incontroPerone

Come si possono condividere in modo efficace obiettivi e responsabilità? Cosa favorisce che una persona sia inserita creativamente nel processo lavorativo, evitando il rischio della mera esecutività? Quali sono le sfide e quali gli strumenti da considerare perché un lavoro collettivo si dimostri incisivo? Se ne è discusso nel tardo pomeriggio di Venerdì presso GoDesk Coworking, grazie ad un incontro organizzato da CDO Accademy. A partecipare ai lavori, coordinati abilmente da Francesco Perone, circa 40 persone, tra imprenditori e professionisti provenienti da diverse zone della Basilicata, per parlare del tema “Collaboratore: alleanza o dipendenza?”.

Go Desk

In un mondo come quello di oggi, per raggiungere buoni risultati sul luogo di lavoro, bisogna necessariamente collaborare. L’incontro si è mosso proprio a partire da questa tesi rafforzando il concetto di reciprocità e fiducia tra chi mette a disposizione le sue conoscenze e chi fa sviluppare l’impresa. I rapporti che si instaurano all’interno delle aziende rappresentano un grande valore economico anche nell’ottica dell’evoluzione e dello sviluppo di competenze specifiche.
In apertura dei lavori, Francesco Perone ha spiegato appunto gli obiettivi e le finalità dell’incontro, come un momento di confronto anche rispetto alle esperienze dei partecipanti. Alle parole di Perone si sono alternati brevi contenuti video tratti dall’incontro sul tema svoltosi a Milano, che ha visto come relatori due grandi imprenditori, Alfredo Lovati (Beta80 Group) e Paolo Zanella (Antil).

Lovati

Lovati ha avuto il compito rispondere alla domanda ‘Come le persone possono lavorare insieme’, risposta che deriva dall’esperienza personale della loro azienda di informatica composta da 400 elementi che sviluppano software, e lo fanno bene, collaborando. “Le sfide attive in questo momento sono sostanzialmente tre, generalizzabili per tutte le aziende. La prima riguarda il dualismo tra la complessità e la semplicità, perché al giorno d’oggi imprese come la nostra devono essere in grado di offrire applicazioni ricche funzionalmente ma semplici in termini di usabilità. La seconda riguarda il confronto e la coesistenza di generazioni diverse, dovuta anche all’allungamento dell’età lavorativa. Per finire il tema della specializzazione, il continuo cambio di competenze costringe anche i più resistenti all’evoluzione, regalando la consapevolezza che le loro competenze devono necessariamente mutare nel tempo”.

Zanella

Il secondo imprenditore, Zanella, si occupa di un settore totalmente diverso, quello metalmeccanico ma ad altissima innovazione, avendo a che fare con macchine che avvitano viti con una complessità elevata rispetto al lavoro tradizionale. Il suo intervento ha avuto come tema la valorizzazione dei collaboratori: “Nella mia azienda siamo partiti in pochissimi, portando poi dentro persone a volte anche forzatamente. Ho riscontrato che ci sono molte persone che non riescono a concepire il lavoro come fonte di realizzazione per se stessi, ma lo concepiscono come un‘occupazione delle otto ore. ‘Lavorare per il padrone’ è il concetto più devastante che ci possa essere, che va a minare quello che è il mio concetto di azienda, dove ognuno ha un suo valore e la sua importanza al fine dell’oggetto che si va a realizzare”.
Francesco Perone in uno dei suoi interventi ha sottolineato la problematica ancora esistente qui in Basilicata, ovvero quella della difficoltà a lavorare insieme e collaborare. “Bisogna cercare di superare questo limite culturale, avere il coraggio di separare il discorso della proprietà dalla gestione, che è uno degli elementi che rinnova e migliora l’organizzazione di un’impresa. Contornarsi quindi di eccellenze ed eccezionalità per il bene dell’azienda, dimenticandosi per un attimo l’essere proprietari”.