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Il sistema sanitario regionale si riorganizza. Dal 1 gennaio 2017 sarà operativo un nuovo assetto funzionale della sanità lucana con lo scopo di razionalizzare la rete ospedaliera e i servizi sul territorio. Il primo punto fermo è il disegno di legge approvato ieri dal governo regionale. Subito dopo la riunione di giunta, il presidente della Regione, Marcello Pittella, e gli assessori, in una conferenza stampa, hanno illustrato le novità e i contenuti della proposta normativa che passa adesso all’esame delle Commissioni consiliari e, successivamente del Consiglio.


Pittella, che sta effettuando un giro di consultazioni sul territorio per condividere e raccogliere le osservazioni degli stakeholder e degli operatori, ha spiegato che la riforma nasce dall’esigenza di adeguare il sistema sanitario regionali ai vincoli stringenti delel norme nazionali in tema di orari di lavoro e di tetti di spesa per le assunzioni, ai quali si aggiungono i parametri di sicurezza e di efficienza per gli ospedali previsti dal decreto del ministero della Salute n. 70 del 2015, che determina i volumi di attività, i bacini di utenza e i posti letto ospedalieri ridotti in Basilicata da 2173 a 2051.
Qualità dei servizi, appropriatezza, efficacia delle cure, razionalizzazione delle risorse in un’ottica non ragionieristica ma di tutela della salute del cittadino, sono i cardini della riorganizzazione del sistema sanitario lucano. Una prima azione, in un territorio così vasto come quello lucano, riguarda il potenziamento del 118. Più netta, poi, la separazione tra le strutture per gli acuti dalla lungodegenza. Nella nuova organizzazione l’Azienda ospedaliera regionale (Aor) “San Carlo”, Dea di secondo livello assumerà la titolarità dei presidi ospedalieri di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri per costituire un’unica struttura ospedaliera articolata in più plessi che erogheranno, in base alla complessità, le prestazioni di ricovero per gli acuti. L’Azienda sanitaria locale di Potenza, inoltre, assumerà la titolarità del presidio ospedaliero di Pescopagano, che così si aggiunge alla gestione diretta dei presidi ospedalieri distrettuali di Venosa, Lauria, Chiaromonte e Maratea per la presa in carico dei pazienti cronici o che versano in condizioni di fragilità. Nell’Azienda sanitaria locale di Matera, invece, il presidio ospedaliero Dea di I Livello “Ospedale Madonna delle Grazie” comprenderà il presidio ospedaliero di base di Policoro. Piena autonomia per l’Irccs Crob di Rionero, che consolida la funzione nevralgica di coordinamento per le patologie tumorali. Con la costituzione della rete oncologica si farà in modo di prendere in carico il paziente garantendogli le migliori cure e il minore disagio possibile. Il percorso di riforma sarà monitorato dall’Istituzione dell’Osservatorio regionale sui servizi della persona composto da esperti con riconosciute esperienze in campo sanitario. (Nella foto: Pittella illustra la riforma al San Carlo)