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I contro-lettori più assidui ricorderanno, con dovizia di particolari, i nostri articoli riguardanti l’ingarbugliata ed esosa questione della gestione dei social media “istituzionali” del governatore Pittella e della Giunta.


Pur tralasciando i rivoli di una questione già nota ai più, in questo caso vogliamo, ancora una volta, invitare il cittadino alla riflessione. La Regione Basilicata, rimanendo proprio nel campo della comunicazione istituzionale, pubblicò tempo addietro un avviso pubblico finalizzato all’individuazione di giornalisti da utilizzare per colmare eventuali carenze in organico della regione stessa, oppure del resto degli enti sub-regionali. Non possiamo fare a meno di sorprenderci, dunque, innanzi a notizie come quella segalata in apertura. Insomma, se da un lato i fondi utili alla gestione dei social saltano sempre fuori, dall’altro, sulla sorte dei giornalisti in elenco, la Regione e il suo presidente fanno melina.
Le procedure concorsuali si sono concluse il 24 aprile del 2015 con la pubblicazione sul sito istituzionale della graduatoria definitiva. Eppure, da allora, i candidati non hanno ricevuto alcuna notizia. Mancherebbero - sostengono i ben informati - la “volontà politica” e i soldi utili ad avviare le assunzioni dei giornalisti idonei, in base agli articoli 1 e 2 del contratto nazionale del lavoro giornalistico, così come lo stesso avviso pubblico prevedeva. Eppure a quanto ci risulta, e non è un grande mistero, buona parte di quelle stesse esigenze redazionali in Regione continuerebbero a essere soddisfatte attraverso delle collaborazioni occasionali, a “chiamata diretta”.
Martedì scorso si è svolta l’ennesima riunione sindacale presso gli uffici potentini dell’Associazione della stampa di Basilicata, alla quale hanno preso parte alcuni colleghi coinvolti in prima persona dall’accaduto. Non resta che sperare nella riunione che si terrà, probabilmente entro la fine del mese, tra lo stesso sindacato di categoria e il Direttore generale del Dipartimento presidenza della Giunta, Vito Marsico.
Il presidente dell’Assostampa di Basilicata Avallone, all’indomani dell’incontro con i colleghi, ha diffuso una nota stampa pregna di richieste da perorare innanzi ai vertici regionali. Ne riportiamo i passaggi più salienti.
“Sono ormai due anni che i colleghi vincitori di un concorso pubblico attendono di essere utilizzati nella Regione o negli enti sub regionali. È altrettanto urgente dare risposte concrete alla platea di giornalisti che per dieci anni hanno lavorato per conto di un consorzio radiofonico al servizio della Regione Basilicata e per i quali stanno terminando anche gli ammortizzatori sociali. A tutti questi colleghi è necessario dare una risposta chiara e netta per aiutarli a guardare il loro futuro con maggiore fiducia. (…) Occorre il rispetto integrale del contratto nazionale di lavoro giornalistico, lo scorrimento della graduatoria dei giornalisti per le sostituzioni negli uffici stampa della Giunta e del Consiglio regionale, e il rafforzamento della comunicazione multimediale, radiofonica e video”,
Ci sbaglieremo, eppure la ratio prevede che quando una pubblica amministrazione avvia le procedure per un concorso pubblico - sovvenzionato con soldi pubblici - lo fa perché sussiste un’effettiva esigenza di personale. Di conseguenza, accertata la validità di un assioma così elementare, qualcuno dovrà pur chiarire la ragione di un simile pastrocchio. Oltre a “pantalone”, le spiegazioni maggiori vanno ai colleghi che da tempo sono appesi alla flebile speranza che qualcuno di questa benedetta graduatoria possa essere effettivamente chiamato e che la stessa inizi a scorrere, consentendo a tutti la possibilità di una chance lavorativa, anche misera. Ma il telefono, ahinoi, continua a essere muto.