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“Il Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca dell’Unione Europea, che si è aperto oggi a Matera, innesca aspettative direttamente sull’attività di ricerca in Basilicata in particolare al servizio dell’agricoltura e a tutela dell’ambiente che sono oggi per noi le due priorità di studio scientifico” . Lo sottolinea il vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata Paolo Castelluccio (Pdl-Fi) per il quale “è questa l’occasione per fare il punto su ruolo e compiti dei centri di ricerca Enea Trisaia di Rotondella e Agrobios di Pantanello di Bernalda, oltre che dell’Unibas e degli Istituti del Cnr”.

“Nello specifico – sottolinea Castelluccio – l’Enea è da tempo impegnata nella struttura di Rotondella nel comparto della chimica verde, mediante la quale le biomasse vengono trasformate in prodotti energetici e chimici in maniera analoga a quanto avviene in una raffineria convenzionale che è pero basata sull’utilizzo come sorgenti primarie di fonti fossili. Per tale finalità il pretrattamento di steam explosion, presente in Enea Trisaia, è considerato dagli studiosi uno dei più efficaci, per la produzione di intermedi chimici e biocarburanti di seconda generazione. Nel centro in sostituzione dei tradizionali processi di produzione del bioetanolo che vedono l’impiego, in via prioritaria, di prodotti legati al food, quali zucchero ed amido, si studiano soluzioni alternative che puntano sull’uso di biomasse residuali. Sempre nei laboratori della Trisaia si sperimentano tecnologie del solare termico a bassa e media temperatura, a confermano del riferimento nazionale per le imprese del settore nel campo della qualificazione di componenti e di sistemi”.

“Ci sono poi attività di ricerca e sviluppo a sostegno dei settori agroindustriale, agroalimentare ed agroenergetico – continua il vice presidente del Consiglio regionale - che hanno un forte impatto diretto ed indotto sulle produzioni del Metapontino e di regioni meridionali. Ancora dall’Enea ci attendiamo passi in avanti con indicazioni utili nei progetti di gestione del ciclo dei rifiuti, di gestione della risorsa idrica, bonifiche e in tema di riqualificazione ambientale, tra cui il recupero di prodotti e di energia da materiali di scarto difficili da trattare come fibre di carbonio, pneumatici plastica”.

Per Castelluccio “proprio perché è impensabile progettare una Silicon Valley in una regione dedita soprattutto all’agricoltura e all’agroalimentare, l’unico modello efficace di ricerca sembra essere quello che coniuga l’utilizzo delle tecnologie digitali alla valorizzazione delle produzioni locali e all’appuntamento di Matera 2019 come evento di cultura scientifica.

Nel ricordare che “secondo studi condotti in passato dai ricercatori di Metapontum Agrobios, il progressivo processo di antropizzazione ha determinato, in alcuni casi, lo smantellamento dei cordoni dunali esistenti, per far spazio ad infrastrutture, insediamenti residenziali e turistici, Castelluccio sostiene la necessità di intensificare la ricerca sul fenomeno dell’erosione costiera metapontina”, Castelluccio intende infine “rilanciare il rafforzamento dell’attività del Centro di geodesia spaziale di Matera che da polo internazionale di eccellenza scientifica ha un ruolo importante da svolgere nello studio dei terremoti. La Regione Basilicata ha investito insieme all'Asi nel settore dell'osservazione della terra, oltre che per il campo della geodesia, in questa struttura scientifica che ha tutte le carte in regola per rappresentare l’Italia in campo internazionale in questo settore”.