silvio ascoli

Quelli dell’Acta sono il “braccio armato” della pulizia in città, che, in seguito all’intesa tra il Comune di Potenza e il CONAI per il nuovo servizio di raccolta differenziata, ha subito una vera “rivoluzione”.

Ma si tratta di una “battaglia” in stile “Stretto delle Termopili”, come quella raffigurata nel celebre film “300”? Di questo, e di molto altro, ne abbiamo discusso col direttore generale Silvio Ascoli, persona distinta, con voce pacata, vagamente somigliante all’allenatore Ranieri.
Come giustifica la sua esistenza?
Spero e credo di essere in grado di svolgere il mio ruolo di padre e di professionista a servizio del pubblico.
Entriamo subito nel vivo: sorveglianza dei parcheggi a pagamento e spazzamento in città. L’ACTA dovrebbe fare dei bandi per l’esternalizzazione dei servizi. E’ così?
E’ necessario reclutare unità operative, una decina per la sosta a pagamento e 46 per lo spazzamento. Tuttavia, la norma attuativa della legge Madia ha disposto il blocco delle assunzioni per le società partecipate, e ACTA Spa è una società partecipata al 100%, fino a tutto giugno 2018. Ergo, bisogna trovare strade alternative.
Esternalizzare il servizio.
Sì, però è un’attività che richiede tempi e procedure piuttosto lunghi. Per entrambi i servizi abbiamo necessità di mesi per espletare una gara di evidenza pubblica, probabilmente sopra soglia comunitaria; pertanto, questo tempo -tra l’avvio dei servizi e la fine delle procedure di esternalizzazione- potrebbe essere coperto da personale di società di somministrazione di lavoro interinale.
Quindi c’è un ulteriore passaggio intermedio.
Esatto, ACTA sarebbe l’utilizzatore di manodopera che però è alle dipendenze della società interinale. Il ricorso a questa procedura deve essere contingente, limitato nel tempo e finalizzato a uscire da questa fase transitoria, fino ad arrivare alla procedura definitiva.
Perché parliamo solo di “spazzamento” e non di “raccolta differenziata”?
Perché ACTA Spa, nel dover decidere cosa esternalizzare, sta pensando al servizio con minor competenze e professionalità, e cioè lo spazzamento. Tutto il personale che fino a oggi spazzava, sarà invece “traslato” sulla raccolta differenziata, che è un servizio più complesso.
I tempi quali sono? Per esempio, quando si avvierà la cosa dei parcheggi a pagamento?
La Giunta comunale nel mese di settembre ha deliberato lo schema di contratto per l’affidamento del servizio ad ACTA Spa, ora occorrerà che il dirigente su al Comune faccia l’impegno di spesa e ce lo trasmetta. Il cda entro il mese di Ottobre avrà tutti gli elementi per deliberare la procedura da seguire, che molto probabilmente sarà quella che le ho descritto.
Quindi da Novembre si comincerà a pagare il parcheggio?
E’ probabile che entro l’anno si riesca ad attivare questo servizio.
Veniamo all’avvio definitivo della Differenziata vera e propria. Di che tipo di ritardo parliamo? Ci risulta che lunedì partirà la raccolta da Riofreddo fino a Potenza Ovest. Per fine mese dovrebbe toccare a Poggio Tre Galli, Cocuzzo, Zona G, e così via.
Siamo partiti il 18 luglio nelle aree periferiche e abbiamo interessato 20 mila persone. Da lunedì 10 ottobre andremo a gestire tutta l’area industriale, mentre abbiamo già consegnato i contenitori per altri 15 abitanti nell’area urbana, significa che entro fine dicembre si avvierà la differenziata anche in quelle zone e avremo 40 mila abitanti serviti. Poi, nei primi mesi del 2017, continueremo con questo programma, per cercare di completare la città entro la primavera.
E i ritardi?
Va detto che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Servire 20 mila abitanti delle aree extraurbane, per un territorio di 140 km2, con una densità prossima a 60 abitanti per km2, ha determinato un enorme dispendio di risorse, in termini di tempo e ore, per uomo. In città abbiamo una densità di 3-400 abitanti per km2 : capirà che questa “inerzia” alla novità, presto avrà una rapida accelerazione.
“Inerzia”?
