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I settori dell’alloggio e della ristorazione dimostrano anche in provincia di Potenza una buona vitalità, confermando di essere tra i principali elementi per la ripresa dell’economia locale.

Ad affermarlo è il Presidente di Confesercenti Potenza Prospero Cassino riferendo che al secondo semestre dell’anno in provincia di Potenza le attività di ristorazione sono 1743 (con 26 nuove iscrizioni e 20 cancellazioni) e quelle dell’alloggio sono 213. Continuiamo a credere che l’Italia del futuro verrà trainata soprattutto dalla cosiddetta economia dei servizi, e per questo – aggiunge la nota di Confesercenti - il turismo è certamente uno dei settori su cui occorre puntare con maggiore forza, perché strategico per la crescita e per l’occupazione. Quest’anno la stagione sembra avviarsi verso una conclusione positiva sotto il profilo delle presenze, ma questo non vuol dire che le difficoltà siano finite. Molte imprese segnalano ancora margini in diminuzione e la fiducia non è ai massimi livelli. Serve un ‘piano turismo’ a sostegno del comparto, che cerchi di massimizzare l’efficacia del nostro sistema Paese, a partire dalle infrastrutture e dalle strategie di promozione dei territori. Servono investimenti consistenti e mirati allo sviluppo delle potenzialità del settore, che costituisce circa un decimo del valore aggiunto dell’economia italiana e che nel futuro potrebbe avere un peso persino maggiore. Purtroppo – dice ancora Cassino – se gli sforzi per arrivare ad un allungamento della stagione turistica – la cosiddetta destagionalizzazione – a livello nazionale sembrano dare i loro frutti, da noi non ci sono segnali simili a riprova delle difficoltà che continuano a registrarsi per riempiere alberghi e strutture ricettive, specie in provincia di Potenza, nel mese di settembre.
Il presidente di Confesercenti riferisce inoltre i dati più significativi forniti dall’Osservatorio confederale secondo i quali la stagione estiva è stata caratterizzata da un buon andamento del turismo e il comparto, complessivamente, si consolida rispetto allo scorso anno anche sotto il profilo dell’occupazione e del tessuto imprenditoriale. Secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti, a fine di questo agosto si registrano infatti nel turismo 1.559.748 occupati, in crescita di oltre 64mila unità rispetto allo stesso mese del 2015 (+4,3%), e 9.335 imprese in più (+2,2%). Nello stesso periodo, invece, il commercio in sede fissa registra la sparizione di 5.054 imprese, a fronte di un piccolo incremento dell’1,7% degli occupati.
Quanto a commercio, la decontribuzione continua a fare sentire i suoi effetti positivi anche sul commercio in sede fissa, che ad agosto 2016 dà lavoro a 1.752.488 addetti, l’1,7% in più dello stesso mese dell’anno precedente, per un totale di poco più di 29mila nuovi posti, di cui quasi 7mila in imprese a titolarità straniera. Ma la sofferenza del tessuto imprenditoriale – segnalata anche dai dati Istat sulla fiducia di agosto, che vede un peggioramento di oltre 4 punti percentuali per il commercio al dettaglio – è evidente dal proseguimento della riduzione dello stock di imprese. In un anno il settore perde lo 0,8% delle attività, pari a oltre 5mila imprese. La diminuzione investe quasi tutte le tipologie, dall’alimentare specializzato (-0,6%) al non alimentare (-0,8%), con picchi di diminuzione per vendita di giornali e riviste (-2,8%), gestori carburanti (-2,7%), orefici (-1,9%) e librai (-1,4%). Prosegue anche la crisi della moda (-1%).