amedeo gallicchio

E’ un giovedì caldissimo a Viggiano, “Capitale del Petrolio”. Il sindaco Amedeo Cicala, da poco quarantenne, si siede a tavola e appare un po’ affaticato. La temperatura da quelle parti, estate o meno, è infatti sempre molto “alta”.
Come giustifica la sua esistenza?


Non con lo studio professionale che ho, ma con il mio impegno nella causa Viggiano.
Nell’incontro con le maestranze Eni a Grumento, Pittella ha detto “La regione Basilicata perde 300 mila euro al giorno per il blocco delle estrazioni petrolifere al COVA di Viggiano. (…) Ovviamente ci assumiamo le nostre responsabilità con la coscienza di aver fatto tutto per il bene della nostra Regione”. Come commenta questa frase?
Proprio perché la Val d’Agri, Viggiano in particolare, sta dando tanto all’Italia e alla Basilicata -per stessa ammissione di Pittella- abbiamo bisogno che sia garantito un protagonismo maggiore del nostro territorio, e in vari temi. Tra questi, ho sempre sostenuto lo sviluppo, l’occupazione, l’ambiente, la sicurezza e la salute dei cittadini: più volte ho ribadito la necessità che la Val d’Agri sia considerata la priorità delle priorità in ambito regionale.
Se lei lo chiede, vuol dire che adesso non è così.
Adesso ci stanno dicendo di sì, ma sto sollecitando come sindaco e come consigliere provinciale affinché la Val d’Agri diventi una priorità. Il prossimo passo deve essere un monitoraggio H24 con una sede stabile a Viggiano, ma deve avvenire a distanza di mesi e non tra tre anni. Lo stesso vale per sviluppo e occupazione: facciamo “l’anno 0”, che ci sia maggiore attenzione da parte delle compagnie dell’indotto affinché vengano garantite opportunità agli abitanti del territorio. Non è giusto che i nostri partano per trovare lavoro fuori, quando noi ospitiamo forestieri a Viggiano o a Corleto.
Ha parlato di Sviluppo: quanti milioni di euro in royalties riceve all’anno Viggiano e come vengono impiegati per lo sviluppo, oltre che per i viali, come dicono alcune polemiche?
Le polemiche sono prettamente giornalistiche e forse appartengono al passato, alle scorse amministrazioni. Ed è una polemica che ho fatto anch’io da consigliere di minoranza.
Quindi era reale?
Non vi era una visione concreta di sviluppo, c’erano degli investimenti “a spot”, “a macchia di leopardo”, come li chiamo io.
E adesso, invece?
Abbiamo previsto uno sviluppo a 360 gradi. Tornando alla domanda di partenza, nel 2014 abbiamo fatto il record di 18 milioni di euro, che probabilmente non si ripeterà, perché noi incassiamo sulla scorta di quello che è il prezzo del barile e della produzione. Con quello che succede, quest’anno noi andiamo in crisi, perché avremo sì e no 2 milioni di euro e bisognerà rivedere alcune situazioni. Oggi possiamo comunque parlare di una media tra gli 8 e i 10 milioni all’anno.
Come sono stati spesi?
Questo Comune vuole spenderli per riprendersi la forte vocazione di carattere turistico. 300 abitazioni sono state acquistate da turisti pugliesi e campani, ma ora sono state abbandonate non tanto per il fattore petrolio, ma perché, ad esempio, le piste da sci non sono state aggiornate. Perciò è in appalto il nuovo impianto. Attraverso lo Sportello Sviluppo, che esiste solo a Viggiano, stiamo sollecitando le ditte e le imprese dell’area industriale a partecipare ai vari bandi, che premiano chi assume gente del posto. Il “Bando Occupazione 3” ha fatto più di 130 occupati.
In aziende locali?
O hanno sede a Viggiano, o sono esterne, ma assumono gente del posto. Ci sono anche sei Bandi Formazione che riguardano i ragazzi della Valle. C’è poi con il Bando Cappotto e Copertura, col quale si dà un contributo per il miglioramento dell’efficientamento energetico delle abitazioni private. Facendo un giro per il paese, è possibile vedere cantieri aperti, l’obiettivo è di arrivare a una riduzione della spesa per l’energia, sia privata che pubblica. C’è stato anche il Bando Caldaia, col 75% di contributo per chi la cambiava. Non sono bandi a scadenza, ma a sportello, stiamo dando a tutti la possibilità di cambiare. Vogliamo accontentare tutti e distribuire le royalties tra tutti. Anche per il Bando Agricoltura sono stati stanziati 2 milioni di euro, e anche lì si prevede il salto di qualità della zootecnia, che è già presente con un ruolo fondamentale. Questo serve a capire che Viggiano non è solo petrolio.