Abbiamo fatto tantissimi incontri con gli amministratori di condominio, con rappresentanti di enti e istituzioni, con i cittadini ai quali consegniamo il kit per l’utenza domestica: abbiamo riscontrato tantissima resistenza, indicativa di una città che ha bisogno di fare uno ‘scatto di reni’; una città che prima ancora di parlare di differenziata ha bisogno di riappropriarsi del senso civico, di capire che ci sono delle regole e che vanno rispettate. Mi fermano dicendo “questa è una città sporca” e lo dicono mentre fumano e gettano la cicca a terra. La città ha bisogno di un cambio di pelle, e la differenziata va ben oltre l’attivare un semplice servizio.
Il potentino medio è forse incivile?
Io dico una cosa: se da una parte abbiamo riscontrato resistenze, dall’altra abbiamo trovato tanta energia. Soprattutto nella fascia dei più giovani, c’è orgoglio e voglia di dimostrare che anche Potenza può raggiungere risultati importanti come altre città. Sono sicuro che i risultati arriveranno.
Che dato emerge da questa prima fase?
Abbiamo un paio di situazioni “monitorate”, due gruppi di quartieri pilota, Poggio Tre Galli e Via Albino Pierro. Su Poggio Tre Galli –zona radicata in cui ci sono molti anziani- ci attendevamo una risposta peggiore; su Via Albino Pierro -di nuova costruzione, piena di giovani coppie- una migliore. Bene, il risultato è stato decisamente capovolto: in via Albino Pierro sono sorti problemi, mentre in Via Anzio abbiamo raggiunto indici sopra l’83%!
Come se la spiega questa differenza di attitudine?
Se è vero, come dicevo, che i più giovani hanno delle motivazioni più radicate, è altrettanto vero che hanno dei ritmi e degli stili di vita che sono meno compatibili con un sistema che richiede delle attenzioni. La persona anziana, se pur con meno motivazioni, ha invece trovato per la differenziata uno spazio per farla e farla bene. Nelle contrade stiamo riscontrando buoni risultati, ma la qualità è ancora bassa.
In che senso?
Il fine non è fare tanta raccolta purché se ne faccia, ma raccogliere materiale di qualità, al fine di recuperarlo. Ripeto, però: le criticità, col tempo, miglioreranno.
L’inceneritore della Pallareta: già 25 anni fa c’era chi diceva che era “impossibile” farlo funzionare. È una sorta di oggetto misterioso.
Con la raccolta differenziata ormai alle porte, i quantitativi di materiale a recupero energetico crolleranno drasticamente. Parlare quindi ancora di trattamento termico sarebbe anacronistico. Questo non significa che con la differenziata si risolve il problema, perché avremo comunque materiali che non andranno al recupero, ma iniziare una ‘guerra di religione’ per riaprire l’impianto di località Vallone Calabrese sarebbe un inutile dispendio di energie.
Riporto una segnalazione: “In contrada Marrucaro sono stati tolti i cassonetti, consegnati i kit, ma non vanno a raccogliere la spazzatura. La gente è quindi costretta ad andare alla ricerca di altri cassonetti”.
Abbiamo un sistema che è “stradale” nelle aree extraurbane, con una batteria di 5 contenitori, mentre è un sistema “porta a porta” in città. C’è ovviamente una “frontiera”, che separa i due sistemi. Marrucaro è una di queste, una fascia cuscinetto: da qui la disfunzione, magari, di aver consegnato un kit urbano a chi fa parte dell’area extraurbana. Sono tutte situazioni al confine che vanno raffinate strada facendo.
Altra segnalazione: “I cittadini lamentano il mancato rispetto del regolamento per il verde pubblico, per quanto riguarda la pulizia delle gradinate e dei marciapiedi, oltre che delle caditoie che, otturandosi, non garantiscono lo scorrere dell’acqua piovana, che provoca allagamenti”.
Per quanto riguarda le caditoie, non le sfuggirà che anche ripulendole, molto spesso il tratto di condotta che collega l’una all’altra è otturato, ha bisogno d’interventi straordinari da parte del gestore, quindi i nostri interventi risultano poco efficaci. Abbiamo sicuramente da migliorare, circa il resto. Non bisogna dimenticare, però, che la nostra è una società il cui socio, il Comune di Potenza, è in dissesto. Ci ha trasferito risorse con enorme ritardo: avanziamo 8 milioni di euro, e siamo un’azienda da 10 milioni. Negli ultimi anni abbiamo avuto enormi problemi, ora sembra di intravedere una luce in fondo al tunnel.
Eppure l’Acta è una partecipata che chiude il bilancio in utile, una delle poche in Italia.
