Delibera n 20160000728

Sulla questione disabilità c’è gran fermento. Dopo l’approvazione in via definitiva da parte della Camera dei Deputati, avvenuta il 16 giugno scorso, del DDL “Dopo di noi”, sull’assistenza a favore delle persone con disabilità grave senza sostegno familiare, c’è stata, in data 22 giugno, l’approvazione da parte della Regione Basilicata di una delibera di Giunta, la n° 704, del “Programma straordinario triennale per la disabilità e Piano operativo annuale di cui all’art. 6 della Legge Regionale 3/2016”.

Il DDL del Parlamento è stato accolto con molto favore, perché atteso da molto tempo, la delibera regionale sta invece ricevendo più di qualche critica, alcune delle quali rivolte direttamente all’Assessore alla Salute, che -cosa piuttosto rimarchevole- non era nemmeno presente alla riunione di Giunta che ha approvato la delibera (!) oggi contestata. In buona sostanza, il provvedimento adottato dalla Giunta regionale il 22 giugno scorso destina 9.000.000 di euro spalmati in tre tranche di 3.000.000 annuali a partire dal 2016; tale programma straordinario di intervento si prefigge l’obiettivo di potenziare servizi e prestazioni utili a sostenere l’integrazione scolastica, sociale, lavorativa e l’autonomia lavorativa dei disabili lucani; per fare ciò si è deciso di costituire una “cabina di regia” per l’attuazione di tutti gli interventi previsti, essa sarà coordinata dal Dirigente Generale del Dipartimento Politiche della Persona e sarà composta dal Dirigente Generale del Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca, dai dirigenti degli Uffici Solidarietà Sociale e Terzo Settore oltre che dai funzionari del Dipartimento Politiche della Persona responsabili delle funzioni del programma. Sta di fatto che alcuni esponenti della minoranza, e non solo, contestano degli aspetti dell’adozione del Piano straordinario e del Piano operativo annuale. Intervengono nel dibattito Giannino Romaniello del Gruppo Misto e Presidente della seconda Commissione Consiliare, che si occupa di Bilancio e Programmazione, il Consigliere Regionale Piero Lacorazza del PD e Gianni Rosa dei Fratelli d’Italia.
Giannino Romaniello, all’indomani della riunione della IV Commissione Consiliare tenutasi in data 13 settembre in cui si è discusso del ‘Programma straordinario triennale per la disabilità e piano operativo annuale 2016”, ha diffuso un comunicato stampa in cui lamenta inadempienze da parte dell’Assessore alla Sanità, la Franconi, che non avrebbe fornito dati, criteri, priorità, relativi alle risorse da impegnare. Impietoso il suo giudizio sul piano della disabilità della Regione, “piuttosto che aggiungere – sottolinea Romaniello- si tolgono servizi”. Non meno critico il giudizio dell’ex presidente del Consiglio Regionale, Piero Lacorazza, che sulla disabilità negli ultimi due anni aveva marcato stretto il Presidente Pittella, senza peraltro cavare il classico ragno dal buco. In data 20 giugno 2016 Lacorazza rivolge interrogazione all’Assessore Franconi in cui chiede di conoscere lo stato dell’arte in merito al funzionamento dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, chiede inoltre all’Assessore “se si ritiene che il Piano, oltre che per la competente Commissione consiliare, debba essere anche oggetto di confronto nell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità”. Per questo suo impegno, viene però accusato dai suoi compagni di partito di voler strumentalmente rallentare l’iter per l’approvazione dei provvedimenti a favore dei disabili. Anche Gianni Rosa punta il dito contro il Dipartimento alla Salute, egli vorrebbe conoscere in cosa consiste nello specifico l’intervento che viene definito “straordinario” e lamenta anch’egli la latitanza della Franconi nel fornire notizie relative alle cifre da impiegare ed in sostanza sostiene che si vuol imporre provvedimenti scavalcando la prerogativa della Commissione.
