artigiani

 

"In 16 anni gli apprendisti in laboratori artigiani lucani sono crollati del 58% passando da 1095 del 2009 a 457 del 2015.

E' un dato che come ci sollecita a fare la confederazione degli artigiani mestrini con la diffusione del rapporto nazionale sull'apprendistato in bottega deve far riflettere su una tendenza che comunque è nazionale anche se più marcata al Sud dove la percentuale di decremento raggiunge il meno 61%. Il trend è stato altalenante e, in linea generale, condizionato dalle crisi economiche (quelle sopraggiunte verso la metà degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80 e ’90 e quella iniziata nel 2008) e dalle novità legislative (in particolare la riforma Treu del 1997 - che ha elevato l’età per utilizzare questa tipologia contrattuale estendendola anche ad altri settori produttivi – e il bonus assunzioni introdotto da Renzi). E si badi bene il numero di apprendisti è basso non solo nell'artigianato". Così Rosa Gentile, delegata per il Mezzogiorno Confartigianato
"Confartigianato l'ha segnalato da tempo: tra i punti deboli nell’esperienza di attuazione nel 2015 del Programma Garanzia Giovani nelle regioni del Sud c’è sicuramente la misura sull’apprendistato. Si pensi solo che i finanziamenti destinati all’apprendistato per Garanza Giovani al Sud hanno toccato il livello più alto in Puglia con il 4,2%, in Abruzzo il 3,2%, in Molise il 2%, in Basilicata l’1,7%, in Campania l’1,6%. Invece il modello più significativo in Italia viene dalla provincia autonoma di Trento con il 26%. L’obiettivo che ci siamo posti attraverso il protocollo firmato lo scorso anno con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti di ridurre la distanza che separa i giovani e la scuola dal mondo del lavoro e offrire alle nuove generazioni concrete occasioni di conoscenza della realtà imprenditoriale artigiana e opportunità di formazione in azienda richiede ben altre risorse finanziarie da parte di Ministero e Regioni del Sud.
Noi continuiamo a sostenere che bisogna utilizzare ogni opportunità, tra cui il programma alternanza scuola-lavoro della cosiddetta riforma “buona scuola” per definire un sistema di orientamento e di sostegno al lavoro che, al pari degli altri Paesi europei, offra ai giovani un percorso di continuità e coerenza tra istruzione, formazione, esperienze on the job e inserimento lavorativo con contratto di apprendistato. A questo proposito, l’apprendistato è lo strumento fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e per trasmettere le competenze tipiche delle attività che hanno fatto grande il made in Italy nel mondo. L’Italia deve investire su questo contratto che coniuga il sapere e il saper fare, e che ha formato generazioni di lavoratori ma è stato anche la ‘palestra’ per migliaia di giovani che hanno creato a loro volta un’impresa. Primo passo: recuperare la svalutazione culturale che ha subito in questi ultimi decenni il lavoro artigiano ridando dignità e valore alla creatività artigiana".