delibera 740

Sia chiaro che se riprendo citando Lacorazza, è solo perché il Consigliere presenta il rendiconto della sua attività da Presidente del Consiglio Regionale BAS x 28 mesi e pur non entrando nel merito del fatto e del non fatto, mi piace che l’uomo pubblico provi a spiegarci di che utilità sia stata la sua azione per noi, esponendosi anche a critiche, contestazioni, accuse.


Or bene, la Bas ha partecipato all’EXPO, e a oggi un rendiconto non ci risulta. La cosa non ci pare tranquilla, giusta o accettabile, perché quando la Regione con la sua classe politica e la sua classe dirigente amministrativa mette in campo una iniziativa promozionale nella quale investe un bel po’ di denaro pubblico -qui uso il termine pubblico per essere gentile perché in realtà dovrei dire: ”denaro nostro”- senza avvertire l’urgenza di rendere il conto delle spese e dei risultati attesi e dei risultati ottenuti, la cosa non mi piace per niente. E sia chiaro che non è che il politico debba farmi piacere o il piacere di pubblicare il rendiconto ma, semplicemente, l’impiego del denaro degli altri impone l’obbligo della trasparenza e la trasparenza la si realizza pubblicando il rendiconto dell’azione svolta e gli esiti o risultati conseguiti rispetto ai risultati attesi o sperati. Rendiconto che, almeno a me, non risulta.
Insomma, abbiamo partecipato all’EXPO, dico abbiamo perché pur’io, “INSAPUTAMENTE”, ho dovuto partecipare volente o nolente e vorrei prima di tutto capire quali erano le ragioni per le quali mi hanno trascinato, o meglio, hanno usato anche del denaro mio, per farci lo Stand, metterci la gente a presidiarlo, riempirlo di iniziative, spendere soldi in pubblicità della pubblicità che si voleva fare partecipando ad EXPO…
Inutile dire che l’EXPO si è chiusa nel 2015 e che ad oggi non c’è il rendiconto del sistema EXPO e non c’è parimenti il rendiconto della partecipazione Lucana. Quasi che si debba agire come dice il proverbio: “cosa fatta capo ha” e impiegare il denaro di altri senza preoccuparsi che produca qualcosa o meno rientra proprio nel modo di fare detto. Ma è giusto? È accettabile? Io non voglio giudicare se sia giusto o accettabile, dico solo che l’uso del denaro altrui impone dei comportamenti trasparenti, chiari e comprensibili diversamente s’ingenerano dubbi, perplessità, sospetti, maldicenze.
Mi spiego con un esempio pratico: le scuole, dice il Ministro, non debbono chiedere soldi alle famiglie, ma se proprio non riescono ad evitare di chiedere questi soldi hanno il dovere, giuridico o morale non conta, di fornire il rendiconto dell’uso che se ne è fatto. Tutte le scuole, chi più e chi meno, chiedono soldi alle famiglie degli alunni, ma sono pochissime quelle che presentano il rendiconto, il che ci porta a concludere che il Ministro piuttosto che apparire in TV ogni anno a sottolineare che i soldi che le scuole chiedono non sono dovuti, farebbe bene a sottolineare che le richieste delle scuole alle famiglie devono essere motivate e rendicontate e, comunque, rimangono contributi volontari cui la famiglia non è obbligata. Ovviamente, questa sulla scuola non è una divagazione, ma semplicemente l’indicazione dell’unico modo corretto di fare di un pubblico ufficiale sia quando usa un contributo volontario del cittadino – il caso delle famiglie e delle scuole – sia quando usa un contributo involontario del cittadino, quale il caso dei soldi spesi o investiti o sperperati dalla BAS. nella faccenda EXPO.
Ciò premesso corre l’obbligo di segnalare che è inspiegabile il fatto che a tutt’oggi la Regione non abbia inteso dare conto della spesa e degli utili realizzati a fronte di una partecipazione che ha visto l’impegno di tutta la macchina regionale e dei vari soggetti coinvolti.
Allora e per capirci, l’attività svolta dall’ufficio di gabinetto finalizzata a stipulare il contratto per l’uso del padiglione Italia è inutile chiederla, perché siamo in presenza di un soggetto che operava in esclusiva e i 750.000 euro richiesti sono stati pagati e punto. Ma per le altre voci di spesa, oltre la previsione e lo stanziamento, il pagamento e il rendiconto contabile (non quello al cittadino circa i risultati e l’utilità) non si è andato. E dunque davanti ad un riepilogo di interventi programmati per 3 milioni e centomila euro, non ci starebbe bene uno straccio di rendiconto? Per esempio, la previsione per Coordinamento, spese indivisibili, spese generali, imprevisti e varie di 150 mila euro è stata spesa tutta? E’ bastata? È stato necessario operare in integrazione? Quale parte ha sforato il budget previsto? Queste domande non sembrino sterile esercizio di inutile puntigliosità perché per quanto io mi fidi degli eletti non è che gli eletti hanno dato sin qui prova di aver meritato la fiducia che abbiamo riposto in loro e, dunque, torniamo a bomba, il Lacorazza ci insegna che dobbiamo prendere il vizio di rendicontare le cose che facciamo. Concludendo questa prima parte, aspettiamo le spiegazioni di quel che si fa per il nostro bene anche quando, per avventura, gli effetti fossero diversi da quelli attesi e sperati e per i quali si sia lavorato. In mancanza continueremo a ragionarci sopra come meglio si potrà.