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“La Cgil di Matera esprime preoccupazione per la situazione politico – amministrativa nel quale versa il Comune di Matera, in un momento particolarmente importante per le possibilità di sviluppo che potrebbero derivare dal titolo di Capitale europea della cultura per il 2019”. LO afferma, in un comunicato stampa, il segretario della Cgil di Matera, Antonio Nicoletti.


“Infatti – aggiunge Nicoletti - a quasi tre anni dal 17 ottobre 2014, data di designazione di Matera 2019, è ormai consapevolezza dell’opinione pubblica, delle associazioni, degli enti e dei cittadini che la gestione operativa del prestigioso obiettivo conseguito e la costruzione di politiche di sviluppo non soddisfano le aspettative. Fino a questo momento, il percorso di costruzione dell’evento è stato caratterizzato più da un inedito scontro politico e di campanile che dalla ricerca di strategie di promozione culturale e turistica.
La POLIS intesa come organizzazione e amministrazione della vita pubblica, arte di governo al servizio del cittadino, si è trasformata in un “botta e risposta” nella sfera politico - amministrativa commista con quella di partito dove il “campanilismo elettorale” spesso è stato resuscitato strumentalmente per dividere e parcellizzare o solo per raggiungere obiettivi autoreferenziali.
Una situazione problematica e complessa che, se non trova una immediata soluzione, rischia di trasformare l’occasione unica ed irripetibile che Matera ha davanti in un clamoroso fallimento.
Servono strategie che focalizzino l’obiettivo fondamentale sulla città di Matera per rispondere alle aspettative nazionali e internazionali, per poi essere in grado di trainare virtuosamente tutta la Basilicata in un processo che valorizzi i beni ambientali, archeologici, monumentali e paesaggistici.
La parcellizzazione livorosa e rispondente a logiche di appartenenza, qualora dovesse perseverare, desterà confusione incomprensibile nell’opinione pubblica nazionale, europea e mondiale alla quale, questa volta, nessuno riuscirà a dare alcuna spiegazione sul perché una regione ricca di risorse naturali (acqua, parchi, ecc.) e petrolifere, di un notevole patrimonio di beni storici, architettonici e archeologici che si attesta agli ultimi posti dei parametri statistici europei, italiani e meridionali (povertà, reddito procapite, occupazione, ecc.), non riesca a capitalizzare questa occasione unica di Capitale europea 2019.
Infatti, se neanche questo importante appuntamento internazionale riuscirà a modificare la vecchia cultura politica, attenta soprattutto al controllo capillare e asfissiante del consenso elettorale, a favore di una politica virtuosa, di indirizzo e di programmazione, allora i rischi di un ulteriore e colossale fallimento diventano reali e irreversibili.
In queste condizioni sarebbe opportuno che gli amministratori comunali e regionali abbondonino comportamenti autoreferenziali e aprano la partecipazione alle parti sociali ed alle associazioni datoriali e culturali per condividere programmazione e scelte ricercate e ponderate ad azioni di successo di lungo periodo.
Senza perdere altro tempo la costruzione della capacità di fare sistema e di pianificare ciò che verrà dopo la ribalta rappresentano i due fondamentali e vincenti fattori per trasformare questo evento in un trampolino di lancio, così da garantirne la crescita economica e infrastrutturale oltre che lo sviluppo di nuove attività e imprese culturali e turistiche.
E’ necessario invertire il forte GAP competitivo del ritorno economico del patrimonio artistico – culturale che ha l’Italia, il Meridione e la Basilicata così come si evince dallo studio “il valore dell’arte: una prospettiva economica-finanziaria (2009)” che, nonostante il possesso del più ampio patrimonio culturale e mondiale con oltre 3400 musei e 2010 aree e parchi archeologici, ha un ritorno inferiore tra 4 e 7 volte dagli asset culturali rispetto alla Francia e al Regno Unito.
Non basta avere un patrimonio per trasformarlo in valore aggiunto e leva di sviluppo economico; bisogna saperlo gestire pianificandolo e investendo contestualmente nel lungo periodo il proprio capitale, o la propria Capitale.
L’evento di Matera 2019 allora deve velocemente avviare e catalizzare processi di rigenerazione, di riconversione produttiva, di miglioramento dell’immagine turistica, di sviluppo inclusivo.
Deve realizzare infrastrutture, contenitori culturali e interventi urbanistici da lasciare in eredità al territorio, consapevoli del fatto che il 17 ottobre 2014, Matera è giunta alla candidatura con alcuni GAP”. Nicoletti cita quattro temi: “come raggiungere”, perché bisogna rendere accessibile Matera attraverso efficienti collegamenti viari, aereoportuali e ferroviari; “città sicura”, perché da sempre distante da centri di traffici più o meno leciti, potrebbero renderla impreparata da aggressioni tese a modificare la tranquillità e lo sviluppo trasparente e legale delle attività imprenditoriali e commerciali; turismo sostenibile, perché, la piccola Basilicata, che ha già 1 milione e 800 mila visitatori, deve pensare sì ad una crescita del turismo, ma nel contempo, concepire un nuovo modo di fruizione del paesaggio e della storia locale; Infrastrutture immateriali: perché la città non è sufficientemente solida sulla conoscenza (università, ricerca, conservatorio, scuole, infanzia, ecc.), scarsa è la presenza dell’impresa privata e monodirezionale è la comunicazione.
Per questo, la Cgil si farà promotrice di iniziative all’altezza del potenziale che offre la designazione a capitale della cultura perché Matera – Basilicata 2019, oltre al turismo, deve rappresentare un volano per tutti i comparti e le vocazioni produttive provinciali e regionali.
Per questo la Cgil di Matera, intende raccordarsi con tutti i soggetti attivi nei processi di elaborazione, di programmazione e di decisione, nonché confrontarsi le associazioni culturali e sindacali affinchè si determinino le condizioni per un confronto concreto e partecipazione che possano rilanciare la costruzione di azioni mirate e strategiche”.
Fonte: Basilicatanet