michele cusato

Come non bastassero l’alcol e le droghe, un altro flagello sta rovinando molte famiglie, una nuova forma di dipendenza sta impossessandosi di persone che per vari motivi sono predisposte a cadere nella trappola: è stata definita “ludopatia” la dipendenza dai tanti giochi di azzardo che in Italia si stanno incuneando nei gangli vitali della società.


Di questo flagello non è immune la nostra regione, dove si registrano decine di casi di persone contagiate che si sono ridotte sul lastrico trascinando nel baratro anche le proprie famiglie.
Ne parliamo con Michele Cusato, presidente dell’Associazione di promozione sociale “Famiglie fuori gioco”, accompagnato dalla dottoressa Francesca Bellettieri, assistente sociale.
Anche lui è stato vittima della ludopatia, ma è diventato esempio vivente della possibilità di venirne fuori. Partiamo dalla vicenda personale di Michele per affrontare poi tutte le problematiche riferite alla ludopatia.
Michele come e quando sei diventato gioco-dipendente?
E’ stato in un momento particolare della mia vita in cui cercavo di riempire dei vuoti, era il 1990, c’era qualcosa che non andava nella mia esistenza ed ho iniziato un rapporto esclusivo con queste macchinette, è stato un abbraccio totale, fino ad avere una doppia vita, una specie di sdoppiamento della personalità, la mia vita si reggeva sulle bugie e la mia famiglia s’è resa conto della mia condizione solo quando si sono materializzati i danni più evidenti. Posso ritenermi fortunato perché, se non altro, sono riuscito a non intaccare il patrimonio familiare, mi riferisco alla casa. Ero arrivando in fondo al tunnel, ero sul punto di farla finita, a fine anno del 2011 sparii da Potenza per evitare ai miei familiari lo strazio di quella situazione, mi ha salvato la volontà di voler sentire per l’ultima volta la voce dei miei figli, quella telefonata mi ha salvato la vita, la luce s’era riaccesa ed è cominciato il mio percorso di recupero.
Quindi il tuo incubo è durato circa 20 anni? Chi ti ha aiutato a intraprendere la strada del reinserimento nella società?
Devo ringraziare quegli amici che mi hanno fatto conoscere don Marcello Cozzi che mi ha avviato al percorso di recupero, devo altresì ringraziare i dottori Iura ed Urga, quest’ultimo responsabile dello staff tecnico dell’Associazione Famiglie Fuori Gioco. Rispetto delle regole e tanta forza di volontà sono stati fondamentali per intraprendere il cammino che mi ha fatto “guarire” dalla ludopatia.
Qual è l’entità del fenomeno nella nostra regione?
Non è facile fare un censimento delle persone ludopatiche, consultando i dati forniti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel Libro blu, relativamente al 2015 risulta che in Basilicata a fronte di una spesa di 117 milioni di euro nei giochi da loro gestiti ci sono state vincite per 367 milioni di euro.
Popolo di giocatori fortunati i lucani…
Ma quando mai! Non è credibile che lo Stato vada in perdenza, è il dato che risulta palesemente non credibile.
Quindi? Quali sono i numeri che ci danno la portata del fenomeno in Basilicata?
Il dato riferito alle persone finite nelle maglie della ludopatia non lo possiamo reperire, sulla base della esperienza della nostra Associazione possiamo dire che in 5 anni di attività circa 150 famiglie di Potenza e dintorni hanno effettuato il percorso di recupero, nel 75% dei casi c’è stata la completa guarigione.
Con quali modalità si sviluppa il progetto di recupero? Lo chiediamo alla dottoressa Bellettieri.
Dopo il contatto avviene un primo colloquio individuale del soggetto interessato, accompagnato da un famigliare, in cui si valuta l’entità del fenomeno e si decide di inserirlo in un gruppo di recupero e da questo momento diventa indispensabile il rispetto delle regole e l’apporto delle esperienze dei veterani che partecipano al programma di recupero.
Quanti incontri settimanali sono previsti?
E’ previsto un incontro settimanale per ciascun gruppo, fin’ora abbiamo utilizzato i locali messi a disposizione dalla parrocchia di San’Anna e nel centro sociale di Malvaccaro ospiti di un’associazione, avendo ultimamente attivata una nostra sede i gruppi si riuniscono qui da noi.
A proposito della sede, sui social è comparso un appello per raccogliere fondi per consentire l’apertura dei locali messi a disposizione della vostra Associazione dal Comune di Potenza, Michele spiegaci lo stato dell’arte.
E’ stato difficile far comprendere la necessità di avere a disposizione dei locali per lo svolgimento delle attività dell’Associazione, ma siamo soddisfatti per l’esito positivo, è stato bello constatare che quasi tutti i consiglieri comunali più giovani, al di là dell’appartenenza partitica, hanno perorato la nostra causa e finalmente dal 1° settembre possiamo contare sulla nostra sede ubicata in via Tirreno.
Vi siete trovati a dover sostenere delle spese per rendere operativa la sede…
Ovviamente i locali erano vuoti e andavano ristrutturati, ma quello che ci ha spiazzato è stata la richiesta di 600 euro per l’allacciamento alla rete elettrica, una cifra insostenibile per noi e siamo andati nel pallone, ci siamo rivolti a Rocco Pesarini che attraverso Potenza Rete ha attivato una catena di solidarietà che ci consente di superare lo scoglio. Con i nostri fondi saremo in grado di pagare il fitto e tutte le spese connesse.
Chi si occupa, parliamo di Istituzioni, del contrasto alla ludopatia nella nostra regione?
Oltre all’Osservatorio regionale sul GAP introdotto con la legge regionale del 2014 in cui Famiglie Fuori Gioco è membro di diritto, c’è il Serd, l’ex SERT che si occupava delle dipendenze dalle droghe mentre il nuovo organismo pubblico del Servizio Sanitario Nazionale è dedicato alla cura, alla prevenzione ed alla riabilitazione delle persone che hanno problemi di tutte le forme di dipendenza (alcol, droghe, gioco d’azzardo patologico….. e possiamo dire che quello che opera a Potenza è composta da gente meravigliosa, competente e disponibile, ci sono le ASL e tutte le associazione presenti sul territorio).
La Regione Basilicata ha approvato una Legge, con cui detta le regole per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, la numero 30 del 2014, come giudichi questo provvedimento?
La Regione Basilicata ha approvato una buona Legge che è stata ulteriormente migliorata con gli ultimi emendamenti approvati. Particolarmente efficace l’articolo 6 della Legge Regionale in quanto prevede che per le nuove autorizzazioni ad aprire sale ci si deve mantenere alla distanza di oltre 500 metri da scuole, chiese ed oratori, impianti sportivi ecc. e, particolare sfuggito anche al legislatore nazionale, inibisce la diffusione di macchinette utilizzabili dai bambini.
Quindi la Regione Basilicata la sua parte l’ha fatta.
La loro parte la devono fare anche i Sindaci a cui, oltre che effettuare i controlli è affidato il compito di attuare, fra l’altro, progetti che prevedono la prevenzione ed il contrasto delle dipendenze da gioco. Noi come Associazione Famiglie Fuori Gioco abbiamo già attuato un progetto nel Comune di Bella e in una scuola di Potenza e stiamo elaborandone altri da sottoporre all’attenzione dei Sindaci.
Tutto sommato si può dire che da un po’ di tempo l’azione di contrasto alla ludopatia comincia a essere efficace. Cosa possiamo dire a coloro che finiscono nel vortice del gioco?
Esiste la disperazione, ma non esiste solo la morte, se ne può uscire, basta semplicemente volerlo e rivolgersi alle persone giuste.