antonio miele confartigianato

Il dato diffuso da Unioncamere secondo cui le imprese disposte ad ospitare nell’anno scolastico 2016-17 studenti in alternanza scuola-lavoro saranno almeno il 10% in più del 2015 ci incoraggia a rafforzare l’impegno per favorire il ricambio generazionale nei laboratori e nelle piccole attività artigiane che da noi registrano un’età media molto alta con la quasi scomparsa dei cosiddetti antichi mestieri.

E’ il commento del presidente regionale di Confartigianato Antonio Miele riferendo che al Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro si sono iscritte, alcune decine di imprese del Potentino e del Materano interessate a convergere nell’ampio alveo della riforma scolastica, che prevede che ogni anno almeno 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici debbano essere svolte in un contesto lavorativo.
Il Registro – aggiunge Miele - è uno dei punti chiave della normativa, uno strumento istituito per far incontrare domanda e offerta; inizialmente doveva essere a pagamento ma, grazie alle sollecitazioni delle associazioni di categoria, tra cui Confartigianato, ora è completamente gratuito e accessibile a tutti: imprese, enti pubblici e privati, liberi professionisti, possono quindi comunicare la propria disponibilità a ospitare studenti in Alternanza. Per l’iscrizione al Registro è necessario avere la firma digitale (CNS, Carta nazionale dei servizi) funzionante tramite due tipologie di dispositivi: smart card o token usb, di cui molte aziende sono già in possesso, ma che può essere richiesta gratis anche tramite Confartigianato. Le imprese possono iscriversi al Registro autonomamente (collegandosi al sito www.scuolalavoro.registroimprese.it) oppure, anche in questo caso, richiedere assistenza agli uffici Confartigianato per inserire il proprio profilo e la propria disponibilità. L’iscrizione al Registro è necessaria per rientrare nel novero di aziende coinvolte nell’Alternanza, ma è anche uno strumento di visibilità e un modo per evidenziare il proprio impegno sociale nei confronti del mondo esterno e della scuola in particolare.
Il riconoscimento del valore formativo dell’esperienza in azienda, che viene parificato a quello dell’aula – continua il presidente di Confartigianato -, è un passaggio fondamentale della nuova legge e un ruolo fondamentale spetta alle imprese stesse, che spesso hanno già avuto esperienze di stage con studenti, ma che ora possono affiancare in prima persona la scuola e lo studente nella co-progettazione del percorso da svolgere, avendo così l’opportunità di incidere in modo più efficace sull’acquisizione e l’accrescimento di competenze - professionali e trasversali - richieste dal mondo del lavoro.
L’obbligo dell’alternanza con esperienze di lavoro per gli studenti delle scuole superiori costituisce un’incredibile occasione per rispondere alla grande contradizione che il nostro Paese sta vivendo: da un lato l’elevato numero di ragazzi che non studiano e non lavorano, i cosiddetti “neet”, e dall’altro le difficoltà denunciate dagli imprenditori a reperire manodopera qualificata. È necessario colmare questa distanza, prima di tutto culturale, che separa il mondo della scuola da quello delle imprese.
I diplomati, d’altro canto, rappresenteranno anche quest’anno la quota maggiore della forza lavoro ricercata dalle imprese italiane dell’industria e dei servizi. Il 40% delle assunzioni programmate nel 2016 è destinato a chi ha il titolo di scuola superiore, un ulteriore 20% riguarderà le qualifiche professionali, il 13%, invece, interesserà le lauree.

Per reperire tutto il personale che intendono assumere nel corso dell’anno, le imprese mediamente segnalano una difficoltà che riguarderà solo il 12% dei profili ricercati. Tra i settori produttivi, sono quelli della metalmeccanica, elettronica ed informatica a segnalare le maggiori difficoltà .
Se i più richiesti dalle imprese dell’industria e dei servizi nel corso del 2016 sono i diplomati in Amministrazione e marketing, Turismo, enogastronomia e ospitalità, Meccanica, meccatronica ed energia, quelli per i quali le imprese segnalano difficoltà di reperimento superiori alla media sono soprattutto i diplomati in Grafica e comunicazione, Informatica e telecomunicazioni, Produzioni industriali e artigianali. In questi casi, la difficoltà di reperimento segnalata è compresa tra il 26 e il 19% delle assunzioni che quest’anno interesseranno questi specifici titoli di studio.
Tra le qualifiche professionali, le maggiori opportunità offerte dalle imprese nel 2016 riguarderanno gli indirizzi Ristorazione, Benessere e Meccanico. Difficoltà di reperimento superiori al 20% è segnalata invece per gli indirizzi Abbigliamento, Impianti termoidraulici e Legno.