nodo ombre

Ci sono voluti quasi 10 anni per completare l’opera pubblica più costosa della storia della città di Potenza, il famigerato “Nodo complesso del Gallitello”, il giorno 12 giugno 2006 ci fu la consegna parziale dei lavori, quella effettiva è datata 7 settembre 2007; nella sua interezza il “nodo” si scioglie definitivamente con una pomposa cerimonia di inaugurazione dello scavalco della ferrovia avvenuta il 17 maggio scorso.


SAREBBE BASTATO UN SEMPLICE SOTTOPASSO?
Esaminiamo come il progetto del “nodo” volesse risolvere il problema degli intasamenti che si verificavano nei pressi del passaggio a livello di Gallitello. A dire di molti professionisti del settore, non ci riferiamo quindi alle “chiacchiere da bar”, non era necessario spendere tutti quei soldi per delle opere inutili e faraoniche, sarebbe bastato un sottopasso sotto i binari. Si è, invece, optato per un qualcosa di più “complesso”: la ferrovia la si scavalca con una serie di viadotti, si pensa di snellire il traffico su via del Gallitello con la costruzione di una galleria sotto il “Serpentone” e deviando il flusso veicolare sulla parallela via Isca del Pioppo.
Si sono introdotte nuove rotatorie (fra via del Gallitello e via Isca del Pioppo, su via Isca del Pioppo, all’incrocio fra l’inizio di viale del Basento e le statali 92 e 94, su via del Gallitello all’ingresso della galleria) e si sono modificate quelle esistenti (in via Vaccaro all’incrocio con la bretella che porta al ponte Musmeci, alla confluenza di via Vaccaro con viale dell’UNICEF e su viale dell’UNICEF di fronte la galleria).
IL VIADOTTO “VACCARO” E’ INUTILE?
In molti hanno contestato la realizzazione del viadotto Vaccaro, costruito alla fine dell’omonima strada in confluenza con viale dell’UNICEF, in quanto ritenuto inutile. Le rotatorie, ormai entrate di prepotenza nella filosofia della viabilità potentina, sono utili a disciplinare il transito negli incroci e ciò avviene anche nelle rotatorie del “nodo”, in alcuni casi però, la strada che circonda la rotatoria è troppo stretta e non consente di incolonnarsi per prendere due direzioni diverse, soprattutto per quanto riguarda la grande rotatoria ovale di via del Gallitello all’incrocio con il tunnel, qui, al contrario che altrove, di spazio ce n’era a volontà, bastava restringere di qualche metro la rotatoria e si sarebbero evitare le code che si creano quando il traffico è più intenso e due veicoli ingombranti non riescono a incolonnarsi per direzioni diverse.