Ma se io adesso fermassi un cittadino per strada e gli chiedessi ‘che cosa hai avuto dal petrolio?’, secondo lei quale sarebbe la risposta?
Dipende, perché stiamo agendo su tutte le aree. Nell’area amministrativa spendiamo 600 mila euro per i progetti della scuola; altri soldi vanno al “bonus bebè”, col quale diamo fino a 5000 euro per i nuovi nati. Il nostro è un paese in forte crescita, anche demografica, e penso che se c’è crescita, c’è anche economia. In più, un fattore utilissimo è quello delle opere pubbliche, che vanno di pari passo con la crescita. Se in montagna riusciremo a creare quegli impianti, ciò trascinerà Viggiano e l’intera Valle nel flusso turismo. Abbiamo ereditato la piscina e la stiamo completando, sta per partire il Palazzetto, la palestra scolastica. Tutte opere importanti che sono convinto aumenteranno la qualità della vita e arricchiranno il paese.
Questa maxi inchiesta sul petrolio, come ha cambiato, se ha cambiato, la percezione dei cittadini? Nel Referendum abbiamo assistito, comunque, a una bassa affluenza da parte dei Viaggianesi.
L’affluenza è stata come negli altri paesi, alle regionali due anni prima avevano votato 1400 persone, al referendum hanno partecipato in 1000. Il dato giornalistico è un po’ falsato, tenendo presente che il massimo numero raggiunto di voti per le amministrative è 2200. È normale che una percentuale non si sia recata a votare perché col petrolio ci lavora, ma c’è stato questo senso di sbandamento della popolazione che non ha più trovato un punto di riferimento. Il cittadino vuole lavorare, ma anche essere sicuro per la propria salute. E’ atroce che qui debba esserci il dilemma: “Salute o lavoro?”. Devono esserci entrambe e per questo motivo si richiede il presidio permanente di controllo h24.
Commentiamo un’altra dichiarazione di Pittella: «Passiamo per essere terra dei fuochi, ma terra dei fuchi non siamo. Se non ci fosse il COVA staremmo meglio, ma in ogni luogo si starebbe meglio senza i più svariati interventi produttivi dell’uomo».
Lo sciacallaggio mediatico, soprattutto a livello nazionale, c’è stato. Certo, noi non dobbiamo mettere la cenere sotto il tappeto, ma capire realmente cosa è successo. Siamo in molti a credere in qualcosa di alternativo che può essere turismo, artigianato, situazioni che la gente deve visionare e apprezzare. Penso che la Regione debba impegnarsi con Comuni e territori nel far capire che Viggiano, la Val d’Agri e la Basilicata sono tutt’altro rispetto a come siamo stati descritti.
Ma lei come cittadino, quando va a dormire la sera, come si sente? Dorme tranquillo?
Per come sono le leggi oggi, credo che ogni Sindaco in Italia vada a dormire preoccupato. A Viggiano vai a letto preoccupato 10 volte in più. C’è sempre qualcosa che non va e sempre qualcosa da aggiustare. L’impegno è tanto, anche perché siamo chiamati a rispondere delle royalties, oltre ai problemi di ogni giorno. Le programmazioni spesso cambiano in corso d’opera, e sindaco lo sei H24.
Ci risulta che Sviluppo Basilicata vi ha inviato una proposta di rilancio dell’incubatore della Val d’Agri: non sarebbe il caso di rispondere?
Il comune di Viaggiano sta già facendo tutto il possibile, con i bandi imprese etc. Sì, si potrebbe anche collaborare con Sviluppo Basilicata, ma sono sempre soldi della comunità, e si deve prima capire bene dove si vuole arrivare con le mission. In questo, però, vedo che c’è ancora troppa teoria e poca pratica. Noi invece vogliamo delle mission molto pratiche e immediate.
