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Polese: «Possibilità di premiare davvero la meritocrazia e le cose positive che ci sono in Italia e in Basilicata»

Si è svolto nella mattinata di oggi la conferenza stampa di presentazione della rete dei comitati di Basilicata “Basta un Si” con il consigliere regionale Mario Polese e la partecipazione dell’europarlamentare Gianni Pittella. Un momento rapido di presentazione e approfondimento sulla Riforma Costituzionale che vedrà protagonisti gli italiani il prossimo 4 Dicembre. L’incontro si è aperto con la lettura da parte del consigliere Polese del quesito referendario, “che sembrerà strano ma molti non lo conoscono ed è utile a mio avviso per fugare ogni dubbio su quelle che sono le strumentalizzazioni a cui abbiamo assistito in queste settimane sui vari social”, ha affermato Polese. Ha poi tenuto a fare una precisazione di merito affermando di rispettare coloro i quali voteranno NO il 4 Dicembre, a patto che abbiano letto la riforma e si siano fatti un’idea a riguardo.

Uno dei quattro punti su cui il consigliere ha insistito è che si tratta della più grande riforma della riduzione dei costi della politica, che non è l’argomento centrale, ma è un dato di fatto, così come l’abolizione del CNEL andrebbe a ridurre enormi spese che sono state sostenute finora. Al termine del suo intervento Polese ha ringraziato i comitati presenti i quali sono andati oltre con il “SI, la Basilicata è meravigliosa”: “l’idea è quella di mettere insieme la positività di una riforma che oggettivamente dà un tratto decisionale all’azione pubblica politica e la possibilità di premiare davvero la meritocrazia,  e le cose positive che ci sono in Italia e in Basilicata”.

Il parlamentare Gianni Pittella nel prendere la parola ha invitato a chiudere gli occhi ed immaginare a fronte del voto cosa succederebbe il 5 dicembre. “Tra le ragioni del Si c’è quella di aspirare ad un sistema istituzionale finalmente moderno con una sola camera legislativa e un senato in cui ci saranno le regioni a difendere i propri territori. Per lo stesso motivo la Basilicata non ha nulla di cui preoccuparsi, l’Articolo 117 della Costituzione conferma alle regioni i poteri in merito alla difesa del suolo e dell’ambiente”. Anche il tema dell’importanza dell’Italia all’interno del contesto europeo è stato ampiamente toccato da Pittella. L’Europa apprezza gli sforzi riformatori dell’Italia, considerandola un perno di un processo di difesa e potenziamento dell’istituzione europea. “Abbiamo davanti una geografia politica europea molto sfilacciata e molto preoccupante, con i britannici che sono usciti, i polacchi in mano alla destra più retriva, gli ungheresi che costruiscono muri nonostante le centinaia di morti bianche nel Mediterraneo. Togliendo anche la forza dell’Italia, l’Europa ne avrebbe un colpo durissimo”, ha concluso Gianni Pittella.

A margine dell’incontro abbiamo rivolto qualche domanda al consigliere regionale Polese.

Con la conferenza di oggi è stata presentata la rete dei comitati “Basta un SI” della regione Basilicata. È giusto andare a riscrivere, in un certo senso, la Costituzione?

 

Si perché non si riscrive la Costituzione, ma si interviene in una parte specifica che riguarda il funzionamento, mentre sono fatti salvi i principi fondamentali della stessa e non viene intaccata, come erroneamente si dice, la legge elettorale.

 

Con il SI, quali sono i punti fondamentali che vengono messi in discussione?

 

Sicuramente la riduzione dei costi della politica, in seconda battuta la velocizzazione delle leggi, perché il superamento del bicameralismo perfetto porta di fatto ad un procedimento più snello. A questo si aggiunge una maggiore partecipazione popolare, si pensi all’obbligo di esaminare per il Parlamento ma io penso analogamente per il Consiglio Regionale quando sarà applicata la norma delle proposte di legge di iniziativa popolare, oltre che il quorum abbassato per i referendum. Infine una riforma del Titolo V, che a mio avviso non è un depauperamento dei poteri regionali, ma anzi è un chiarimento reale di quelli che sono gli ambiti di competenza.

 

In ultimo, secondo lei questo referendum rischia di diventare una sorta di pro o contro Renzi?

 

Io penso che in parte purtroppo già lo sia, ma questo è sbagliato. Ha sbagliato Renzi, e questo non dobbiamo nasconderlo, a personalizzare una materia in una vicenda così importante come quella che riguarda la Costituzione. Perciò per quanto mi riguarda, provo a stare nel merito, la rete dei comitati che abbiamo presentato oggi è una rete civica che va oltre i confini del Partito Democratico, perché penso che la Riforma insiste su un argomento talmente importante che non possa essere svilito e diminuito in una dinamico pro Renzi o contro Renzi.

Antonella Sabia