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Cessione preventiva delle aree pubbliche da destinare alle opere di urbanizzazione, con tempi certi per la loro realizzazione e il relativo collaudo.

È la principale novità introdotta dello schema di convenzione urbanistica, approvato dal Consiglio comunale di Tito nell’assise del 29 novembre, che i privati dovranno sottoscrivere per ottenere il permesso di costruire. Il documento, che va a integrare i regolamenti urbanistico ed edilizio e che si pone sulla stessa linea di garanzia sia per i costruttori che per gli acquirenti delle abitazioni, permetterà di prevenire situazioni di instabilità che, purtroppo, si riscontrano oggi in alcune aree del territorio comunale, dove persistono difficoltà di collegamento alle reti principali – è il caso, ad esempio, di Fontana Camillo e contrada Santa Loya – o che versano da anni in situazioni di degrado con l’ente che non può tecnicamente intervenire poiché i suoli non sono stati mai acquisiti.
L’approvazione del progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione, previsto dalla convenzione, consentirà anzitutto di conoscere con certezza le opere da realizzare e il valore da scomputare. Lo schema prevede poi che tutte le opere di urbanizzazione vengano realizzate con regolarità e continuità contestualmente agli edifici serviti e che le stesse siano completate prima dell’ultimazione dei lavori di edificazione degli interventi previsti dal progetto planivolumetrico.
“Un ulteriore strumento per migliorare la qualità urbana – lo definiscono il sindaco di Tito, Graziano Scavone, e l’assessore all’urbanistica Luciana Giosa – e che investe altresì di maggiore protagonismo l’ufficio tecnico, nella sua funzione di monitoraggio e controllo”. I certificati di agibilità dei singoli fabbricati non potranno infatti essere rilasciati se non ad avvenuto collaudo del Comune delle relative opere di urbanizzazione primarie. Nessun edificio potrà dunque essere ritenuto agibile qualora sia carente di uno o di più dei servizi pubblici garantiti dalle opere di urbanizzazione primaria. “Consolidiamo così un orientamento che avevamo già assunto in sede di modifica del regolamento urbanistico – dichiara Scavone – a tutela dei cittadini che decidono di investire in un’abitazione i loro sacrifici”.