pietro locca

La direzione regionale dell’INPS di Basilicata ha presentato, lo scorso mercoledì, il Bilancio sociale dell’anno 2015. Il documento è stato oggetto di una lunga conferenza che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del Consiglio d’indirizzo e vigilanza dell’INPS, il dottor Pietro Iocca.
Abbiamo intervistato proprio il presidente del CIV qualche minuto prima rispetto all’avvio dei lavori.
«Prima di ogni cosa è utile fare una premessa. Il bilancio sociale ci parla di servizi che l’Inps eroga in favore dei cittadini, sia a livello locale che nazionale. Anzi, direi che l’ambito nazionale è l’estrema sintesi di ciò che avviene localmente e della riuscita effettiva degli stessi servizi. Sono proprio le sedi locali a delineare un quadro destinato a completarsi - nel mese di settembre - con la presentazione del bilancio nazionale. Il primo grande problema, in relazione all’erogazione dei servizi, attiene alla scarsità del personale dell’Inps. Ben prima dell’unificazione con l’Inpdap e l’Enpals il personale in servizio era maggiore rispetto a ora. Dunque, sussiste questo grande problema dipeso, anzitutto, dalla mancanza del turn-over. Solo a livello nazionale vengono meno all’attività dell’INPS ben cento persone al mese».
Il “profondo rosso” dell’INPS. Il CIV da lei presieduto ha avvertito che nel 2017 i conti andranno sotto zero: 11,2 miliardi di debito accumulato a fronte di un patrimonio di 1,8 miliardi di euro. Senza dimenticare uno dei principali grattacapi dell’Istituto: le pensioni. «Credo che esista una caterva di teorizzatori che finiscono per incidere in negativo sulla questione dei pensionati. La categoria sociale di chi, alla fine della propria esperienza lavorativa, vorrebbe godersi un po’ di meritato riposo viene bombardata continuamente di notizie che non sempre sono veritiere e che difficilmente aderiscono alla realtà. Il bilancio dell’Inps è un po’ come se fosse il bilancio dell’intero Stato. Tutto questo allarmismo, secondo il mio parere, non fa bene a nessuno, men che meno al pensionato. Se così fosse, dovrebbe fallire un’intera nazione. Lasciamoli un po’ in pace questi pensionati, d’altronde io stesso lo sono».
Tema occupazione. Il Governo ha dato una stretta sull’utilizzo spregiudicato dei voucher. Ora si parla di trasparenza e tracciabilità, senza dimenticare l’intensificazione della collaborazione tra INPS e Agenzia delle Entrate al fine di contrastare il lavoro irregolare e l’evasione contributiva. Secondo lei è sufficiente?
«Be’, fino a poco tempo fa si è abusato del voucher che era nato, in origine, per sanare alcune realtà, specialmente in agricoltura. Bisogna che i datori di lavoro agiscano cum grano salis, è impensabile che si sfrutti questo strumento per sostituire il rapporto di lavoro tout-court. Significherebbe aggirare l’ostacolo è ciò non va affatto bene, specialmente per i giovani».

 

Il direttore regionale Avallone:
«Ci stiamo avviando
a uscire dalla crisi»


Il direttore regionale INPS di Basilicata, Ciro Avallone, ha illustrato per noi alcune specificità riguardanti il bilancio sociale della nostra regione, a distanza di pochi mesi dal suo stesso insediamento.
Qual è lo stato di salute della nostra regione? Il Bilancio sociale quali scenari prospetta?
«I dati menzionati nel documento che ci apprestiamo a enucleare mostrano, senza dubbio, una ripresa sia economica che in termini di diminuzione della richiesta di prestazioni a sostegno del reddito, o domande di disoccupazione. Pare che ci si stia avviando verso la fuoriuscita da una crisi che dura ormai da molti anni e che porta con sé numerosi strascichi, soprattutto dal punto di vista sociale».
I dati INPS riferiti a maggio 2016 indicano una riduzione del numero delle ore di cassa integrazione del 5,7% e un lieve calo di domande di disoccupazione rispetto ad aprile 2015. In merito alla nostra regione, cosa può dirci?
«Effettivamente possiamo parlare di un lieve aumento dell’occupazione, anche perché gli stessi ammortizzatori vengono utilizzati di meno. La ripresa, in questa regione, proviene principalmente dal settore dell’automotive e, dunque, da Melfi e dalla Fca, oltre che dal settore dell’edilizia e dell’agricoltura».