gomma. Si potrebbe valutare di “tagliare” quello che è un “ramo secco”?
Si potrebbe valutare questa ipotesi, naturalmente non potrebbe essere una volontà politica solo mia, ma condivisa dalla politica regionale. In questo momento particolare ringrazio Controsenso che mi dà la possibilità di affrontare questo tema ed è da tanto tempo che volevo toccare, anche perché sto lavorando per stravolgere il piano dei trasporti e tante altre iniziative: non vorrei prendermi, in questo frangente, l’onere di eliminare la tratta ferroviaria Potenza – Bari, la faccenda, oggettivamente, sarebbe davvero complicata anche se i tempi di percorrenza in questa tratta sono imbarazzanti, sto invece lavorando per fare in modo che entro il 2019 sulla tratta Matera – Bari siano attivate delle navette che consentiranno di coprire la tratta in meno di un’ora.
Qualcosa si muove anche sul versante RFI, sono in corso lavori di ammodernamento della Potenza – Foggia che consentiranno di accorciare di mezzora i tempi di percorrenza. A che punto sono i lavori?
I duecento milioni di lavori stanziati sono in lavorazione, il primo lotto da cinquanta milioni è stato ultimato.
Ancora non sono state iniziate le opere per l’elettrificazione?
Stanno partendo i lavori del secondo lotto che riguardano l’adeguammo delle curve, dei passaggi a livello e si sta dando priorità alla sicurezza, poi si procederà con la elettrificazione.
Sul collegamento con la Campania, lungo la tratta Potenza – Battipaglia, anche se elettrificata, ci sono dei limiti infrastrutturali dovuti alle pendenze che non consentono l’uso ottimale dell’alta velocità…
E’ vero, però quando ho intrapreso il viaggio inaugurale della Frecciarossa ho potuto verificare che da Metaponto a Salerno si è accorciato il tempo di percorrenza di almeno mezz’ora.
Magari non si viaggia a 300 all’ora nella tratta Potenza – Battipaglia, però è la prima volta nella storia delle ferrovie che la Basilicata può raggiungere la capitale economica d’Italia, Milano, con tanti lucani che lì studiano o che vi lavorano, senza dover cambiare treno.
Spero di passare alla storia per aver collegato la Basilicata all’Italia che conta (frase proferita con un sorriso).
A proposito di alta velocità si potrebbe stimolare la concorrenza cercando di coinvolgere NTV, il vettore privato che è presente sul mercato con Italo?
Non è un caso che quando abbiamo presentato l’arrivo di Frecciarossa in Basilicata abbiamo specificato che si tratta di una sperimentazione che durerà un anno, proprio perché il mercato del trasporto su ferro è in regime di concorrenza, prima di stipulare il contratto con Trenitalia abbiamo interpellato anche la società che gestisce Italo che per il momento non è interessata, ma non è escluso che al termine dell’anno sperimentale si possa coinvolgere anche NTV. In tutti i casi posso confermare che dopo la sperimentazione, il collegamento ad alta velocità verrà mantenuto, magari prevedendo una gara pubblica per determinare la società che lo gestirà, in ciò confortati dalla notizia che oggi (martedì 13 dicembre per chi legge) 88 passeggeri hanno utilizzato Frecciarossa da Potenza.
Altro tema caldo in questo ultimo scorcio del 2016, è quello che riguarda gli aeroporti. La pista Mattei si accinge a diventare aeroporto di terzo livello, mentre la Regione diventa socia dello scalo campano di Pontecagnano, da nessuno scalo aereo a due possibilità per i lucani, non le sembra una contraddizione? Fra l’altro sia Pisticci che Pontecagnano sono abbastanza lontani dalle sedi dei potenziali utilizzatori.
Abbiamo voluto provocatoriamente accendere i fari su due realtà che non riescono ad inserirsi nel sistema aeroportuale nazionale. Personalmente ho dichiarato che Pontecagnano sconta il fatto di essere troppo vicino all’aeroporto di Capodichino a Napoli mentre Pisticci è ubicato baricentricamente fra l’alta Calabria, il Tarantino e il Metapontino, quindi potenzialmente più appetibile da una vasta platea di potenziali viaggiatori per cui ritengo che possa avere un futuro.
Ma un piano economico per valutare la sostenibilità della struttura è stato fatto?
Se si usa il buon senso, lo scalo può essere sostenibile anche con uno o due voli, non si devono creare infrastrutture a servizio dello scalo come fosse Linate, ma proporzionare il personale e i servizi alle reali esigenze di uno scalo periferico
Sullo scalo di Pisticci pende sempre la spada di Damocle della mancata bonifica….
I lavori per effettuare la bonifica sono stati appaltati, ma in tutti i casi, non è da ostacolo all’utilizzo della pista, la bonifica è necessaria per l’allungamento della pista quando decideremo di allungarla.
Altro tema controverso riguarda il Consorzio Sviluppo Industriale di Matera a cui è stato affidato il compito di gestire la Pista Mattei: un Ente sub-regionale che ha come missione il favorire l’insediamento di aziende nelle aree di propria pertinenza, non può occuparsi di infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico della Basilicata.
Ne parlavamo proprio qualche giorno fa con i colleghi della Giunta, questa anomalia va risolta e dovremo trovare una soluzione.

 

(continua sul prossimo numero)