problemi viabilita potenza

Da qualche mese la città è un proliferare di cantieri, chiuso definitivamente quello che è durato una decina d’anni, ci riferiamo al famigerato “Nodo complesso del Gallitello”, e aperto con qualche mese di ritardo il sottopasso delle FAL di via Angilla Vecchia, sono attivi i cantieri per rifare strade e vicoli del Centro Storico, sono iniziati i lavori per ristrutturare il ponte di Montereale, aperto il cantiere che riqualificherà la piazza antistante la Stazione centrale; da qualche giorno un altro “storico” cantiere, quello sulle sponde del Basento -dove dovrebbe nascere il Parco del Basento- si è rimesso in moto.


Tanti piccoli cantieri sono attivi lungo i percorsi del trasporto pubblico urbano, attraverso l’utilizzo di fondi statali rivenienti dai PRUSST, Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio, promossi dal Ministero dei lavori pubblici con l’obiettivo di realizzare interventi orientati all’ampliamento e alla riqualificazione delle infrastrutture. Il Comune di Potenza ha ottenuto in fondi per realizzare “Percorsi e fermate senza barriere”, in pratica si stanno realizzando nuove fermate a servizio del trasporto pubblico su gomma con l’obiettivo di renderle accessibili ai disabili che utilizzano la carrozzella.
I lavori procedono molto speditamente, dovrebbero essere ultimati entro la primavera del 2017, ma in tanti cittadini segnalano problemi e pericoli in merito alla realizzazione di alcune fermate.
Per la realizzazione della fermata in piazza Aldo Moro a Santa Maria addirittura ci segnalano che è stata demolita la struttura appena realizzata e sostituita apportando modifiche, facendo temere, quindi, per uno spreco di danaro, come dire, chi fa e disfa non sbaglia mai, ma qui lo si fa con i soldi della collettività.
Nei casi in cui la realizzazione della nuova fermata ha comportato l’occupazione di alcuni metri della carreggiata, ci riferiamo alle segnalazioni pervenute per via Milano e all’incrocio fra via Crispi e corso Garibaldi, il pericolo è evidente: i cordoli del marciapiede che risultano sporgenti sulla carreggiata portano i segni dei pneumatici delle auto che ci sono andate a sbattere contro, sicuramente nelle ore notturne, per la poca visibilità. Il Codice della Strada consente di avere ostacoli o sporgenze sulle strade, ma indica in maniera chiara e inequivocabile il mondo per rendere visibili ostacoli o le sporgenze, ecco cosa prevede l’articolo 175 del Regolamento di attuazione: “Gli ostacoli, le anomalie e i punti critici stradali, ove non siano eliminabili, devono essere segnalati in tutti i casi in cui sia giudicato necessario a causa della loro posizione aumentarne la visibilità, particolarmente nelle ore notturne. Gli ostacoli, esistenti entro o vicino la carreggiata, che comportino restrizioni di spazio o pericolo per la circolazione, devono essere segnalati mediante strisce alternate tracciate sull’ostacolo bianche rifrangenti e nere, inclinate a 45° in basso verso il lato dove i veicoli transitano; possono essere realizzate anche su una superficie indipendente da applicare sull’ostacolo.
Quando l’ostacolo è localizzato entro la carreggiata, e vi sia incertezza da quale lato transitare, devono essere posti i prescritti segnali di passaggi obbligatori o consentiti diretti dalla parte dove i veicoli devono o possono transitare.
In aggiunta al segnalamento sugli ostacoli posti entro la carreggiata, la segnalazione del loro approssimarsi deve essere effettuata mediante zebrature sulla pavimentazione, ovvero con strisce orizzontali oblique di incanalamento.”
E’ quindi evidente che le opere realizzate sembrano ignorare questa prescrizione: per il momento, avendo avuto segnalazioni di impatti sui cordoli, hanno pensato di segnalare il pericolo posizionando una transenna sul marciapiedi e un segnale estemporaneo, una freccia di indicazione che nulla c’azzecca per indicare il pericolo; si spera che prima di consegnare le opere finite si provveda ad applicare le segnalazioni previste per evitare incidenti che possono avere conseguenze non sempre di poco conto.