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Le imprese di giovani sino a 34 anni di età, al secondo trimestre 2016, in provincia d Potenza creano 5.239 posti di lavoro, il 7,6% dei 69.060 addetti nelle imprese della provincia a conferma del peso diretto sull’occupazione da parte dei giovani imprenditori della stessa provincia. E’ quanto sottolinea Confcommercio Imprese Italia Potenza sulla base di una rielaborazione su scala provinciale di dati della Camera di Commercio di Milano in occasione dell’attivazione del Tavolo Giovani.


Si tratta di una importante conferma – commenta il presidente di Confcommercio Fausto De Mare – che l’attività autoimprenditoriale giovanile, da noi più presente nei settori commercio e servizi, non è solo una buona risposta alla mancanza di occupazione per i giovani ma produce lavoro diretto. Inoltre in provincia di Potenza cresce il ruolo dei giovani imprenditori che creano posti di lavoro in più rispetto all’ultimo anno (circa 400 in più).
In dettaglio, le imprese giovanili iscritte alla Cciaa di Potenza, sempre a giugno scorso, sono 2619 di cui 1444 con giovani da 30 a 34 anni, 877 da 25 a 29 anni e298 da 18 a 24 anni. Quanto ai settori di attività, al primo posto il commercio con 998 imprese, seguito da agricoltura con 748, servizi di ristorazione con 326 unità, attività manifatturiere (208). Altra caratteristica è il peso delle donne stimato in 30,4% e quello degli stranieri nel 4,6%.
I giovani hanno un ruolo molto importante nelle imprese, a partire dalle startup innovative e dai nuovi settori emergenti e mentre il Governo continua a sfornare provvedimenti di ogni genere per favorire la staffetta generazionale soprattutto nella PA, con risultati assai deludenti, sono le piccole imprese, per lo più quelle familiari o individuali – continua De Mare – a dare realmente la possibilità ai giovani di cimentarsi nell’impresa. E proprio perché il miraggio del posto fisso è svanito oggi per gli under 35 meglio essere imprenditori di se stessi. Da tempo sostengo la necessità di intervenire a supporto dei giovani per favorire l’occupazione giovanile e il fare impresa, consapevoli del fatto che un Paese che non investe sulle nuove generazioni è un Paese senza futuro. I nostri giovani ripetono che c’è bisogno di un sistema pubblico che non solo sia portatore di innovazione, ma sia esso stesso innovato al suo interno. Occorre una macchina pubblica che si adegui alle esigenze delle imprese, a quello che chiamiamo il mercato reale in cui tutti operiamo. Quando ci confrontiamo con la Pa oggi ci confrontiamo ancora con una serie enorme di ostacoli. Per questo – conclude il presidente di Confcommercio - il Tavolo Giovani insediato dalla Camera di commercio di Milano è un buon esempio da seguire per rilanciare anche sul nostro territorio una serie di iniziative rivolte agli aspiranti e ai neo imprenditori.