Le accuse rivolte al Dipartimento alla Salute vengono “ufficializzate” dallo stesso Presidente della IV Commissione Consiliare, Luigi Bradascio, che il 16 settembre scorso prende carta e penna e scrive personalmente alla dottoressa Flavia Franconi per invitarla a convocare l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità affinché esprima il parere nel merito dell’adozione del Programma straordinario triennale per la disabilità e del Piano operativo annuale. “Tanto tuonò che piovve”, ha poi sarcasticamente commentato su Facebook Piero Lacorazza, alla notizia dell’agognata convocazione dell’Osservatorio sulle Disabilità, avvenuto però solo a margine delle furibonde polemiche che hanno coinvolto la Franconi, apparsa troppo distate e “distratta”. Tutti questi interventi hanno fatto sì che giovedì 22 settembre fosse di nuovo convocata la IV Commissione Consiliare presieduta da Luigi Bradascio che ha finalmente licenziato il “Programma straordinario triennale per la disabilità e piano operativo annuale 2016”, con voto unanime dei presenti (Bradascio, Polese e Miranda Castelgrande, tutti di area PD) mentre Perrino, Rosa e Romaniello non hanno partecipato al voto in quanto non hanno ricevute le risposte formulate nelle precedenti adunanze. Mentre il presidente Bradascio esprime piena soddisfazione per il varo dell’importante provvedimento a favore dei disabili, varo avvenuto dopo aver acquisito il parere favorevole dell’Osservatorio convocato precipitosamente nei giorni scorsi, i tre esponenti della minoranza hanno ribadito dubbi e perplessità. Il pentastellato Gianni Perrino ha riproposto “la questione della cabina di regia, chiedendo come saranno individuati gli esperti e con quali fondi saranno eventualmente pagate le loro collaborazioni”, non meno critica la posizione di Giannino Romaniello del Gruppo Misto il quale lamenta che “dalla lettura dei documenti inviati dal Dipartimento alla Salute non si evince qual è la situazione esistente nella regione e non si dice sulla base di quali criteri sono state ripartite le risorse fra le tre tipologie di interventi”, contesta, inoltre, la decisione di chiedere a posteriori il parere dell’ Osservatorio. Gianni Rosa del gruppo Laboratorio Basilicata – Fratelli d’Italia ha ricordato che “la documentazione richiesta dai consiglieri al Dipartimento Salute è arrivata solo in minima parte, e quindi a supporto di questo atto c’è solo un’idea generale per cui il percorso che si vuole fare non viene condiviso con la Commissione”. Ma non si ferma qui la contestazione di Gianni Rosa, in un comunicato diffuso giovedì scorso informa di aver richiesto l’audizione dell’Assessore Franconi davanti alla IV Commissione per risolvere un’altra problematica che riguarda le terapie extramurali ai disabili riferita alla vicenda dell’AIAS che si trascina da troppo “tant’è vero – ricorda Rosa – che nella seduta del 22 giugno 2016 della IV Commissione consiliare permanente il primo punto all’ordine del giorno, riguardante la vertenza Aias, prevedeva l’audizione dell’assessore Franconi. Peccato che proprio l’Assessore sia stata la grande assente in quella seduta. E non è la prima volta che la Franconi ha disertato i lavori della Commissione”. In questa polemica viene evidenziata, pertanto, una scarsa propensione al dialogo da parte della dottoressa Franconi, come da più parti evidenziato, nel caso del provvedimento adottato dalla Giunta Regionale, resta forte il sospetto che trattasi del classico esempio di operazione verticistica calata dall’alto, ma che trova un vivace dissenso ed una virtuale sfiducia sull’operato dell’ unico Assessore “tecnico”, che ricopre anche la carica di vice presidente, rimasto nella giunta del “gladiatore” Pittella. Sulla vicenda non può mancare il punto di vista di Alba Montagnuolo, la “mamma coraggio” da anni impegnata nelle battaglie a difesa dei diritti dei disabili, questo il suo pensiero: «Il 9 febbraio 2016 il presidente Pittella e l’assessore Franconi hanno illustrato come dovevano essere spesi i 9 milioni di euro spalmati nei tre anni a partire dall’anno corrente. Oltre ai 3 milioni di euro, c’erano a disposizione un milione e quattrocentomila euro circa dei piani Regionali di zona: personalmente ad oggi non ho visto nulla di cambiato in positivo per i nostri congiunti. Ricordo anche che in quell’occasione volli ricordare al Governatore e all’Assessore di tenere in seria considerazione la famiglia e di non pensare solo a istituti e case famiglie, con il rischio che 2.700 persone vengano segregate; tenere conto della non autosufficienza e considerare che la famiglia costa meno e nulla toglie in termini affettivi e sociali alle persone che necessitano di assistenza continua. Stessa sollecitazione l’ho fatta alla conferenza stampa sui nuovi “LEA” tenutesi a Matera nel luglio di quest’anno. E’ inutile dire che sono profondamente delusa, ma non arresa. Mi unisco al coro dei Consiglieri Regionali che giustamente chiedono spiegazioni su un grave, e credo ingiustificato, ritardo e con loro tutti quelli che si schierano per far sì che si facciano meno chiacchiere e più fatti concreti e rapidi…. vedi barriere nelle scuole e uffici di pubblica utilità. La sanità e le politiche sociali non sono in grado di dare servizi essenziali a chi ne ha realmente diritto e ci si trincera dietro un “ISEE” non sempre veritiero…così facendo si privilegiano i soliti furbetti».