Perché il problema è di natura finanziaria, non economica. Se tutti i mesi io le do la busta paga, ma in realtà alcuni mesi la pago e altri no, lei chiude il bilancio in pareggio, ma dal punto di vista finanziario andrà in affanno. Ciò si tramuta anche in diseconomia, perché se vado dal mio riparatore di mezzi chiedendogli di riparare la frizione, mi chiederà un prezzo più alto, perché sa bene che lo pagherò tra un anno.
Mi viene in mente il concertone di Capodanno che faranno a Potenza. È già spaventato al pensiero del “passaggio” in città di una folla immane?
Noi siamo coloro che vengono prima e dopo, e in genere non ci vedono. Ciò è anche il motivo per cui dicono che non siamo mica tanto bravi. Il nostro è un lavoro che non viene visto. I miei operai -che si alzano alle quattro del mattino e spazzano la città mandando a smaltimento settantamila chili di rifiuti al giorno – se alle nove del mattino, con cinque ore di lavoro sulle spalle, si fermano al bar per prendere un caffè, vengono additati o fotografati dal cittadino incazzato che li reputa dei fannulloni. Quelli che parlano male dell’Acta fanno un grande torto all’azienda e alla nostra stessa città. Il senso di appartenenza al territorio, invece, dovrebbe indurre i cittadini a rispettare il luogo in cui risiedono. Noi siamo centotrenta, contro una realtà di settantamila abitanti, che si sgonfia e si gonfia giornalmente di altri trentamila cittadini “fluttuanti”. Be’, centotrenta contro centomila equivale a dire che ognuno di noi ha almeno cento persone sulle spalle. La lotta è impari.
A dicembre 2015 lei rassegnò le dimissioni, poi rientrate. Oggi si sente più tranquillo?
Direi di sì. Quello fu il tentativo di dare più visibilità ad alcune problematiche, gran parte delle quali sono state risolte nel 2016. C’è ancora qualche criticità, tra cui quella finanziaria, che è rimasta com’era. Non disponiamo ancora di un’impiantistica di riferimento che ci faccia lavorare. Nel frattempo, da gennaio, sono arrivati i mezzi per la raccolta differenziata, 21, più i cassonetti.
Sulla nomina del Presidente dell’Acta ci furono polemiche.
Abbiamo bisogno di energia e questo nuovo presidente ne ha tanta, abbiamo bisogno di obiettivi e prospettive, e mi sembra che anche la sintonia con il Sindaco possa garantire questo risultato.
Le chiederei ironicamente cosa possiamo “differenziare” riguardo alla politica lucana? In altri termini, cosa è riciclabile e cosa irrecuperabile?
Siamo una regione che si sta spopolando. Tremila abitanti in meno all’anno equivalgono a dieci persone in meno al giorno, e siccome non parliamo di mio padre, che ha ottant’anni, o di mio figlio, che ne ha quindici, immagino che si tratti di giovani con una valigia già pronta e una laurea in tasca. Ciò accade perché questa Regione ha una scarsissima attrattiva sociale ed economica.
Cosa fare?
Rivedere attentamente i modelli di sviluppo, al fine di offrire alle future generazioni una ragione valida per rimanere. La verità è che si è creduto troppo poco nel merito e nella competenza, per troppi anni. Le relazioni corte hanno creato un sistema che non conduce a risultati. Se mio figlio un giorno dovesse chiedermi: “Papà, mica conosci…?”, capirei in un istante di aver fallito tutto. Un figlio dovrebbe chiedere qual è l’Università migliore in cui studiare.
C’è chi dice che Potenza sta morendo. Lei cosa ne pensa?
Io dico che è una città con tanta voglia di ripartire, ma che ha perso da troppo tempo la fiducia in chi l’ha amministrata. Avrebbe voglia di essere diversa e di superare tutte le sue criticità, eppure non riesce a uscire dal guscio in cui si è rintanata.
Il libro preferito?
“Tre cavalli” di Erri De Luca.
Il film?
Mi è piaciuto molto ”Youth” di Sorrentino. L’ho apprezzato molto, più de “La grande bellezza”.
La canzone?
“Emozioni” di Lucio Battisti. Io do molto valore alla sensibilità negli individui e alla capacità di emozionarsi anche per le piccole cose, come un tramonto, per esempio.
Tra cent’anni, cosa vorrebbe che fosse scritto sulla sua lapide?
«Ve lo avevo detto che non mi sentivo bene…».