deliberazione

Parola di Pittella in Consiglio Regionale ultimo: «…migliorare le performance attuative delle risorse comunitarie e più in generale le risorse pubbliche, improntando le politiche a criteri di valutazione e verifiche di quanto viene realizzato in modo da determinare ricadute effettive e poi misurabili sui territori.

Del resto, una delle novità che l’Europa ci consegna a questa nuova programmazione è proprio questo obbligo di verifica, al quale obbligo di verifica non sempre abbiamo dato risposta». E noi, infatti, siam qui da 3 (tre) settimane a chiedere (sempre ammesso che esista) proprio il resoconto sugli esiti dell’impiego di 3 milioni e 100 mila euro (di cui 600 ministeriali) previsti per la partecipazione della Basilicata a EXPO 2015 di Milano (e connessi). Insomma, la verifica è obbligatoria e il Presidente, candidamente, ammette che non sempre la Regione sa se i soldi spesi (nei casi a cui Egli si riferisce) hanno portato o meno un utile alla Bas. o ai Lucani. E il Presidente continua: «L’utilizzo delle risorse comunitarie dovrà essere trasparente, misurabile per il cittadino»; insomma, il presidente indirettamente dà ragione a me e a Controsenso che chiediamo di conoscere gli esiti della spesa, e ammette che è un obbligo il rendicontare gli esiti, non soltanto che si è speso il denaro. Nonostante le ammissioni in Consiglio il Presidente sembra ritenere di non dover spendere una parola in merito ai milioni di EXPO sin qui, ma a noi fa piacere che il Presidente ammetta l’obbligo perché ci rafforza nella richiesta di informazioni. Abbiamo già affrontato i temi di alcune voci e aspettiamo risposte, ovvio, e dal momento che sono stati nominati due nuovi assessori ed avviata la Giunta Ter non ci dovrebbero essere più ostacoli ai resoconti, ma questo è un nostro penZiero, non obbligatoriamente una necessità di trasparenza per la Reg. Bas. Noi ringraziamo il Presidente che pare abbia voluto darci pubblico atto, pur senza citarci, della correttezza delle richieste sin qui formulate e della giustezza degli argomenti da noi usati a sostegno.
E veniamo alla voce “Progetto da EXPO ai territori” che aveva previsto l’impegno di circa 130 mila euro Regionali e 300 mila euro del Governo e parliamo di agricoltura, infine. E allora prendo spunto dalla manifestazione, innanzi al Ministero -tg3 20/7/2016 ore 14,20- degli agricoltori incazzati perché hanno i magazzini ricolmi di ottimo grano duro che non si vende perché le imprese, pare, si facciano arrivare grano, a prezzi più bassi, dalla Russia, dall’Africa, dal Canada…. e domando, per esempio, ma “da EXPO ai territori”, che a quanto pare era incentrato sul tema acqua, alla fin fine, che voleva dire? Cosa voleva evocare, e con profitto, con riferimento alla Bas.? Insomma, con EXPO si voleva anche promuovere o no il pane di Matera, per esempio? A quanto pare sì, ma a noi interessa capire quali le modalità attivate, quali gli esiti attesi. E per di più, la promozione del Pane di Matera era riferita alla sola tipicità della forma o anche alla tipicità di grano Lucano impiegato? Insomma, siamo tutti consapevoli del fatto che il prodotto Pane di Matera non è solo la forma o la lavorazione particolare, ma ... anche e soprattutto un sapore inimitabile, una consistenza e un gusto non riscontrabili, tout court, in un altro pane, per esempio, Altamurano. Qui parlo di pane perché è il prodotto più promosso di Matera, dopo i Sassi, e perché, ovviamente, mi sarebbe parso un crimine aver partecipato ad EXPO e connessi e non aver cercato di promuovere quel pane, anche se certamente vi saranno state tante altre ottime produzioni lucane. Il pane però, a nostro avviso, è il punto di partenza e di arrivo utile e necessario a discorrere del problema delle ricadute attese dalla partecipazione ad EXPO e di quelle realizzate dopo quella partecipazione. Infatti, se il pane di Matera si è promosso come meritava, come autentico prodotto Lucano di eccellenza, allora dovremmo essere riusciti ad aprirci un qualche mercato nuovo o, insomma, dovremmo essere riusciti a far aumentare la produzione e la vendita di questo pane. E se è così, mi piacerebbe capire di quanto è aumentata la produzione e la vendita, di quante unità si è incrementato l’impiego di mano d’opera e, insomma … che ci abbiamo guadagnato -in soldoni- in Bas.. Qui abbiamo una congiuntura favorevole, se vogliamo, perché io domando di pane di Matera e l’Assessore Regionale all’agricoltura, Luca Braia, è Materano e se non ci tiene egli a promuovere quel pane, quel grano duro Lucano chi ci deve tenere? Immagino, quindi, che stavolta corro il rischio che i resoconti vengano presentati e con dovizia di dati certificati, per di più. Anzi, me lo auguro. In conclusione: se la promozione del Pane di Matera avvenuta con Expo e connessi ha prodotto un incremento delle vendite, ha determinato un aumento delle produzioni ed un incremento del consumo di grano duro Lucano e anche un aumento della occupazione in Bas. tutto OKKEY altrimenti va bene un cavolo e hanno ragione gli agricoltori ad essere incavolati.