Delibera n 20160000258

L’INTERVENTO - A quel tempo, quando finì la guerra, c’era chi considerava la politica “Arte”, nel senso di capacità di rielaborazione delle disponibilità, di modo da creare le condizioni per rilanciare la ricerca del bene e del benessere a partire dai bisogni; e c’era chi la considerava “Scienza”, ovvero capacità di dirigere la cosa pubblica con competenza e conoscenze tali da poter ripartire i sacrifici e la ricchezza esistente e da produrre, equamente.


Era la via Italiana alla ricostruzione post bellica, fondata sul pregiudizio che i comunisti non dovessero arrivare al Governo nel blocco occidentale come, ovviamente e specularmente, quelli del blocco orientale non potevano aspirare alla democrazia borghese. Ma quegli uomini che si scannavano a difesa delle proprie ragioni e opinioni han trovato il giusto equilibrio e hanno scritto una Costituzione che è servita ad assicurare lo sviluppo del Paese e a evitare, sin qui, il ritorno al passato (dittatura in qualsiasi forma). Certo non sono riusciti a prevedere e prevenire l’arrivo al Governo di puttanieri, bancarottieri e rottamatori capaci di colludere e/o indottrinare e/o corrompere i politicanti al punto che questi, pur di salvare il proprio culo fino al 2018, approverebbero la designazione di cavalli, muli e indecenti vari, al ruolo di Onorevoli e Senatori prossimi e non disdegnerebbero di essere loro i cavalli, muli, asini prossimi da designare quali Onorevoli o Consiglieri Regionali e/o Sindaci Senatori.
Oggi non è compito facile, come vedremo, dare una definizione unica dei politici.
Consideriamo, per esempio, i disoccupati (ex occupati) che albergano in tenda dinanzi il palazzo della Giunta regionale da almeno un paio d’anni. Non sono riusciti ad essere ricevuti da Pittella e nemmanco ad incrociarlo al bar. Il Pittella è uomo probo e non va al bar? Può essere, ma intanto rimane inspiegabile come sia potuto accadere che quegli uomini e donne siano stati capaci di finire in Piazza S. Pietro a fianco del Papa, che di loro ha raccontato, e non siano riusciti a traversare le strisce pedonali e salire tre o quattro piani per l’Ufficio del Governatore. Ora, o sono provocatori politici che il Presidente Pittella evita o sono un problema di cui il Governatore, Padre di Bas., non vuole o non sa farsi carico.
E da qui muoviamo per ragionare dello spopolamento? Ma no, facciamo un ragionamento pratico e diciamo: se ogni anno van via 4500 Lucani, questi di questa tenda qui davanti perché non se ne vanno pure loro? Son pervicaci, resistono malgrado non siano stati ricevuti, come se il loro problema fosse responsabilità della Regione e del Pittella, eppure questa pretesa responsabilità di Pittella -ad onor del vero devo spezzare una lancia in favore del Governatore- non l’ho trovata scritta nel nuovo Statuto regionale, come nella Costituzione, vecchio o nuovo formato. Ma allora è evidente che qualcuno sta sbagliando -o il Governatore o gli operai-. non possono avere entrambi ragione, questo è.
Ma è notizia ultima che da inizio ottobre, più o meno, partiranno i tirocini formativi per i disoccupati o inoccupati graduati secondo i redditi, in attesa che si decida come impiegare i soldi della ex card carburanti. Anche qui, a seconda dei punti di vista, si tratta di una cosa buona, secondo politici e sindacati che han firmato l’accordo e, si spera, secondo i lavoratori ammessi e si tratta invece di una altra schifezza a parer mio e di pochi altri oltre che dei lavoratori non ammessi.
I motivi per cui è una schifezza son semplici da dire: nessuna attività formativa da chiunque fatta con qualsivoglia modalità ha prodotto altro che il Niente. Non c’è un lavoratore o un disoccupato o un inoccupato che abbia partecipato a queste formazioni e che abbia potuto profittare delle competenze aggiuntive conseguite nei corsi o nei tirocini o negli apprendistati che dir si voglia. Insomma, si è sperperato un fiume di denaro in finte formazioni e finti tirocini e apprendistati e si vuole continuare a farlo? Malgrado le risorse siano sempre di meno? Amici politici, non vi pare giunto il momento di cominciare a operare con un minimo di buon senso pratico, quello del buon padre di famiglia per capirsi? Io avanzerei un suggerimento pratico e comincerei con il dividere la disponibilità, su qualsiasi intervento, in due trance, arbitrarie ovvio, diciamo 70% e 30%: con il 70 finanzierei attività capaci di produrre competenze, abilità, e in definitiva occupazione dipendente o autonoma e il 30 continuerei ad impiegarlo a membro di segugio, come fatto sin qui. Ma forse vi piace combattere quando avete tutti gli assi nella manica, mentre qui vi si chiede di comprendere che riducendo il peso delle clientele, si riduce lo spreco e si aumentano le disponibilità, perché è evidente pure a un non vedente che se mi formo e mi creo il lavoro mi elimino dall’elenco dei problemi che il Gov. Di Bas. ha da affrontare. Probabilmente, però, son io che non ho capito un cas. perché, magari le clientele sono, per chi le tiene, un affarass?