tenga il resto

 

Ad un anno dall’approvazione da parte del Consiglio Regionale della legge “Contrasto al disagio sociale mediante l'utilizzo di eccedenze alimentari e non" (luglio 2015) ieri al Senato l’approvazione della legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici attraverso la donazione e distribuzione per fini di solidarietà sociale fa compiere un passo avanti nella direzione di trasformare gli sprechi alimentari o eccedenze in opportunità verso quei soggetti che vivono in condizioni di povertà ed esclusione sociale. E’ il commento di Michele Tropiano, a nome dei ristoratori-albergatori-esercenti attività alimentari aderenti a Confcommercio Imprese Italia Potenza. Nel settore della ristorazione, la legge nazionale – spiega - sancisce un diritto che in verità i nostri ristoratori riconoscono da sempre ai clienti: l'asporto del cibo non consumato al tavolo attraverso la 'family bag'. Noi per primi invitiamo i clienti a farlo aiutandoli a superare un imbarazzo che non ha alcun motivo. Un’idea ulteriore può essere quella di collocare la ‘family bag’ ben visibile nella sala ristorazione. Un’iniziativa che Confcommercio ha già sperimentato in occasione di Expo Milano attraverso la campagna “tenga il resto” slogan impresso sulla vaschetta. Per essere messi nelle condizioni di fare di più – aggiunge Tropiano – ci auguriamo che la normativa faccia maggiore chiarezza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza e soprattutto semplifichi le procedure per la donazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. Sono elementi che sommati al metodo di conservazione e consegna degli alimenti influiscono non poco a scoraggiare i ristoratori. Quanto alla legge regionale invece – dice Tropiano – siamo ancora in attesa dei protocolli di collaborazione tra i soggetti individuati quali attuatori della normativa e gli operatori del settore agro-alimentare e della ristorazione collettiva e che la giunta regionale acquisisca l'analisi del fabbisogno e la valutazione degli effetti delle politiche distributive.
Ristoratori, albergatori ed esercenti attività alimentari di Confcommercio intendono inoltre svolgere una funzione di “guida” ai consumatori contro gli sprechi alimentari, un valore di ben 30 euro pro-capite (30 di quei 461 euro che una famiglia di 3 persone spende in media ogni mese per fare la spesa). Questo è un valore medio, che comprende anche chi virtuoso non lo è di certo, come quel 6% di italiani che dichiara di buttare 10 kg di alimenti in un mese. Tra le ragioni principali per cui gli italiani buttano gli alimenti la principale è la muffa (41%), seguita dalla cattiva conservazione (34%) e dal fatto che sono scaduti (25%). E tra le ragioni troviamo anche "non ha un buon odore/sapore" (24%), l'eccessiva quantità di cibo cucinato (14%), un errore nel calcolo delle dosi necessarie (13%) e tra gli altri motivi anche un "faccio la spesa una volta alla settimana e spesso gli alimenti non durano buoni così a lungo" (12%). Tra i motivi di una crescente maggiore sensibilità troviamo che gli italiani tendono a fare una spesa più oculata (47%), a ridurre le quantità acquistate (31%), a utilizzare gli avanzi nei propri pasti (24%) e a porre più attenzione alle date di scadenza riportate sulle confezioni (18%). I ristoratori sono disponibili a diffondere pratiche
anti-spreco diffuse nei propri locali come di “riciclo” di alimenti per cucinare a casa piatti sempre gustosi.