Sempre Pittella ha detto che la Regione perde 300mila euro al giorno per la chiusura degli impianti, Viggiano quanti ne perde?
Se il Centro Oli sarà chiuso tutto l’anno, come dicevo, i soldi saranno molto di meno, rispetto a prima.
L’augurio suo è che si apra a settembre?
Sì, ma non è soltanto un fatto di royalties, quanto di economia per la Valle e per l’occupazione. La Val d’Agri ha subito prima uno shock per l’allarme salute, ambiente e sicurezza. Dopo ha subito uno shock economico e sociale con i licenziamenti. Questo ci deve far capire che il petrolio un giorno finirà.
E come sarà Viggiano senza petrolio?
Un paese con un sistema di ricchezza alternativo al petrolio. Stiamo già provvedendo a trovare situazioni diverse. Dico sempre ai cittadini: il comune fa la sua parte, ma non dovete riversare tutte le speranze sull’oro nero. Qui ognuno deve fare il suo. Se noi investiamo sulla montagna soldi pubblici per opere pubbliche, anche il privato dee investire soldi per creare sviluppo e occupazione. Se noi prevediamo l’arrivo di tante persone e poi non c’è neanche un hotel, un ristorante, non funziona.
La scorsa settimana abbiamo intervistato il sindaco di Calvello, Gallicchio, che a proposito di royalties e sviluppo, in pratica diceva: “Copiate il modello Calvello”.
Lui sta facendo un ottimo lavoro, ma ci sono situazioni e situazioni. Come comune di Viggiano diamo fino a 600 euro di gas … ma da noi –rispetto ad altre realtà- non ci sono solo i pozzi, ma c’è anche il Centro Oli. Calvello ha fatto bene, ma anche noi Viggiano ci difendiamo, anzi abbiamo fatto anche qualcosa in più, avendo una potenza economica più forte. La nostra amministrazione sta cercando anche di ottenere situazioni favorevoli per i paesi intorno. Pertanto, io parlerei piuttosto di “modello Val d’Agri”.
Il consigliere regionale Benedetto diceva di estendere le royalties a tutti i comuni della Basilicata…
Le royalties fu deciso di darle a quei paesi in difficoltà di mitigazione ambientale. Dell’inchiesta sul petrolio tutti i comuni ne hanno parlato, ma i problemi ce li abbiamo noi, “il morto in casa” era del comune di Viggiano. Chi ha deciso di puntare sul turismo ha fatto bene, ma oggi non può dire “no” al petrolio, e “sì” alle royalties. C’era quel comico che diceva: “Son tutti gay con le…”
“… natiche degli altri”, sì. Sarebbe a dire, allora, «Son tutti “inquinati” col petrolio degli altri?».
Sì, volendo. E poi bisogna dire una cosa, delle royalties beneficiano tutti, dal momento che la Regione le spende per Sanità, Università etc. Sostanzialmente, a un Benedetto i soldi già arrivano, deve solo stare attento a come li spende. Un dato deve essere chiaro: di 100 euro di royalties, 85 vanno alla Regione. L’85 % di royalties viene suddiviso al territorio, il restante 15% va ai comuni che sono toccati direttamente. Da Melfi, che ha la Fiat, a me arriva qualcosa? E da Matera 2019?
Se potesse prendere sotto braccio Pittella, cosa gli direbbe?
Proprio qualche giorno fa mi è capitato di prenderlo sotto braccio, e gli ho ribadito: la Val d’Agri deve essere la priorità delle priorità. Ho spinto molto sul tema del monitoraggio H24, e della politica di Sviluppo e Occupazione. Proprio su questo sto spronando il presidente a intervenire e a tenere d’occhio la Val d’Agri. Forse sono troppo pressante, ma è giusto così.
Qual è stata la sua risposta?
Ha detto si, che ci sarà concretezza.
Il suo libro preferito?
“Cent’anni di solitudine”.
La sua canzone preferita?
Adoro le musiche di Ennio Morricone.
Il suo film preferito?
“Il Buono, il Brutto e il Cattivo”. E spero sempre di fare la parte del Buono.
Tra cent’anni, cosa vorrebbe ci fosse scritto sulla sua lapide?
«Una persona che ha lavorato con passione, con amore per la sua terra e non ha mai avuto paura di accettare le sfide».