ospedale val dagri

«In Val d’Agri è accaduto quello che purtroppo in tanti temevamo potesse accadere: la soppressione del Punto Nascita nell’ospedale di Villa d’Agri, avvenuta nel 2014 con la propaganda che tanto tutto sarebbe stato sotto controllo, ha prodotto la prima tragedia».

Lo sostiene una nota del Csail a firma del portavoce Filippo Massaro (una donna di 23 anni ha perso la bimba mentre andava a partorire, la notizia è stata data da Il Quotidiano del Sud, la madre è stata salvata al San Carlo di Potenza).
«E’ con amarezza, insieme alla vicinanza per la famiglia di Viggiano, che riscontriamo che l’allarme (inascoltato) lanciato dal Csail in tante occasioni sugli effetti derivanti dalla chiusura del Punto Nascita nell’Ospedale di Villa d’Agri purtroppo è stato preso sotto gamba. Eppure avremmo potuto e dovuto contare sul sottosegretario alla Salute Vito De Filippo per ottenere l’ennesima deroga, come ci aveva illuso il precedente Assessore alla Sanità Attilio Martorano tacciandoci di “gridare a lupo!”. E siamo alla politica sanitaria di due pesi e due misure: gli ospedali di Melfi e Policoro sono nelle stesse condizioni dell’ospedale di Villa d’Agri con nascite al disotto di 5oo unità ma restano aperti mentre i Reparti di Ginecologia, Ostetricia, Pediatria di Villa d’Agri sono stati chiusi».
«Una brutta vicenda – dice Massaro - Come al solito sono stati presi in giro i cittadini svuotando l’ospedale di zona di un servizio essenziale. Le nascite sono diminuite per incapacità della politica che dopo aver sperperato il “tesoretto” delle royalties, tenta con il nuovo tavolo in regione di correre ai ripari. E proprio dalle decisioni prese con il Governatore Pittella emerge una nuova responsabilità perché nella divisione del fondo ex card carburanti nessuno ha pensato di prevedere anche solo un milione di euro per l’ospedale di Villa d’Agri»
«E’ sempre valida la richiesta del Csail della costituzione di una Commissione d’inchiesta ministeriale che appuri perché non è stato realizzato il previsto “abbinamento per pari complessità di attività delle U.U.O.O. ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche, riconducendo a due i precedenti tre livelli assistenziali”, e di relazionare in merito alle reali criticità e disfunzioni, e relative responsabilità politiche, dell’Ospedale di Villa d’Agri.
Dopo la tragedia si individuino le responsabilità politiche ed istituzionali».